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lunedì 19 ottobre 2026

Banane con caramello salato al miso bianco


Queste banane al caramello salato di miso bianco mi perseguitano da quando, nel novembre 2021, Biagio le ha preparate per Starbooks. Avevo annotato già allora la ricetta, ma per un motivo o per l'altro (essenzialmente per ragioni di dieta 😇) non l'avevo mai fatta. Quest'anno finalmente, avendo ormai perso la battaglia contro una linea snella, mi sono decisa.

Intendiamoci, non è stata una decisione immediata del tipo "ho deciso, compro le banane e la faccio", no. Ho mangiato banane per quindici giorni, perché ogni volta che mi dicevo "domani è il grande giorno" succedeva qualcosa che mi costringeva a rimandare, e nel frattempo le banane maturavano troppo per poter essere cotte in forno. 

Ottolenghi (sì, è una sua ricetta) usa l'anice stellato per profumare le banane; io non lo amo moltissimo e lo avevo comunque terminato, così ho deciso di sostituirlo con un mix di spezie: cannella, zenzero e cardamomo. Altre spezie che stanno bene con le banane sono vaniglia, noce moscata, chiodi di garofano e peperoncino: sbizzarritevi con loro e create il vostro mix preferito!





 

lunedì 5 ottobre 2026

Torta Ratatouille con mascarpone, mozzarella e basilico



La scorsa settimana, per il Club del 27 ho preparato un dolce; ad essere sinceri però, la mia prima scelta era ricaduta su questa Torta Ratatouille alle verdure, fresca e saporita, i cui sapori ricordano ancora l'estate appena trascorsa. L'occasione mi era data da un invito a pranzo in famiglia da una zia, a cui avevo promesso di preparare un secondo leggero; inizialmente le avevo detto che avrei fatto una tortilla di verdure (prossimamente su questi schermi), ma poi erano arrivate le ricette da realizzare per il Club del 27, e ho virato su questa. 

Anzi, a dirla tutta, la Torta fillo arruffata alla ricotta e miele è stata preparata per smaltire il mascarpone avanzato da questa ricetta e utilizzare l'uovo sbattuto con cui avevo spennellato il bordo della torta.😁 Al termine della preparazione di entrambi i piatti mi sono avanzati 4 fogli di pasta fillo e un po' di verdure grigliate, con cui ho fatto in fretta e furia un'altra mini tortina ratatouille che ho tenuto per me (ho unto la fillo con olio extravergine di oliva): niente avanzi e tanto gusto!

Anche questa ricetta, come la precedente, è risultata molto gustosa e semplicissima da fare.

lunedì 28 settembre 2026

Torta fillo arruffata alla ricotta e miele

 


Io cerco di vedere sempre il bicchiere mezzo pieno, e al termine dell'estate - la mia stagione preferita -  ho trovato subito una consolazione: ricomincia il Club del 27!


Questo mese affrontiamo il delizioso Mediterranean Summer Table di Kathy Kordalis, chef presso Kosher.com in Australia. Il libro è una raccolta di ricette una più sfiziosa dell'altra e che hanno come comune denominatore l'estrema semplicità di esecuzione.


La mia scelta è ricaduta su un dolce (devo pur consolarmi!) di bell'aspetto e assolutamente delizioso: una torta di pasta fillo arruffata ad arte, irrorata con una crema inglese al miele che cuoce direttamente in forno: facile, veloce e di sicuro effetto! A farmi decidere è stata la presenza del pizzico di sale sulla superficie della torta: quest'estate infatti ho visitato un paio di volte le saline di Marsala e avevo visto che ai pasti servivano un tiramisù al fior di sale. Non l'ho assaggiato perché francamente è un dolce un po' troppo pesante per la calura estiva, ma quel pizzico di sale sulla superficie del tiramisù mi è rimasto impresso nella memoria, così ho voluto provare questa ricetta, che prevedeva proprio una finitura di miele e sale. 

