lunedì 4 maggio 2026

Bundt Cake alle rose e cocco


Se c'è un abbinamento aromatico che mi fa impazzire è quello rose e cocco, così decadente e vagamente mediorientale. Si tratta di due aromi delicati, che però bisogna dosare attentamente per evitare che l'uno prevalga sull'altro e che insieme diano un risultato stucchevole. Ho deciso di fonderli in un unico dolce, una torta quattro quarti, creando il bundt cake alle rose e cocco che vi presento oggi.

L'idea ha cominciato a frullarmi nella testa quando ho fatto il bundt cake al cioccolato e cocco, perché prima di allora non avevo mai utilizzato l'aroma di cocco e mi ero limitata a usare il cocco rapé, con tutti i problemi che può dare in una quattro quarti, essendo privo di glutine e non avendo la capacità di assorbire i liquidi. Da allora sono stata semplicemente ossessionata dall'idea di abbinare l'estratto di cocco alle rose, ed eccomi qui signor giudice. 😀

lunedì 27 aprile 2026

Nodini di maiale con mele caramellate


E' di nuovo quel giorno del mese, il 27 intendo dire, 😆 quando con gli amici del Club del 27 vi proponiamo tante ricette sfiziose, tratte da libri di food writer internazionali.


Questo mese recensiamo Rachel Allen, una food writer e chef televisiva Irlandese; protagoniste della nostra rassegna sono le ricette tratte da un suo libro del 2006, Rachel's Favourite Food at Home, che trae spunto da piatti internazionali, ricette irlandesi classiche e piatti di famiglia, per fornire al lettore delle alternative creative per ogni occasione. Che si tratti di una semplice cena in famiglia, un pranzo di festa con tutto il clan, una romantica cena per due o un  allegro picnic all'aperto; che si voglia assemblare un pasto a tutto comfort da consumare sul divano davanti alla TV o si decida di coinvolgere i bambini preparando i muffin, Rachel Allen trova la ricetta giusta per noi e suggerisce dei piatti gustosi e mai banali. 


Il libro ha vent'anni ma non li dimostra: tutte le ricette sono attualissime e non stancano mai. La mia scelta è caduta su una cena in famiglia semplice ma non banale, con dei semplici nodini di maiale accompagnati da gustose mele caramellate. Di mio ho aggiunto un rametto di rosmarino alle mele, che con loro si sposa benissimo (L'ho sperimentato proprio con la torta che ha dato il nome al mio blog: La apple pie di Mary Pie!). Le ricette preparate dagli altri amici del Club sono tutte qui

lunedì 20 aprile 2026

Pane Naan facilissimo


Il pane naan è in genere associato alla cucina indiana, ma in realtà il termine deriva dal persiano nân (نان), un termine generico che indica il pane. Le sue origini sono antichissime e datano dal 4000 a.C., e fin da allora era cotto nel tandoor, un forno di argilla profondo, quasi un pozzo. Le versioni semplificate attuali prevedono la cottura nel forno normale o addirittura in padella.

Il naan ha avuto nei secoli un ruolo significativo in molte culture mediorientali e asiatiche, in particolare in quella indiana, persiana, pachistana e afghana, dove è molto più di un pane: è il simbolo dell'ospitalità e del senso comunitario di questi popoli. Nelle cucine indiana e pakistana, il naan viene spesso servito in occasioni importanti come i matrimoni, dove ha la funzione di raccogliere salse e curry; in Afghanistan è un cibo di base, servito spesso con il tè e usato a mo' di posata, per mangiare altre pietanze.  

Essendo diffuso in così tanti paesi, il naan presenta tante varianti regionali, che gli donano un sapore e una consistenza unici. In India è spesso aromatizzato con erbe aromatiche e spezie come cumino e coriandolo sia in semi, sia fresco; in Pakistan è spesso spolverato con semi di sesamo e nigella, mentre in Afghanistan è spesso preparato mischiando le farine di grano e orzo, che gli conferiscono una consistenza più rustica e un sapore vagamente dolciastro. Anche in Iran questo pane è molto diffuso, e le panetterie che lo offrono ne preparano due diverse versioni (naan-e barbari e naan-e sangak) enormi, lunghe fino a un metro, incredibilmente soffici all'interno ma con una bella crosta croccante.

