lunedì 18 maggio 2026

Rosso Relativo: crostata a tutta fragola!


Le fragole sono frutti che amo particolarmente, perché sono il primo frutto foriero della bella stagione, che compare sui banchi dell'ortofrutta. Il loro sapore dolce e delicatamente acidulo, il loro profumo inebriante, il loro colore rosso intenso, tutto me le fa amare, e gusto con particolare piacere tutti i dolci che le prevedono.

Ho meditato a lungo su questo dolce: per Pasquetta 2022 in famiglia mi avevano chiesto di preparare un dolce e avevo adocchiato delle fragole meravigliose, di varietà Sabrosa-Candonga. Cercavo un modo di valorizzarle, creando un dolce totalmente "fragoloso", quando mi è venuta in mente la frolla alla fragola che avevo preparato quando ho fatto i neapolitan cookies. La ricetta originale prevedeva delle fragole liofilizzate, mentre io ai tempi mi ero procurata delle fragole candite. Questa volta le ho trovate (santo Amazon), e ho rivisto la mia ricetta abituale (che è quella di Adriano), aggiungendovele. Ai tempi avevo completato la farcia un cremoso alla fragola e un semplice coulis alle fragole senza zucchero, per bilanciare la dolcezza del cremoso. 

In teoria si trattava di un dolce che declinava la fragola in tre versioni, croccante, morbida e liquida, con gradazioni diverse di intensità di sapore: un inno al frutto che annuncia il caldo, il sole, le belle giornate e le passeggiate all'aria aperta. In pratica, il palato mi diceva che c'era qualcosa che non andava: il cremoso alla fragola è risultato un po' eccessivo nell'insieme, e mi sono detta che sarebbe stato meglio sostituirlo con una crema neutra, dalla funzione simile a quella del pane nei piatti salati, che facesse riposare il palato ed esaltasse ancora di più la fragola. Intendiamoci, quel primo esperimento è stato spazzolato e tutti hanno chiesto il bis, ma io non ero soddisfatta. 

Ho lasciato passare qualche anno ma ad ogni primavera, con l'apparire delle fragole sui banchi del mercato, l'idea tornava ad affiorare. Quest'anno evidentemente i tempi erano maturi: ho mangiato delle fragole irresistibili e mi sono detta che era giunto il momento di rispolverare quella ricetta e di darle nuova vita. L'occasione mi è stata data da una cena a casa di amici, dove ho voluto portare questo dolce (motivo per cui non trovate la foto della fetta). 

Fin da subito ho cercato un nome con cui battezzare la mia crostata, e mi è venuta in mente la nota canzone di Tiziano Ferro: spero che il grande cantante (uno dei miei preferiti, tra l'altro 😇) non se ne abbia a male; anzi, se vuole gliene preparo una tutta per lui! 

lunedì 11 maggio 2026

Gelatina di fragole


La gelatina di fragole è un classico dessert inglese, molto consumato dai sudditi di Sua Maestà insieme alle classiche fragole con panna. Richiede delle fragole ben mature - diversamente sa di poco - ed è proprio dalla necessità di sfruttare delle fragole molto mature e succose che è nata l'esigenza di preparare questo dolce: non volevo fare la solita macedonia, non avevo voglia né tempo di preparare una marmellata (mi sono resa conto che tutte le marmellate di fragole che ho pubblicato hanno un altro ingrediente in comune, il pepe: fragole e lamponi al pepe rosafragole alla menta e pepe nero e fragole e bacche di goji al pepe rosa). 

Cercavo un dolce che esaltasse il gusto delle fragole, ma che fosse anche semplice e veloce da fare, ed è allora che mi si è accesa in testa una lampadina: perché non fare una gelatina di fragole? Mi sono ricordata di aver visto una ricetta sfiziosa sul Cucchiaio d'argento, e non ne sono rimasta delusa. Eccola!

lunedì 4 maggio 2026

Bundt Cake alle rose e cocco


Se c'è un abbinamento aromatico che mi fa impazzire è quello rose e cocco, così decadente e vagamente mediorientale. Si tratta di due aromi delicati, che però bisogna dosare attentamente per evitare che l'uno prevalga sull'altro e che insieme diano un risultato stucchevole. Ho deciso di fonderli in un unico dolce, una torta quattro quarti, creando il bundt cake alle rose e cocco che vi presento oggi.

L'idea ha cominciato a frullarmi nella testa quando ho fatto il bundt cake al cioccolato e cocco, perché prima di allora non avevo mai utilizzato l'aroma di cocco e mi ero limitata a usare il cocco rapé, con tutti i problemi che può dare in una quattro quarti, essendo privo di glutine e non avendo la capacità di assorbire i liquidi. Da allora sono stata semplicemente ossessionata dall'idea di abbinare l'estratto di cocco alle rose, ed eccomi qui signor giudice. 😀

lunedì 27 aprile 2026

Nodini di maiale con mele caramellate


E' di nuovo quel giorno del mese, il 27 intendo dire, 😆 quando con gli amici del Club del 27 vi proponiamo tante ricette sfiziose, tratte da libri di food writer internazionali.