Le altre ricette dei colleghi del Club le trovate qui e vi consiglio di non perderne neanche una!

lunedì 27 luglio 2026

Insalata di pomodori, pesche e mango con dressing al miso bianco e mango


Questa settimana la ricetta del lunedì viene pubblicata più tardi perché... l'ho trovata solo la notte scorsa! E' valsa la pena aspettare però, perché questa insalata di pomodori, pesche e mango condita con una salsina al miso bianco e mango è la fine del mondo. 

Come nota Ottolenghi i pomodori sono dei frutti, botanicamente parlando, e si sposano a meraviglia con altra frutta di stagione come le pesche e il mango; aggiungiamoci il tocco umami del miso e quello acido del succo di lime, e avremo una signora insalata, perfetta per accompagnare pranzi e cene estive.

A dire il vero la descrizione del piatto l'avevo già vista una quindicina di giorni fa in una newsletter di Ottolenghi, ma la ricetta specifica era disponibile solo a pagamento, e mi ci è voluta un po' di ricerca per trovarla. Quella che ho trovato stanotte e su cui ho basato la lista della spesa di stamattina era incompleta, solo al momento di scrivere il post ho scoperto che The Guardian l'aveva già pubblicata integralmente, qui, e mi riservo di aggiornare il post con la ricetta completa. 

Anche quella ricavata da Google grazie alla sua AI Overview però, è degna di nota, motivo per cui l'ho scelta come ricetta di commiato prima della pausa estiva. Provatela e non ve ne pentirete! 

lunedì 13 luglio 2026

Gazpacho all'anguria con olio alle mandorle e paprika (Ottolenghi) - CHEF-d'oeuvre


Il gazpacho all'anguria è nella mia infinita to-do list da anni: che esistesse lo sapevo perfettamente, ma io cercavo una ricetta dall'effetto WOW, che andasse un po' fuori dall'ordinario e che fosse degna di entrare nella mia collezione di gazpachi, costantemente in divenire e che finora conta quello classico, quello alle ciliegie, e quello ai lamponi.

Di recente, sfogliando le ricette di The Guardian, ho trovato la ricetta che faceva per me, nascosta tra altre ricette di zuppe fredde, tutte a firma del grande Yotam Ottolenghi; è stato amore a prima vista, confermato dal primo assaggio. L'ho trovato così buono, che è entrato di diritto nell'Olimpo del CHEF-d'oeuvre, un capolavoro culinario, nella sua semplicità.

lunedì 29 giugno 2026

Fool di albicocche e susine con noci miste caramellate allo zenzero per il club del 27


Il Club del 27 questo mese ci fa tuffare nell'allegro mondo delle grigliate, con il bellissimo Grilling di Martha Stewart, ricco di ricette gustose e di suggerimenti preziosi per ricavare il massimo dal nostro barbecue.


La ricca selezione di ricette proposte includeva anche qualche dolce, e manco a farlo apposta io sono stata attirata da un semplicissimo dolce al cucchiaio estivo, il fool, che al posto dei tradizionali frutti di bosco (lamponi, uva spina e fragole) usa le drupacee, in specie susine e albicocche grigliate e frullate, alternate con strati di panna montata aromatizzata con acqua di fiori d'arancio e cardamomo. Un dessert freschissimo e leggero, per concludere in bellezza una cena estiva.

Conoscevo già il fool e confesso che il nome (in inglese significa stupido) mi ha sempre lasciata interdetta. Una rapida ricerca però ha fugato ogni dubbio: il nome deriva dal francese fouler, pestare o schiacciare, con un chiaro riferimento agli strati di purea di frutta, la cui acidità bilancia la dolcezza della panna montata. 