La ricetta che propongo oggi è tratta dal libro The Saffron Tales di Yasmin Khan, ed è semplicissima: i pani vengono cotti in padella girandoli più e più volte, fino ad avere le caratteristiche macchioline bruciacchiate. La ricetta è davvero molto facile e non richiede particolari abilità: è perfetta per i principianti.

lunedì 13 aprile 2026

Jujeh Kabob - Kebab di pollo al lime e zafferano


Terminata la pausa dolce, ho sentito forte l'esigenza di tornare alle mie passioni: i secondi di carne e soprattutto la cucina mediorientale. Questa volta vado nel martoriato Iran, la cui popolazione sta attualmente soffrendo sia per il regime oppressivo che la tiene soggiogata da decenni, sia per i bombardamenti che ne stanno colpendo il territorio: da qualunque parte si guardi la situazione, chi ci rimette di più è proprio la gente comune, cosa che mi fa sanguinare il cuore. 

Ho ripreso in mano il bellissimo libro The Saffron Tales di Yasmin Kahn e deciso di realizzare i Jujeh Kabob, kebab di pollo al lime e zafferano. Scrive l'Autrice nell'introduzione alla ricetta: "In ogni quartiere iraniano si trovano almeno una dozzina di ristoranti che offrono kebab, e in ognuno di essi si trova una versione dei Jujeh Kabob - è un piatto che il popolo Iraniano trova irresistibile. La mia versione casalinga prevede che il pollo, tenero e succulento, sia cotto in forno anziché al barbecue infilzato negli spiedini, per poter essere cucinata tutto l'anno: basterà terminare la cottura sotto al grill per rendere la pelle croccante. La cosa più importante è marinare la carne il più a lungo possibile, per consentire a lime e zafferano, una combinazione da leccarsi le dita, di penetrare per bene nella carne. Servite con tanto pane persiano o del riso persiano (il polo ba tahdig)."

Come resistere a un racconto del genere? Pronti, via (si fa per dire, dati i tempi di marinatura) mi sono data da fare! Il risultato, chevvelodicoaffà, è stato divino.

lunedì 6 aprile 2026

Ciambella speziata alle mele


Innanzi tutto, Buona Pasqua a tutti voi!!! 

Il mio periodo dolce volge al termine (e con tutta probabilità l'avvicinarsi dell'estate ha parecchio a che fare con la decisione di rinunciare ai dolci per un po'), ma volevo postare questa ricetta, semplice e buona, perfetta per la merenda.

Ho preparato questo dolce per un amico che da qualche tempo non sta molto bene: ci siamo accordati con un gruppo di amici per andarlo a trovare una sera dopo cena, e mi sono detta che una torta ci sarebbe stata bene. Inizialmente volevo preparare il bundt cake al cioccolato e cocco, ma poi mi sono ricordata che questo amico soffre di uno stato infiammatorio generale, e il cioccolato non è certo adatto per tale condizione; a quel punto ho "ripiegato" su un dolce di mele, sempre gradito, profumato con un mix di spezie.

E' davvero semplice e veloce e sono sicura che piacerà a tutti voi!

lunedì 30 marzo 2026

Bundt Cake ai cranberry e mandorle


Nella conclusione del post di venerdì scorso, avevo accennato al fatto che mi era avanzata tantissima farcia delle brioscine; mi era avanzato anche mezzo uovo sbattuto dalla spennellatura delle stesse. Non avendo intenzione di tenere tutto quel ben di Dio in frigo per un tempo indefinito, ho preparato al volo questo bundt cake ai cranberry e mandorle. 

Tre giorni dopo ho deciso di rifare quelle brioscine, ma sul momento non lo sapevo e, avendo ancora nelle dita la facilità di esecuzione dei bundt cake, ne ho fatto uno in quattro e quattr'otto. 

Le dosi che ho usato sono la metà di quelle che riporto qui perché, per l'appunto, stavo usando degli avanzi, ma quando lo rifarò preparerò sicuramente la dose intera, perché mi è piaciuto davvero tanto. Se penso poi che solo una settimana fa mi ci sono voluti 3 giorni per prepararmi psicologicamente a preparare il Bundt Cake al cioccolato e cocco, mentre questa volta ho preparato l'impasto mentre le brioches cuocevano in forno, direi che sono migliorata parecchio e che la cucina in fondo, è solo questione di abitudine. 


venerdì 27 marzo 2026

Brioches ai cranberry e crema di mandorle per il Club del 27


Mio metodo

Avevo già scritto questo post, inserito le foto e preparato il dolce per recuperare la farcia avanzata, quando un fastidio interiore mi ha spinta, qualche giorno dopo, a rifare la ricetta secondo i miei canoni e a rivedere il post. Portate pazienza, perché oggi mi dilungherò un poco. Sappiate che l'ho riscritto tre volte!

