lunedì 9 marzo 2026

Chili gratinato di lenticchie


I legumi sono una grande risorsa per la nostra tavola: leggeri e digeribili, forniscono proteine a medio valore biologico (non contengono cioè tutti gli amminoacidi essenziali e necessitano di essere abbinati a cereali) pari a un quarto del loro peso, ma anche amidi a lento rilascio come l'amilosio, fibre preziose sia per aumentare il senso di sazietà, sia per facilitare il transito intestinale, e buone quantità di micronutrienti e vitamine quali calcio, ferro, zinco, magnesio, vitamina C e alcune vitamine del gruppo B. L'unico inconveniente che presentano, dal punto di vista nutrizionale, è la presenza di acido fitico, che ostacola l’assorbimento di minerali come il ferro e lo zinco. E' possibile tuttavia ridurlo notevolmente grazie a qualche ora di ammollo e grazie alla cottura.

I legumi sono i protagonisti di tante zuppe gustose, che come sapete io adoro, e che sono adatte ad essere consumate in tutte le stagioni.

Oggi vi presento un chili gratinato di lenticchie, un piatto unico completo grazie alle tante verdure e alle proteine del formaggio, che mi preparo spesso durante la stagione fredda. E' possibile accorciare i tempi di preparazione acquistando le lenticchie già cotte; io tuttavia preferisco partire dalle lenticchie secche, trovo che il piatto ci guadagni in sapore e in quantità di nutrienti. Questo è un piatto dietetico, perfetto per chi vuole perdere peso in modo sano, senza rinunciare al gusto.

lunedì 2 marzo 2026

Spezzatino di cinghiale all'arancia




Nell'ultimo mese mi sono partiti il trip delle sarde e il trip del cinghiale. I trip culinari mi capitano  spesso (penso ancora a quello del pumpkin pie spice, tutt'ora in corso) e mi aiutano anche a rimpinguare il freezer, così mi trovo già i pasti pronti: una comodità per me irrinunciabile.

Due settimane fa ho fatto il gulash di cinghiale, oggi tocca allo spezzatino: un piatto diffuso un po' in tutta Italia - così come è diffuso il cinghiale - e che salvo alcune piccole varianti è preparato più o meno allo stesso modo, marinando la carne in vino rosso e aromi per farle perdere il sapore di selvatico, quindi cuocendola a lungo con aromi, vino e brodo caldo. La mia versione prevede anche l'uso della scorza grattugiata di arancia: cerco sempre di comprare agrumi non trattati perché potrebbe venirmi voglia di usarne la scorza, e mentre ero immersa nei profumi di questa preparazione ho sentito il prepotente bisogno di usare l'arancia, probabilmente in preda a una nostalgia canaglia per la mia amata Sicilia.

giovedì 26 febbraio 2026

Sarde impanate all'arancia con insalata di finocchi e olio all'arancia


Come dicevo l'altra settimana non compro spesso le sarde, ma ogni tanto mi parte il trip e le compro a ripetizione. Povere di calorie ma ricche di omega-3, proteine e sali minerali, in particolare magnesio, sodio e selenio e con un buon apporto di vitamina B12 e vitamina D, le sarde sono state per secoli la base dell'alimentazione delle fasce meno abbienti della popolazione mediterranea. In Sicilia sono molte le ricette che le vedono protagoniste, dalla sontuosa pasta con le sarde alle sarde a beccafico, che imitano gli spiedini di carne.

Oggi le propongo in una mia interpretazione di un classico siciliano: con una panatura saporita, cotte al forno (ma va bene anche la friggitrice ad aria) e accompagnate da una classica insalata di finocchi e arance, aromatizzata con olio all'arancia. Si tratta di un secondo leggero e sfizioso, che strizza l'occhio alla linea senza rinunciare al gusto. 

lunedì 16 febbraio 2026

Gulash di cinghiale


In Ungherese, gulyás (o, come diciamo noi, gulash) significa mandriano, ma oggigiorno il termine designa un noto piatto ungherese a metà tra la zuppa e lo spezzatino le cui origini risalgono al IX secolo, quando i pastori magiari cucinavano un semplice stufato a base di carne e cipolle cotto in pentole di ferro pesanti chiamate bogracs. A partire dal XV secolo, con le invasioni dei turchi ottomani, giunse in Europa una nuova spezia, la paprika; mentre la maggior parte dei Paesi europei rimase indifferente a questo nuovo sapore, l'Ungheria lo accolse a braccia aperte e cominciò a usarlo a profusione, tanto da farlo diventare una caratteristica saliente della sua variegata cucina. Uno dei primi piatti a beneficiarne fu, per l'appunto, il gulash.

Come scrivevo all'inizio, il gulash è a metà tra la zuppa e lo spezzatino, mentre la lunga cottura gli regala una grande intensità di sapore. Mai come in questo piatto, la sequenza delle fasi di cottura è fondamentale per ottenere un buon risultato. Altrettanto importante è la qualità della paprika usata: se potete, procuratevi quella ungherese del tipo che preferite (dolce, piccante, dolce affumicata, piccante affumicata): il sapore è incredibile, nulla a che vedere con quella che si trova da noi. Se non potete, usate la miglior paprika su cui riuscite a mettere le mani e non lesinate sulla quantità: gli Ungheresi raccomandano sempre agli stranieri di raddoppiare o triplicare le dosi di paprika che si trovano nelle ricette on line!

La mia interpretazione di oggi usa la carne di cinghiale, che io adoro e che acquisto ogni volta che la trovo. Mentre la carne di manzo non necessita di marinatura, quella di cinghiale ha bisogno di perdere un po' il suo sapore selvatico, motivo per cui ho immerso la mia carne in vino rosso e aromi per un paio d'ore. Questa non è sicuramente una ricetta originale ungherese, ma ho cercato di avvicinarmici il più possibile, nel rispetto di una tradizione secolare.

lunedì 9 febbraio 2026

Tortino di sarde ai peperoni

 


Confesso che le sarde non sono il primo pesce che inserisco nella lista della spesa: salmone (che dovremmo limitare, visto che è tutto di allevamento intensivo), branzino e orata di solito le precedono, quando vado al mercato. A questo giro però ho visto sul banco del pesce delle belle sarde che mi hanno fatto gola, così ne ho comperate un bel po'. Ho chiesto al pescivendolo di spinarmele per risparmiare un lavoro noioso (qui ho postato un video che mostra come si fa, se volete cimentarvi) e, una volta tornata a casa, mi sono posta il problema di come cucinarle. 

Uno degli ultimi libri di cucina che ho comprato, è per l'appunto il volume sul pesce dell'enciclopedia della Cucina Italiana, e mi sono ricordata che in ottobre ci avevo visto un paio di ricette interessanti. Questa è la prima, con cui ho cucinato circa metà delle sarde acquistate; originariamente erano previste le alici, ma le sarde vanno benissimo.

lunedì 2 febbraio 2026

Curry afghano di cavolfiore (Golpi)


Era settembre 2021 quando il Club del 27 ci ha proposto una selezione di ricette afghane tratte dal libro Parwana. Le cape del Club ci propongono sempre una selezione di ricette; queste mi sono piaciute talmente tanto, che subito dopo ho comperato il libro.

Oggi vi propongo il golpi, un gustoso curry afghano di cavolfiore. Le cimette di cavolfiore vengono cotte in una salsa di pomodoro, cipolla e spezie e diventano saporitissime ed estremamente gradevoli. 

In Afghanistan il golpi viene spesso accompagnato da riso in bianco; noi a questo giro lo abbiamo gustato con dell'ottima polenta di Storo, e vi garantisco che ci stava a meraviglia!