Le ricette degli altri colleghi del Club del 27 si trovano qui e vi assicuro che vale la pena provarle tutte!


lunedì 22 giugno 2026

Composta di fragole e cranberry (o lamponi)


L'idea di preparare una composta di fragole e cranberry mi è nata dall'esigenza di svuotare il freezer prima della pausa estiva. Avevo ancora dei cranberry surgelati, e ripensando alle brioche ai cranberry e crema di mandorle che avevo fatto in marzo per il Club del 27, mi sono detta che una composta sarebbe stata la morte loro. Non da soli, però, visto che sono molto acidi. Quale frutto unirvi, se non le succose fragole, anch'esse acidule ma più dolci?

A dire il vero, la prima idea che mi era venuta era stata quella di una confettura; ho però optato per la composta perché volevo mantenere il più possibile intatto il gusto della frutta fresca.

Detto fatto, ho preparato questa composta, perfetta per guarnire gelati, waffle, cheesecake o un semplice yogurt. Il suo basso tenore zuccherino la rende deperibile, quindi va consumata entro qualche giorno, ma vi assicuro che finirà in un amen.

lunedì 15 giugno 2026

Porridge al cocco e rose

 

Il porridge al cocco e rose è la mia colazione domenicale, durante la bella stagione: l'abbinamento di questi due aromi è delizioso, come ho già detto il mese scorso a proposito di questa torta, di cui questo porridge è proprio l'ispirazione. Nella mia frenetica ricerca alla linea perfetta (e francamente, oramai mi sono rassegnata al fatto che l'unica linea perfetta a cui io possa aspirare sia quella tonda) ho comperato libri di ogni genere, e proprio su quello di Louise Parker ho trovato questa ricetta, assolutamente dietetica, e che quindi mi priva di qualsivoglia senso di colpa ogni volta che la preparo.

La sua preparazione è semplicissima e molto veloce, il che comporta che la colazione è pronta nel giro di qualche minuto.

L'unica variante che ho apportato è stata quella di accentuare la rosa, e non me ne sono mai pentita; fatemi sapere che cosa ne pensate!

lunedì 1 giugno 2026

Lavaash - flatbread persiano sottilissimo


l lavaash è un pane piatto (flatbread) sottilissimo, preparato da millenni in tutto il Medio Oriente. Pare essere nato in Armenia, tanto che l'UNESCO lo ha dichiarato patrimonio immateriale di tale Paese, ma si è diffuso in tutta la zona ed è arrivato fino in India. Come molti pani di queste zone, viene cotto in un forno di argilla molto caldo, ma si presta anche alla cottura in padella.

Ecco come viene cotto tradizionalmente in Armenia e non solo, nei tipici forni di argilla:


Il lavaash può essere consumato fresco, e allora è perfetto come wrap per avvolgere gustosi ripieni come le shawarma e i kebab (e in questo caso è meglio cuocerlo all'ultimo minuto); ma può anche essere essiccato - in tal caso si conserva anche per un anno - e fatto rinvenire con uno spruzzo di acqua, o usato come ingrediente per altri piatti, primo fra tutti il fattoush. Io l'ho conservato un paio di giorni in un sacchetto di plastica, per mantenerlo morbido.

Ne esistono versioni con e senza lievito, e anche qualcuna con lievito madre; la ricetta che vi presento oggi non prevede l'aggiunta di lievito ed è quindi molto veloce da fare: nel giro di 35-45 minuti avrete il pane pronto da portare in tavola. Naturalmente, le versioni senza lievito hanno una minore profondità di sapore rispetto a quelle in cui l'impasto ha avuto il tempo di maturare; credo sia per questo che Yasmin Khan, dal cui libro The Saffron Tales ho tratto la ricetta, ha deciso di usare un misto di farina normale e di farina integrale, che grazie alle sue ceneri dà più sapore. Va anche detto che, in quanto accompagnamento ai sapidissimi cibi mediorientali, questo pane un po' più blando va benissimo e svolge una funzione analoga a quella del pane toscano: esaltare il companatico.

mercoledì 27 maggio 2026

Tepache per il Club del 27



Club del 27 time! Il libro di questo mese è Kitchen Table di Emily Cuddeford e Rachel Morgan, fondatrici di Twelve Triangles di Edinburgo: nato come una panetteria, ha presto esteso la sua produzione ad altre preparazioni, che ne hanno fatto un luogo di appuntamento fisso per gli appassionati. Il loro primo libro, Kitchen Table, è uno scrigno di tesori: ricette meravigliose, in un tripudio di sapori che invitano a sedersi a tavola e non alzarsi finché non le si è provate tutte. Una prima selezione la potrete trovare qui, con le ricette provate dagli amici del Club del 27.