Rachel Khoo è una vecchia conoscenza, in casa Apple Pie: nel lontano 2013 per Starbooks (che ai tempi non esisteva come blog comune: le ricette erano ospitate nei nostri singoli blog) avevamo recensito "The Little Paris Kitchen", il suo terzo libro, il cui sottotitolo (ricette francesi classiche con un approccio semplice e fresco) lasciava intendere che la Khoo avesse svecchiato la cucina classica francese per renderla fruibile al grande pubblico, in particolare a quello britannico, poco avvezzo a cucinare. Lo svecchiamento in realtà era solo uno specchietto per le allodole: l'Autrice aveva semplicemente scelto le ricette più semplici della cucina francese, oppure ha snaturato quelle complesse (come la salsa spagnola, ridotta a una vellutata), in un'operazione di marketing tanto riuscita, quanto disonesta (qui c'è il mio personale cahier des doléances; nel post ci sono i link ai giudizi delle altre Starbooker nei rispettivi blog; pregevole quello di Alessandra).

Lo stigma per me è rimasto, tanto che nel frattempo ho venduto il libro, anche se in retrospettiva mi sono resa conto che molte delle sue ricette erano sfiziose e godibili, sia pure con qualche imprecisione nel procedimento. Rachel Khoo nel frattempo, felicemente ignara del giudizio di noi Starbookers, 😆è andata avanti con la sua carriera di food writer e adesso sta esplorando la cucina scandinava, con i suoi metodi millenari di conservazione del cibo e i suoi piatti così particolari, frutto dell'ingegno di un popolo che ha fatto di necessità (la scarsità di ingredienti dovuta al clima) una grande virtù. 

E' in questa veste che è approdata al Club del 27; nel frattempo si è trasferita in Svezia, patria di suo marito, dove ha frequentato uno stage non pagato di quindici giorni con Magnus Nilsson presso il ristorante Fäviken per imparare le basi della cucina scandinava; peraltro, nell'introduzione del libro ammette di aver combinato un disastro con un antipasto - le tartellette al sangue di renna -  il che a mio avviso spiega la brevissima durata del suo stage.


Ilaria ha selezionato per noi una serie di ricette prese dalla sezione Primavera - Estate, e la mia scelta è caduta su queste brioscine, la cui farcia coniuga l'acidità dei cranberry (lingonberry, se si riesce a trovarli) alla dolcezza della crema di mandorle. Il motivo della mia scelta è semplicissimo: tempo fa avevo trovato i cranberry freschi e li ho acquistati d'impulso. In attesa di sapere che cosa farne li ho lavati, asciugati e surgelati, e proprio in questi giorni mi stavo dicendo che dovevo trovare il modo di utilizzarli. Le ricette del Club sono capitate proprio a fagiuolo! 😅

Ho riscontrato diverse problematiche nel procedimento della ricetta, che non hanno portato a un risultato ottimale. Qualche giorno dopo ho deciso di rifarle, usando in particolare il metodo di farcitura del Danubio, a mio avviso più idoneo. Per semplicità di lettura ed esecuzione, ho riportato sul post il procedimento che ho seguito io e ho inserito il procedimento di Rachel Khoo nelle note, insieme alle mie osservazioni.

Metodo Khoo: la farcia è fuoriuscita completamente!

Le ricette realizzate dagli altri colleghi del Club sono qui, e sono certa che sono stati più fortunati nella loro scelta!

lunedì 23 marzo 2026

Bundt Cake al cioccolato e cocco


Come sapete (anche perché non manco mai di sottolinearlo 😆) non amo preparare dolci, ma ogni tanto mi prende la voglia, il dolce diventa un pensiero fisso e l'unico modo di farlo passare è cedere alla tentazione, alla Oscar Wilde.

