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| Mio metodo |
Avevo già scritto questo post, inserito le foto e preparato il dolce per recuperare la farcia avanzata, quando un fastidio interiore mi ha spinta, qualche giorno dopo, a rifare la ricetta secondo i miei canoni e a rivedere il post. Portate pazienza, perché oggi mi dilungherò un poco. Sappiate che l'ho riscritto tre volte!
Rachel Khoo è una vecchia conoscenza, in casa Apple Pie: nel lontano 2013 per Starbooks (che ai tempi non esisteva come blog comune: le ricette erano ospitate nei nostri singoli blog) avevamo recensito "The Little Paris Kitchen", il suo terzo libro, il cui sottotitolo (ricette francesi classiche con un approccio semplice e fresco) lasciava intendere che la Khoo avesse svecchiato la cucina classica francese per renderla fruibile al grande pubblico, in particolare a quello britannico, poco avvezzo a cucinare. Lo svecchiamento in realtà era solo uno specchietto per le allodole: l'Autrice aveva semplicemente scelto le ricette più semplici della cucina francese, oppure ha snaturato quelle complesse (come la salsa spagnola, ridotta a una vellutata), in un'operazione di marketing tanto riuscita, quanto disonesta (qui c'è il mio personale cahier des doléances; nel post ci sono i link ai giudizi delle altre Starbooker nei rispettivi blog; pregevole quello di Alessandra).
Lo stigma per me è rimasto, tanto che nel frattempo ho venduto il libro, anche se in retrospettiva mi sono resa conto che molte delle sue ricette erano sfiziose e godibili, sia pure con qualche imprecisione nel procedimento. Rachel Khoo nel frattempo, felicemente ignara del giudizio di noi Starbookers, 😆è andata avanti con la sua carriera di food writer e adesso sta esplorando la cucina scandinava, con i suoi metodi millenari di conservazione del cibo e i suoi piatti così particolari, frutto dell'ingegno di un popolo che ha fatto di necessità (la scarsità di ingredienti dovuta al clima) una grande virtù.

E' in questa veste che è approdata al Club del 27; nel frattempo si è trasferita in Svezia, patria di suo marito, dove ha frequentato uno stage non pagato di quindici giorni con
Magnus Nilsson presso il ristorante
Fäviken per imparare le basi della cucina scandinava; peraltro, nell'introduzione del libro ammette di aver combinato un disastro con un antipasto - le tartellette al sangue di renna - il che a mio avviso spiega la brevissima durata del suo stage.

Ilaria ha selezionato per noi una serie di ricette prese dalla sezione Primavera - Estate, e la mia scelta è caduta su queste brioscine, la cui farcia coniuga l'acidità dei cranberry (lingonberry, se si riesce a trovarli) alla dolcezza della crema di mandorle. Il motivo della mia scelta è semplicissimo: tempo fa avevo trovato i cranberry freschi e li ho acquistati d'impulso. In attesa di sapere che cosa farne li ho lavati, asciugati e surgelati, e proprio in questi giorni mi stavo dicendo che dovevo trovare il modo di utilizzarli. Le ricette del Club sono capitate proprio a fagiuolo! 😅
Ho riscontrato diverse problematiche nel procedimento della ricetta, che non hanno portato a un risultato ottimale. Qualche giorno dopo ho deciso di rifarle, usando in particolare il metodo di farcitura del
Danubio, a mio avviso più idoneo. Per semplicità di lettura ed esecuzione, ho riportato sul post il procedimento che ho seguito io e ho inserito il procedimento di Rachel Khoo nelle note, insieme alle mie osservazioni.
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| Metodo Khoo: la farcia è fuoriuscita completamente! |
Le ricette realizzate dagli altri colleghi del Club
sono qui, e sono certa che sono stati più fortunati nella loro scelta!