Ho sfogliato a lungo il file di ricette che ci è stato passato, appuntandomi ora questa, ora quella ricetta; alla fine la mia scelta è caduta su una bevanda fermentata, il tepache.

Il tepache è una bevanda tradizionale messicana risalente all'epoca precolombiana, fatta con gli scarti di ananas e panela oppure zucchero di canna; ha un alto contenuto di vitamina B e C e una significativa percentuale di bromelina, un enzima antitumorale naturalmente presente nell'ananas.

Questa ricetta mi ha affascinata per diversi motivi: innanzi tutto sfrutta degli scarti che sarebbero finiti nel bidoncino dell'umido, per creare una bevanda deliziosa; in secondo luogo, le bevande fermentate fanno molto bene al microbiota intestinale. E infine, è buonissimo: leggermente frizzante, acidulo ma con note di caramello, di lievito e un finale funky di ananas. E' stata davvero una scoperta, in vista dell'estate incipiente, e mi accompagnerà lungo tutta la bella stagione.

Il tepache nasce grazie alla fermentazione spontanea, innescata dai batteri e dai lieviti selvaggi che si trovano naturalmente sulla buccia degli ananas e di altri frutti. L'intensità del sapore finale è direttamente proporzionale alla maturità dell'ananas usato, quindi il consiglio è quello di acquistarne uno al giusto grado di maturazione, prima che "passi"; se necessario, fatelo maturare in casa per qualche giorno (è quello che ho fatto io).

Anche la scelta dello zucchero è importante: uno zucchero scuro senza dubbio, e se si riesce a mettere le mani sulla panela si fa tombola (santo Amazon, as usual). In mancanza, vanno benissimo uno zucchero demerara o un muscovado, che mantengano i sentori della melassa.

Il tepache è buonissimo consumato così com'è o con uno spruzzo di succo di lime, ma si presta anche a mix con superalcolici come rum e tequila. Volete provare a farlo anche voi?

lunedì 18 maggio 2026

Rosso Relativo: crostata a tutta fragola!


Le fragole sono frutti che amo particolarmente, perché sono il primo frutto foriero della bella stagione, che compare sui banchi dell'ortofrutta. Il loro sapore dolce e delicatamente acidulo, il loro profumo inebriante, il loro colore rosso intenso, tutto me le fa amare, e gusto con particolare piacere tutti i dolci che le prevedono.

Ho meditato a lungo su questo dolce: per Pasquetta 2022 in famiglia mi avevano chiesto di preparare un dolce e avevo adocchiato delle fragole meravigliose, di varietà Sabrosa-Candonga. Cercavo un modo di valorizzarle, creando un dolce totalmente "fragoloso", quando mi è venuta in mente la frolla alla fragola che avevo preparato quando ho fatto i neapolitan cookies. La ricetta originale prevedeva delle fragole liofilizzate, mentre io ai tempi mi ero procurata delle fragole candite. Questa volta le ho trovate (santo Amazon), e ho rivisto la mia ricetta abituale (che è quella di Adriano), aggiungendovele. Ai tempi avevo completato la farcia un cremoso alla fragola e un semplice coulis alle fragole senza zucchero, per bilanciare la dolcezza del cremoso. 