A questo giro, l'idea è nata dalla richiesta di una signora Inglese su un gruppo Facebook a cui sono iscritta: la signora chiedeva se qualcuno avesse una ricetta di torta al cioccolato e cocco; io ho consultato il libro Kiss My Bundt di Chrysta Wilson e vi ho trovato la ricetta di un dolce al cocco e di uno al cioccolato. Ho deciso di fondere le due ricette creandone una terza, ma ovviamente prima di suggerire la mia ricetta dovevo testarla! Solo che, come per tutte le cose che non mi piace fare, ho cominciato a rimandare: burro e uova dovevano essere a temperatura ambiente? Bene, tiriamoli fuori dal frigo la sera prima. Il giorno dopo mi sono detta: posso forse mettermi a fare un dolce se prima non ho pulito il frigo? Certamente no! Detto fatto, puliamo a fondo il frigo. Terminata la pulizia ho cominciato a preparare gli ingredienti e mi sono sfuggiti di mano il barattolo dello zucchero e la confezione di cacao. Recupera il recuperabile, poi pulisci la cucina (il cacao è terribile!): non stupisce che quando ho finito fossi stanca, così ho rimandato la preparazione al giorno successivo. Il terzo giorno ero finalmente pronta, ma tutto ciò non ha fatto che rafforzare la mia convinzione che preparare dolci sia un lavoraccio. O forse dovrei ragionare al contrario: ogni volta che ho bisogno di pulire a fondo qualche cosa, l'incoraggiamento ideale è decidere di fare un dolce. 😅

Ho accompagnato questa torta con una classica crema americana a base di burro e Philadelphia, ma con il mio tocco europeo: ho dimezzato il burro e lo zucchero a velo e ho ulteriormente diluito il tutto con il latte di cocco. Il sapore di burro è rimasto molto percettibile: se non vi piace, sostituite burro e Philadelphia con altrettanto mascarpone.

Il risultato è stata una torta godibilissima, in cui gli aromi del cocco e del cioccolato si fondono alla perfezione. Se avete qualche variante da suggerire io sono qui, pronta a testarla (dopo aver pulito gli stipetti della cucina, s'intende!).

lunedì 16 marzo 2026

Ragù siciliano di carne sfilacciata e piselli


Come testimoniano le pagine di questo blog, io cucino tantissimi piatti di altri Paesi, con una spiccata preferenza per il Medio Oriente e qualche incursione nella cucina indiana o afghana. Questo non mi impedisce di apprezzare la cucina italiana, sia chiaro, e ogni tanto torno alle origini con qualche piatto della mia infanzia. In questo periodo avevo una voglia incredibile di ragù siciliano, quello con la carne sfilacciata e i piselli che Zia Rosalba cucina molto bene. 

Oggigiorno anche in Sicilia il ragù si prepara con la carne macinata: è di gran lunga più pratico e veloce, ma quanto mi mancano quegli sfilacci di carne che trovavo in mezzo al sugo! E così, complice una cena tra amici, uno di quei porta teco come si dice a Mazara, in cui ognuno porta qualcosa, ho deciso di presentarmi con un bel piatto di pasta condita con il nostro ragù, quello con la carne sfilacciata e i pisellini (che sono facoltativi, ma che a me piacciono tanto con questo sugo).

Sentire i profumi che si spandevano per casa mentre il ragù pippiava mi ha riportato indietro di tanti anni, e regalato una gioia ben più profonda del piacere di condividere il piatto con gli amici. Le dosi sono molto abbondanti, sia perché era destinato a una cena con molte persone, sia perché noi siciliani amiamo particolarmente la convivialità, e se non cuciniamo dosi da esercito ci sembra che manchi qualcosa, 😇 come testimoniato anche dalla simpaticissima Teresa Mannino.


Vi dico solo una cosa: dopo averne preparato un primo pentolone mi sono resa conto che lo avrei consumato tutto per quella cena, quindi sono uscita e ho comperato gli ingredienti daccapo; il giorno dopo ne ho preparato un altro pentolone, da porzionare e congelare, solo per me!

lunedì 9 marzo 2026

Chili gratinato di lenticchie


I legumi sono una grande risorsa per la nostra tavola: leggeri e digeribili, forniscono proteine a medio valore biologico (non contengono cioè tutti gli amminoacidi essenziali e necessitano di essere abbinati a cereali) pari a un quarto del loro peso, ma anche amidi a lento rilascio come l'amilosio, fibre preziose sia per aumentare il senso di sazietà, sia per facilitare il transito intestinale, e buone quantità di micronutrienti e vitamine quali calcio, ferro, zinco, magnesio, vitamina C e alcune vitamine del gruppo B. L'unico inconveniente che presentano, dal punto di vista nutrizionale, è la presenza di acido fitico, che ostacola l’assorbimento di minerali come il ferro e lo zinco. E' possibile tuttavia ridurlo notevolmente grazie a qualche ora di ammollo e grazie alla cottura.