Questo mese recensiamo Rachel Allen, una food writer e chef televisiva Irlandese; protagoniste della nostra rassegna sono le ricette tratte da un suo libro del 2006, Rachel's Favourite Food at Home, che trae spunto da piatti internazionali, ricette irlandesi classiche e piatti di famiglia, per fornire al lettore delle alternative creative per ogni occasione. Che si tratti di una semplice cena in famiglia, un pranzo di festa con tutto il clan, una romantica cena per due o un  allegro picnic all'aperto; che si voglia assemblare un pasto a tutto comfort da consumare sul divano davanti alla TV o si decida di coinvolgere i bambini preparando i muffin, Rachel Allen trova la ricetta giusta per noi e suggerisce dei piatti gustosi e mai banali. 


Il libro ha vent'anni ma non li dimostra: tutte le ricette sono attualissime e non stancano mai. La mia scelta è caduta su una cena in famiglia semplice ma non banale, con dei semplici nodini di maiale accompagnati da gustose mele caramellate. Di mio ho aggiunto un rametto di rosmarino alle mele, che con loro si sposa benissimo (L'ho sperimentato proprio con la torta che ha dato il nome al mio blog: La apple pie di Mary Pie!). Le ricette preparate dagli altri amici del Club sono tutte qui

lunedì 20 aprile 2026

Pane Naan facilissimo


Il pane naan è in genere associato alla cucina indiana, ma in realtà il termine deriva dal persiano nân (نان), un termine generico che indica il pane. Le sue origini sono antichissime e datano dal 4000 a.C., e fin da allora era cotto nel tandoor, un forno di argilla profondo, quasi un pozzo. Le versioni semplificate attuali prevedono la cottura nel forno normale o addirittura in padella.

Il naan ha avuto nei secoli un ruolo significativo in molte culture mediorientali e asiatiche, in particolare in quella indiana, persiana, pachistana e afghana, dove è molto più di un pane: è il simbolo dell'ospitalità e del senso comunitario di questi popoli. Nelle cucine indiana e pakistana, il naan viene spesso servito in occasioni importanti come i matrimoni, dove ha la funzione di raccogliere salse e curry; in Afghanistan è un cibo di base, servito spesso con il tè e usato a mo' di posata, per mangiare altre pietanze.  

Essendo diffuso in così tanti paesi, il naan presenta tante varianti regionali, che gli donano un sapore e una consistenza unici. In India è spesso aromatizzato con erbe aromatiche e spezie come cumino e coriandolo sia in semi, sia fresco; in Pakistan è spesso spolverato con semi di sesamo e nigella, mentre in Afghanistan è spesso preparato mischiando le farine di grano e orzo, che gli conferiscono una consistenza più rustica e un sapore vagamente dolciastro. Anche in Iran questo pane è molto diffuso, e le panetterie che lo offrono ne preparano due diverse versioni (naan-e barbari e naan-e sangak) enormi, lunghe fino a un metro, incredibilmente soffici all'interno ma con una bella crosta croccante.

La ricetta che propongo oggi è tratta dal libro The Saffron Tales di Yasmin Khan, ed è semplicissima: i pani vengono cotti in padella girandoli più e più volte, fino ad avere le caratteristiche macchioline bruciacchiate. La ricetta è davvero molto facile e non richiede particolari abilità: è perfetta per i principianti.

lunedì 13 aprile 2026

Jujeh Kabob - Kebab di pollo al lime e zafferano


Terminata la pausa dolce, ho sentito forte l'esigenza di tornare alle mie passioni: i secondi di carne e soprattutto la cucina mediorientale. Questa volta vado nel martoriato Iran, la cui popolazione sta attualmente soffrendo sia per il regime oppressivo che la tiene soggiogata da decenni, sia per i bombardamenti che ne stanno colpendo il territorio: da qualunque parte si guardi la situazione, chi ci rimette di più è proprio la gente comune, cosa che mi fa sanguinare il cuore. 

Ho ripreso in mano il bellissimo libro The Saffron Tales di Yasmin Kahn e deciso di realizzare i Jujeh Kabob, kebab di pollo al lime e zafferano. Scrive l'Autrice nell'introduzione alla ricetta: "In ogni quartiere iraniano si trovano almeno una dozzina di ristoranti che offrono kebab, e in ognuno di essi si trova una versione dei Jujeh Kabob - è un piatto che il popolo Iraniano trova irresistibile. La mia versione casalinga prevede che il pollo, tenero e succulento, sia cotto in forno anziché al barbecue infilzato negli spiedini, per poter essere cucinata tutto l'anno: basterà terminare la cottura sotto al grill per rendere la pelle croccante. La cosa più importante è marinare la carne il più a lungo possibile, per consentire a lime e zafferano, una combinazione da leccarsi le dita, di penetrare per bene nella carne. Servite con tanto pane persiano o del riso persiano (il polo ba tahdig)."

Come resistere a un racconto del genere? Pronti, via (si fa per dire, dati i tempi di marinatura) mi sono data da fare! Il risultato, chevvelodicoaffà, è stato divino.