In teoria si trattava di un dolce che declinava la fragola in tre versioni, croccante, morbida e liquida, con gradazioni diverse di intensità di sapore: un inno al frutto che annuncia il caldo, il sole, le belle giornate e le passeggiate all'aria aperta. In pratica, il palato mi diceva che c'era qualcosa che non andava: il cremoso alla fragola è risultato un po' eccessivo nell'insieme, e mi sono detta che sarebbe stato meglio sostituirlo con una crema neutra, dalla funzione simile a quella del pane nei piatti salati, che facesse riposare il palato ed esaltasse ancora di più la fragola. Intendiamoci, quel primo esperimento è stato spazzolato e tutti hanno chiesto il bis, ma io non ero soddisfatta. 

Ho lasciato passare qualche anno ma ad ogni primavera, con l'apparire delle fragole sui banchi del mercato, l'idea tornava ad affiorare. Quest'anno evidentemente i tempi erano maturi: ho mangiato delle fragole irresistibili e mi sono detta che era giunto il momento di rispolverare quella ricetta e di darle nuova vita. L'occasione mi è stata data da una cena a casa di amici, dove ho voluto portare questo dolce (motivo per cui non trovate la foto della fetta). 

Fin da subito ho cercato un nome con cui battezzare la mia crostata, e mi è venuta in mente la nota canzone di Tiziano Ferro: spero che il grande cantante (uno dei miei preferiti, tra l'altro 😇) non se ne abbia a male; anzi, se vuole gliene preparo una tutta per lui! 

lunedì 20 aprile 2026

Pane Naan facilissimo


Il pane naan è in genere associato alla cucina indiana, ma in realtà il termine deriva dal persiano nân (نان), un termine generico che indica il pane. Le sue origini sono antichissime e datano dal 4000 a.C., e fin da allora era cotto nel tandoor, un forno di argilla profondo, quasi un pozzo. Le versioni semplificate attuali prevedono la cottura nel forno normale o addirittura in padella.

Il naan ha avuto nei secoli un ruolo significativo in molte culture mediorientali e asiatiche, in particolare in quella indiana, persiana, pachistana e afghana, dove è molto più di un pane: è il simbolo dell'ospitalità e del senso comunitario di questi popoli. Nelle cucine indiana e pakistana, il naan viene spesso servito in occasioni importanti come i matrimoni, dove ha la funzione di raccogliere salse e curry; in Afghanistan è un cibo di base, servito spesso con il tè e usato a mo' di posata, per mangiare altre pietanze.  

Essendo diffuso in così tanti paesi, il naan presenta tante varianti regionali, che gli donano un sapore e una consistenza unici. In India è spesso aromatizzato con erbe aromatiche e spezie come cumino e coriandolo sia in semi, sia fresco; in Pakistan è spesso spolverato con semi di sesamo e nigella, mentre in Afghanistan è spesso preparato mischiando le farine di grano e orzo, che gli conferiscono una consistenza più rustica e un sapore vagamente dolciastro. Anche in Iran questo pane è molto diffuso, e le panetterie che lo offrono ne preparano due diverse versioni (naan-e barbari e naan-e sangak) enormi, lunghe fino a un metro, incredibilmente soffici all'interno ma con una bella crosta croccante.

La ricetta che propongo oggi è tratta dal libro The Saffron Tales di Yasmin Khan, ed è semplicissima: i pani vengono cotti in padella girandoli più e più volte, fino ad avere le caratteristiche macchioline bruciacchiate. La ricetta è davvero molto facile e non richiede particolari abilità: è perfetta per i principianti.

lunedì 23 marzo 2026

Bundt Cake al cioccolato e cocco


Come sapete (anche perché non manco mai di sottolinearlo 😆) non amo preparare dolci, ma ogni tanto mi prende la voglia, il dolce diventa un pensiero fisso e l'unico modo di farlo passare è cedere alla tentazione, alla Oscar Wilde.