I legumi sono i protagonisti di tante zuppe gustose, che come sapete io adoro, e che sono adatte ad essere consumate in tutte le stagioni.

Oggi vi presento un chili gratinato di lenticchie, un piatto unico completo grazie alle tante verdure e alle proteine del formaggio, che mi preparo spesso durante la stagione fredda. E' possibile accorciare i tempi di preparazione acquistando le lenticchie già cotte; io tuttavia preferisco partire dalle lenticchie secche, trovo che il piatto ci guadagni in sapore e in quantità di nutrienti. Questo è un piatto dietetico, perfetto per chi vuole perdere peso in modo sano, senza rinunciare al gusto.

lunedì 2 marzo 2026

Spezzatino di cinghiale all'arancia




Nell'ultimo mese mi sono partiti il trip delle sarde e il trip del cinghiale. I trip culinari mi capitano  spesso (penso ancora a quello del pumpkin pie spice, tutt'ora in corso) e mi aiutano anche a rimpinguare il freezer, così mi trovo già i pasti pronti: una comodità per me irrinunciabile.

Due settimane fa ho fatto il gulash di cinghiale, oggi tocca allo spezzatino: un piatto diffuso un po' in tutta Italia - così come è diffuso il cinghiale - e che salvo alcune piccole varianti è preparato più o meno allo stesso modo, marinando la carne in vino rosso e aromi per farle perdere il sapore di selvatico, quindi cuocendola a lungo con aromi, vino e brodo caldo. La mia versione prevede anche l'uso della scorza grattugiata di arancia: cerco sempre di comprare agrumi non trattati perché potrebbe venirmi voglia di usarne la scorza, e mentre ero immersa nei profumi di questa preparazione ho sentito il prepotente bisogno di usare l'arancia, probabilmente in preda a una nostalgia canaglia per la mia amata Sicilia.

giovedì 26 febbraio 2026

Sarde impanate all'arancia con insalata di finocchi e olio all'arancia


Come dicevo l'altra settimana non compro spesso le sarde, ma ogni tanto mi parte il trip e le compro a ripetizione. Povere di calorie ma ricche di omega-3, proteine e sali minerali, in particolare magnesio, sodio e selenio e con un buon apporto di vitamina B12 e vitamina D, le sarde sono state per secoli la base dell'alimentazione delle fasce meno abbienti della popolazione mediterranea. In Sicilia sono molte le ricette che le vedono protagoniste, dalla sontuosa pasta con le sarde alle sarde a beccafico, che imitano gli spiedini di carne.

Oggi le propongo in una mia interpretazione di un classico siciliano: con una panatura saporita, cotte al forno (ma va bene anche la friggitrice ad aria) e accompagnate da una classica insalata di finocchi e arance, aromatizzata con olio all'arancia. Si tratta di un secondo leggero e sfizioso, che strizza l'occhio alla linea senza rinunciare al gusto. 

lunedì 16 febbraio 2026

Gulash di cinghiale


In Ungherese, gulyás (o, come diciamo noi, gulash) significa mandriano, ma oggigiorno il termine designa un noto piatto ungherese a metà tra la zuppa e lo spezzatino le cui origini risalgono al IX secolo, quando i pastori magiari cucinavano un semplice stufato a base di carne e cipolle cotto in pentole di ferro pesanti chiamate bogracs. A partire dal XV secolo, con le invasioni dei turchi ottomani, giunse in Europa una nuova spezia, la paprika; mentre la maggior parte dei Paesi europei rimase indifferente a questo nuovo sapore, l'Ungheria lo accolse a braccia aperte e cominciò a usarlo a profusione, tanto da farlo diventare una caratteristica saliente della sua variegata cucina. Uno dei primi piatti a beneficiarne fu, per l'appunto, il gulash.

Come scrivevo all'inizio, il gulash è a metà tra la zuppa e lo spezzatino, mentre la lunga cottura gli regala una grande intensità di sapore. Mai come in questo piatto, la sequenza delle fasi di cottura è fondamentale per ottenere un buon risultato. Altrettanto importante è la qualità della paprika usata: se potete, procuratevi quella ungherese del tipo che preferite (dolce, piccante, dolce affumicata, piccante affumicata): il sapore è incredibile, nulla a che vedere con quella che si trova da noi. Se non potete, usate la miglior paprika su cui riuscite a mettere le mani e non lesinate sulla quantità: gli Ungheresi raccomandano sempre agli stranieri di raddoppiare o triplicare le dosi di paprika che si trovano nelle ricette on line!