A questo giro, l'idea è nata dalla richiesta di una signora Inglese su un gruppo Facebook a cui sono iscritta: la signora chiedeva se qualcuno avesse una ricetta di torta al cioccolato e cocco; io ho consultato il libro Kiss My Bundt di Chrysta Wilson e vi ho trovato la ricetta di un dolce al cocco e di uno al cioccolato. Ho deciso di fondere le due ricette creandone una terza, ma ovviamente prima di suggerire la mia ricetta dovevo testarla! Solo che, come per tutte le cose che non mi piace fare, ho cominciato a rimandare: burro e uova dovevano essere a temperatura ambiente? Bene, tiriamoli fuori dal frigo la sera prima. Il giorno dopo mi sono detta: posso forse mettermi a fare un dolce se prima non ho pulito il frigo? Certamente no! Detto fatto, puliamo a fondo il frigo. Terminata la pulizia ho cominciato a preparare gli ingredienti e mi sono sfuggiti di mano il barattolo dello zucchero e la confezione di cacao. Recupera il recuperabile, poi pulisci la cucina (il cacao è terribile!): non stupisce che quando ho finito fossi stanca, così ho rimandato la preparazione al giorno successivo. Il terzo giorno ero finalmente pronta, ma tutto ciò non ha fatto che rafforzare la mia convinzione che preparare dolci sia un lavoraccio. O forse dovrei ragionare al contrario: ogni volta che ho bisogno di pulire a fondo qualche cosa, l'incoraggiamento ideale è decidere di fare un dolce. 😅

Ho accompagnato questa torta con una classica crema americana a base di burro e Philadelphia, ma con il mio tocco europeo: ho dimezzato il burro e lo zucchero a velo e ho ulteriormente diluito il tutto con il latte di cocco. Il sapore di burro è rimasto molto percettibile: se non vi piace, sostituite burro e Philadelphia con altrettanto mascarpone.

Il risultato è stata una torta godibilissima, in cui gli aromi del cocco e del cioccolato si fondono alla perfezione. Se avete qualche variante da suggerire io sono qui, pronta a testarla (dopo aver pulito gli stipetti della cucina, s'intende!).

lunedì 9 marzo 2026

Chili gratinato di lenticchie


I legumi sono una grande risorsa per la nostra tavola: leggeri e digeribili, forniscono proteine a medio valore biologico (non contengono cioè tutti gli amminoacidi essenziali e necessitano di essere abbinati a cereali) pari a un quarto del loro peso, ma anche amidi a lento rilascio come l'amilosio, fibre preziose sia per aumentare il senso di sazietà, sia per facilitare il transito intestinale, e buone quantità di micronutrienti e vitamine quali calcio, ferro, zinco, magnesio, vitamina C e alcune vitamine del gruppo B. L'unico inconveniente che presentano, dal punto di vista nutrizionale, è la presenza di acido fitico, che ostacola l’assorbimento di minerali come il ferro e lo zinco. E' possibile tuttavia ridurlo notevolmente grazie a qualche ora di ammollo e grazie alla cottura.

I legumi sono i protagonisti di tante zuppe gustose, che come sapete io adoro, e che sono adatte ad essere consumate in tutte le stagioni.

Oggi vi presento un chili gratinato di lenticchie, un piatto unico completo grazie alle tante verdure e alle proteine del formaggio, che mi preparo spesso durante la stagione fredda. E' possibile accorciare i tempi di preparazione acquistando le lenticchie già cotte; io tuttavia preferisco partire dalle lenticchie secche, trovo che il piatto ci guadagni in sapore e in quantità di nutrienti. Questo è un piatto dietetico, perfetto per chi vuole perdere peso in modo sano, senza rinunciare al gusto.

lunedì 2 febbraio 2026

Curry afghano di cavolfiore (Golpi)


Era settembre 2021 quando il Club del 27 ci ha proposto una selezione di ricette afghane tratte dal libro Parwana. Le cape del Club ci propongono sempre una selezione di ricette; queste mi sono piaciute talmente tanto, che subito dopo ho comperato il libro.