La mia interpretazione di oggi usa la carne di cinghiale, che io adoro e che acquisto ogni volta che la trovo. Mentre la carne di manzo non necessita di marinatura, quella di cinghiale ha bisogno di perdere un po' il suo sapore selvatico, motivo per cui ho immerso la mia carne in vino rosso e aromi per un paio d'ore. Questa non è sicuramente una ricetta originale ungherese, ma ho cercato di avvicinarmici il più possibile, nel rispetto di una tradizione secolare.

lunedì 9 febbraio 2026

Tortino di sarde ai peperoni

 


Confesso che le sarde non sono il primo pesce che inserisco nella lista della spesa: salmone (che dovremmo limitare, visto che è tutto di allevamento intensivo), branzino e orata di solito le precedono, quando vado al mercato. A questo giro però ho visto sul banco del pesce delle belle sarde che mi hanno fatto gola, così ne ho comperate un bel po'. Ho chiesto al pescivendolo di spinarmele per risparmiare un lavoro noioso (qui ho postato un video che mostra come si fa, se volete cimentarvi) e, una volta tornata a casa, mi sono posta il problema di come cucinarle. 

Uno degli ultimi libri di cucina che ho comprato, è per l'appunto il volume sul pesce dell'enciclopedia della Cucina Italiana, e mi sono ricordata che in ottobre ci avevo visto un paio di ricette interessanti. Questa è la prima, con cui ho cucinato circa metà delle sarde acquistate; originariamente erano previste le alici, ma le sarde vanno benissimo.

lunedì 2 febbraio 2026

Curry afghano di cavolfiore (Golpi)


Era settembre 2021 quando il Club del 27 ci ha proposto una selezione di ricette afghane tratte dal libro Parwana. Le cape del Club ci propongono sempre una selezione di ricette; queste mi sono piaciute talmente tanto, che subito dopo ho comperato il libro.

Oggi vi propongo il golpi, un gustoso curry afghano di cavolfiore. Le cimette di cavolfiore vengono cotte in una salsa di pomodoro, cipolla e spezie e diventano saporitissime ed estremamente gradevoli. 

In Afghanistan il golpi viene spesso accompagnato da riso in bianco; noi a questo giro lo abbiamo gustato con dell'ottima polenta di Storo, e vi garantisco che ci stava a meraviglia!

martedì 27 gennaio 2026

Sablé salati alle nocciole, Parmigiano e timo per il Club del 27

 


Come è avvenuto lo scorso anno, il primo appuntamento del 2026 con il Club del 27 riguarda gli agrumi. Quest'anno li affrontiamo con il libro Sweet and Tart di Carla Snyder, una raccolta di ricette dolci e salate a base di agrumi, davvero invitanti. La cosa mi rende particolarmente felice, sia perché amo gli agrumi, sia perché detesto cordialmente la moda del veganuary, 😅 e va bene mangiare in modo più consapevole alternando le fonti proteiche, ma un intero mese dedicato alla cucina vegana anche no, grazie. 😆


In realtà le mie possibilità di scelta questo mese erano limitate: a noi del Club viene proposta una selezione di ricette dai libri scelti, e a questo giro il 90% erano preparazioni dolci. Tra le tre opzioni salate ho scelto questa, perfetta per un aperitivo o come spezzafame. 

Questi biscotti mi hanno ricordato i sablés alle noci che faccio da anni, ma sono a mio avviso ancora più buoni.

L'Autrice consiglia di tenere sempre un cilindro di impasto in freezer, pronto per essere tagliato a fette e cotto in caso di ospiti improvvisi: una bottiglia di Prosecco accompagna egregiamente questi biscotti salati! Faccio mie le sue parole: se il connubio nocciole e Parmigiano crea dipendenza di per se', l'olio al limone e il sale della finitura lo portano al livello superiore!