Oggi vi propongo il golpi, un gustoso curry afghano di cavolfiore. Le cimette di cavolfiore vengono cotte in una salsa di pomodoro, cipolla e spezie e diventano saporitissime ed estremamente gradevoli. 

In Afghanistan il golpi viene spesso accompagnato da riso in bianco; noi a questo giro lo abbiamo gustato con dell'ottima polenta di Storo, e vi garantisco che ci stava a meraviglia!

martedì 27 gennaio 2026

Sablé salati alle nocciole, Parmigiano e timo per il Club del 27

 


Come è avvenuto lo scorso anno, il primo appuntamento del 2026 con il Club del 27 riguarda gli agrumi. Quest'anno li affrontiamo con il libro Sweet and Tart di Carla Snyder, una raccolta di ricette dolci e salate a base di agrumi, davvero invitanti. La cosa mi rende particolarmente felice, sia perché amo gli agrumi, sia perché detesto cordialmente la moda del veganuary, 😅 e va bene mangiare in modo più consapevole alternando le fonti proteiche, ma un intero mese dedicato alla cucina vegana anche no, grazie. 😆


In realtà le mie possibilità di scelta questo mese erano limitate: a noi del Club viene proposta una selezione di ricette dai libri scelti, e a questo giro il 90% erano preparazioni dolci. Tra le tre opzioni salate ho scelto questa, perfetta per un aperitivo o come spezzafame. 

Questi biscotti mi hanno ricordato i sablés alle noci che faccio da anni, ma sono a mio avviso ancora più buoni.

L'Autrice consiglia di tenere sempre un cilindro di impasto in freezer, pronto per essere tagliato a fette e cotto in caso di ospiti improvvisi: una bottiglia di Prosecco accompagna egregiamente questi biscotti salati! Faccio mie le sue parole: se il connubio nocciole e Parmigiano crea dipendenza di per se', l'olio al limone e il sale della finitura lo portano al livello superiore!

Trovate le ricette realizzate dai colleghi del Club a questo link.


lunedì 12 gennaio 2026

Angu (polenta morbida) con funghi al forno e salsa di pomodoro piccante


L'angu è la versione brasiliana della polenta, a testimonianza del fatto che le cucine di tutto il mondo si somigliano. Originariamente era fatta con l'igname (yam), ma la colonizzazione portoghese portò il mais in Brasile, e questo gradualmente sostituì l'igname come alimento base della popolazione. Mentre da noi la polenta può essere preparata sia al naturale, sia insaporita con altri ingredienti (tipicamente formaggi), in Brasile è di solito al naturale e spesso senza sale, per meglio accompagnare le pietanze saporite tipiche di questa cucina.

Ixta Belfrage nel suo libro Fusão ne propone invece una versione arricchita da formaggio e latte di cocco, e la serve insieme a dei funghi orecchioni cotti in forno e una saporita salsa piccante. Il risultato è un piatto sostanzioso e gustoso che funge da piatto unico. L'unica cosa che mi trova in disaccordo con lei sono le porzioni: secondo lei ci mangiano in quattro, io dico che come piatto unico basta per due persone. 😇

lunedì 5 gennaio 2026

Tiramisù speziato alla zucca


Oggi sarebbe stato il compleanno di Nonna Sara, che era golosissima di dolci. Sono 11 anni che non c'è più, ma io penso a lei e ai suoi insegnamenti molto spesso. Quest'anno voglio dedicarle un tiramisù molto particolare, che ho scoperto in ottobre mentre ricercavo la composizione del Pumpkin Pie Spice Mix. 

Tra i vari post proposti dalla ricerca di Google mi sono imbattuta nel Pumpkin Tiramisù, il tiramisù alla zucca, che ovviamente mi ha intrigata. La cosa buffa è che praticamente tutti i siti americani che ho visitato esordivano con la frase "Gli Italiani inorridiranno, ma questo tiramisù è buonissimo". Io non sono affatto inorridita, anzi! Come al solito ho guardato 5 o 6 ricette per farmi un'idea, e poi ho elaborato la mia versione. Negli USA ad esempio usano tantissimo zucchero e mettono pure tanta panna montata quanto mascarpone; inoltre fanno due strati di savoiardi e crema mentre io ho preferito farne uno solo, complice il fatto che la mia teglia non aveva i bordi altissimi.