Trovate le ricette realizzate dai colleghi del Club a questo link.


lunedì 19 gennaio 2026

Burger di salmone


Il mese di gennaio, dal punto di vista della cucina, per me segna sempre il passo. Da un lato, dopo le copiose mangiate natalizie sento il bisogno di una cucina più leggera, senza rinunciare al gusto; dall'altro, dopo un mese e mezzo in cui ho cucinato intensamente, non ho una gran voglia di stare ai fornelli. Ben vengano quindi le soluzioni facili, che magari affidano una parte del lavoro ai robot da cucina, e che possono essere preparate in quantità e surgelate, per averle a disposizione quando si ha poco tempo e molta fame. 😉

E' a questa categoria che appartengono i gustosi burger di salmone che vi propongo oggi e che hanno il notevole vantaggio di poter vedere modificata la loro composizione secondo quello che avete in casa. Se li avete preparati in anticipo e surgelati, scongelateli completamente passandoli in frigo la sera precedente, prima di cuocerli.

lunedì 12 gennaio 2026

Angu (polenta morbida) con funghi al forno e salsa di pomodoro piccante


L'angu è la versione brasiliana della polenta, a testimonianza del fatto che le cucine di tutto il mondo si somigliano. Originariamente era fatta con l'igname (yam), ma la colonizzazione portoghese portò il mais in Brasile, e questo gradualmente sostituì l'igname come alimento base della popolazione. Mentre da noi la polenta può essere preparata sia al naturale, sia insaporita con altri ingredienti (tipicamente formaggi), in Brasile è di solito al naturale e spesso senza sale, per meglio accompagnare le pietanze saporite tipiche di questa cucina.

Ixta Belfrage nel suo libro Fusão ne propone invece una versione arricchita da formaggio e latte di cocco, e la serve insieme a dei funghi orecchioni cotti in forno e una saporita salsa piccante. Il risultato è un piatto sostanzioso e gustoso che funge da piatto unico. L'unica cosa che mi trova in disaccordo con lei sono le porzioni: secondo lei ci mangiano in quattro, io dico che come piatto unico basta per due persone. 😇

lunedì 5 gennaio 2026

Tiramisù speziato alla zucca


Oggi sarebbe stato il compleanno di Nonna Sara, che era golosissima di dolci. Sono 11 anni che non c'è più, ma io penso a lei e ai suoi insegnamenti molto spesso. Quest'anno voglio dedicarle un tiramisù molto particolare, che ho scoperto in ottobre mentre ricercavo la composizione del Pumpkin Pie Spice Mix

Tra i vari post proposti dalla ricerca di Google mi sono imbattuta nel Pumpkin Tiramisù, il tiramisù alla zucca, che ovviamente mi ha intrigata. La cosa buffa è che praticamente tutti i siti americani che ho visitato esordivano con la frase "Gli Italiani inorridiranno, ma questo tiramisù è buonissimo". Io non sono affatto inorridita, anzi! Come al solito ho guardato 5 o 6 ricette per farmi un'idea, e poi ho elaborato la mia versione. Negli USA ad esempio usano tantissimo zucchero e mettono pure tanta panna montata quanto mascarpone; inoltre fanno due strati di savoiardi e crema mentre io ho preferito farne uno solo, complice il fatto che la mia teglia non aveva i bordi altissimi.

Da quando ne ho scoperto l'esistenza, questo tiramisù è diventato un'ossessione. In pratica, la testa mi diceva "dieta" e il cuore mi diceva "dolci", e io ho deciso di andare dove mi porta il cuore. 💖 Alla linea tornerò a pensare dopo l'Epifania. 😆

Buon Compleanno, Nonna Sara.  💖

sabato 27 dicembre 2025

Uova strapazzate al salmone affumicato per il Club del 27

 


Il Club del 27 di solito chiude i battenti in dicembre per consentire ai suoi membri di concentrarsi sui festeggiamenti del Natale, ma quest'anno abbiamo voluto accompagnarvi anche in questo mese così impegnativo su tutti i fronti, proponendovi ricette di antipasti da presentare a Capodanno. La pubblicazione da cui abbiamo tratto le preparazioni che vi presentiamo, è La Bible des recettes de fête, edito da Éditions ASAP, che contiene tantissime idee da portare in tavola in ogni occasione di festa.


La mia scelta è caduta su una preparazione molto semplice, ma che si presta a più occasioni di consumo: io la vedo bene anche come colazione in una giornata di festa... o in un giorno normale in cui ci si vuole coccolare un po'.

I colleghi del Club hanno optato per ricette davvero sfiziose, che vi invito ad andare a vedere qui. Colgo l'occasione per augurare a tutti voi un 2026 ricco di soddisfazioni!