Da quando ne ho scoperto l'esistenza, questo tiramisù è diventato un'ossessione. In pratica, la testa mi diceva "dieta" e il cuore mi diceva "dolci", e io ho deciso di andare dove mi porta il cuore. 💖 Alla linea tornerò a pensare dopo l'Epifania. 😆

Buon Compleanno, Nonna Sara.  💖

lunedì 1 dicembre 2025

Torta di zucca (Pumpkin Pie) con pasta semintegrale speziata


Come scrivevo la scorsa settimana, mi sono talmente innamorata del Pumpkin Spice Mix, che ho cominciato a usarlo quotidianamente. E' stato mentre macinavo le spezie del secondo vasetto, che mi sono detta: perché non provi a fare la Pumpkin Pie americana, una bella torta di zucca speziata? L'idea non ha fatto in tempo a nascere, che ha messo radici profondissime ed è diventata un'ossessione. Quando ho capito che non avrei avuto pace se non l'avessi preparata, mi sono data da fare.

Per mitigare i sensi di colpa della dietomane che è in me, ho sostituito i due zuccheri con altrettanta stevia + 1 cucchiaino di melassa e cercato la ricetta di un guscio di impasto semi integrale (il 100% integrale è molto più difficile da gestire, a meno di non trovare farine integrali da pasticceria che si possono acquistare on line, ad esempio qui, ma che non avevo voglia di mandare a prendere). L'impasto è stato preso dal libro di Erin Jeanne McDowell, The Book on Pie, una vera e propria miniera di informazioni, trucchi e suggerimenti, scoperto grazie a Starbooks.

Ho proposto questa torta per una cena in famiglia (festeggiavamo il mio compleanno 💝) ed è stata accolta da un'ovazione e dalla richiesta di farla di nuovo e di pubblicarne la ricetta al più presto, per poterla preparare autonomamente. Eccovi accontentati, curuzzi me'. 💖💕💞 Vero che mi inviterete, quando la farete?

giovedì 27 novembre 2025

Pho vegetariano per il Club del 27

Il club del 27 di questo mese è dedicato al comfort food invernale: il libro scelto si intitola Winter Warmers, ricette scalda-inverno,  ed è ricco di spunti che aiutano a superare l'inverno coccolandoci, nelle giornate più fredde e buie dell'anno. Come forse avrete intuito 😅 io ho scelto la ricetta di una zuppa asiatica, il phở, a dispetto del fatto che i ramen non mi piacciono (e ho anche scoperto il perché: tra i suoi ingredienti vi è un elemento alcalino, il carbonato di sodio, che evidentemente non incontra il mio gusto).

 

Il phở vietnamita è una zuppa solitamente di carne di manzo (più raramente di pollo, ma ne esistono anche varianti di mare) e noodles, pasta lunga asiatica, ed è generalmente servita con basilico thai, lime e germogli di soia, che vengono portati in tavola e di cui ogni commensale si serve a piacere. Considerato uno dei piatti nazionali del Vietnam, il phở è diffusissimo anche nei Paesi vicini. Ricordo ancora con divertimento un ristorante vietnamita che ho visto anni fa a Singapore, So Phở So Good (per chi non parla inglese, è un gioco di parole con l'espressione so far so good, fin qui tutto bene), e ho scoperto in seguito che si tratta di una catena di ristoranti.

Il phở presenta un perfetto equilibrio tra dolce, acido, salato e umami, e forse il segreto della sua diffusione è proprio qui: si tratta di un piatto semplice ma che scalda il corpo e l'anima. 

Le ricette realizzate dai colleghi del Club si trovano qui.