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lunedì 30 marzo 2026

Bundt Cake ai cranberry e mandorle


Nella conclusione del post di venerdì scorso, avevo accennato al fatto che mi era avanzata tantissima farcia delle brioscine; mi era avanzato anche mezzo uovo sbattuto dalla spennellatura delle stesse. Non avendo intenzione di tenere tutto quel ben di Dio in frigo per un tempo indefinito, ho preparato al volo questo bundt cake ai cranberry e mandorle. 

Tre giorni dopo ho deciso di rifare quelle brioscine, ma sul momento non lo sapevo e, avendo ancora nelle dita la facilità di esecuzione dei bundt cake, ne ho fatto uno in quattro e quattr'otto. 

Le dosi che ho usato sono la metà di quelle che riporto qui perché, per l'appunto, stavo usando degli avanzi, ma quando lo rifarò preparerò sicuramente la dose intera, perché mi è piaciuto davvero tanto. Se penso poi che solo una settimana fa mi ci sono voluti 3 giorni per prepararmi psicologicamente a preparare il Bundt Cake al cioccolato e cocco, mentre questa volta ho preparato l'impasto mentre le brioches cuocevano in forno, direi che sono migliorata parecchio e che la cucina in fondo, è solo questione di abitudine. 


venerdì 27 marzo 2026

Brioches ai cranberry e crema di mandorle per il Club del 27


Mio metodo

Avevo già scritto questo post, inserito le foto e preparato il dolce per recuperare la farcia avanzata, quando un fastidio interiore mi ha spinta, qualche giorno dopo, a rifare la ricetta secondo i miei canoni e a rivedere il post. Portate pazienza, perché oggi mi dilungherò un poco. Sappiate che l'ho riscritto tre volte!

Rachel Khoo è una vecchia conoscenza, in casa Apple Pie: nel lontano 2013 per Starbooks (che ai tempi non esisteva come blog comune: le ricette erano ospitate nei nostri singoli blog) avevamo recensito "The Little Paris Kitchen", il suo terzo libro, il cui sottotitolo (ricette francesi classiche con un approccio semplice e fresco) lasciava intendere che la Khoo avesse svecchiato la cucina classica francese per renderla fruibile al grande pubblico, in particolare a quello britannico, poco avvezzo a cucinare. Lo svecchiamento in realtà era solo uno specchietto per le allodole: l'Autrice aveva semplicemente scelto le ricette più semplici della cucina francese, oppure ha snaturato quelle complesse (come la salsa spagnola, ridotta a una vellutata), in un'operazione di marketing tanto riuscita, quanto disonesta (qui c'è il mio personale cahier des doléances; nel post ci sono i link ai giudizi delle altre Starbooker nei rispettivi blog; pregevole quello di Alessandra).

Lo stigma per me è rimasto, tanto che nel frattempo ho venduto il libro, anche se in retrospettiva mi sono resa conto che molte delle sue ricette erano sfiziose e godibili, sia pure con qualche imprecisione nel procedimento. Rachel Khoo nel frattempo, felicemente ignara del giudizio di noi Starbookers, 😆è andata avanti con la sua carriera di food writer e adesso sta esplorando la cucina scandinava, con i suoi metodi millenari di conservazione del cibo e i suoi piatti così particolari, frutto dell'ingegno di un popolo che ha fatto di necessità (la scarsità di ingredienti dovuta al clima) una grande virtù. 

E' in questa veste che è approdata al Club del 27; nel frattempo si è trasferita in Svezia, patria di suo marito, dove ha frequentato uno stage non pagato di quindici giorni con Magnus Nilsson presso il ristorante Fäviken per imparare le basi della cucina scandinava; peraltro, nell'introduzione del libro ammette di aver combinato un disastro con un antipasto - le tartellette al sangue di renna -  il che a mio avviso spiega la brevissima durata del suo stage.


Ilaria ha selezionato per noi una serie di ricette prese dalla sezione Primavera - Estate, e la mia scelta è caduta su queste brioscine, la cui farcia coniuga l'acidità dei cranberry (lingonberry, se si riesce a trovarli) alla dolcezza della crema di mandorle. Il motivo della mia scelta è semplicissimo: tempo fa avevo trovato i cranberry freschi e li ho acquistati d'impulso. In attesa di sapere che cosa farne li ho lavati, asciugati e surgelati, e proprio in questi giorni mi stavo dicendo che dovevo trovare il modo di utilizzarli. Le ricette del Club sono capitate proprio a fagiuolo! 😅

Ho riscontrato diverse problematiche nel procedimento della ricetta, che non hanno portato a un risultato ottimale. Qualche giorno dopo ho deciso di rifarle, usando in particolare il metodo di farcitura del Danubio, a mio avviso più idoneo. Per semplicità di lettura ed esecuzione, ho riportato sul post il procedimento che ho seguito io e ho inserito il procedimento di Rachel Khoo nelle note, insieme alle mie osservazioni.

Metodo Khoo: la farcia è fuoriuscita completamente!

Le ricette realizzate dagli altri colleghi del Club sono qui, e sono certa che sono stati più fortunati nella loro scelta!

lunedì 23 marzo 2026

Bundt Cake al cioccolato e cocco


Come sapete (anche perché non manco mai di sottolinearlo 😆) non amo preparare dolci, ma ogni tanto mi prende la voglia, il dolce diventa un pensiero fisso e l'unico modo di farlo passare è cedere alla tentazione, alla Oscar Wilde.

A questo giro, l'idea è nata dalla richiesta di una signora Inglese su un gruppo Facebook a cui sono iscritta: la signora chiedeva se qualcuno avesse una ricetta di torta al cioccolato e cocco; io ho consultato il libro Kiss My Bundt di Chrysta Wilson e vi ho trovato la ricetta di un dolce al cocco e di uno al cioccolato. Ho deciso di fondere le due ricette creandone una terza, ma ovviamente prima di suggerire la mia ricetta dovevo testarla! Solo che, come per tutte le cose che non mi piace fare, ho cominciato a rimandare: burro e uova dovevano essere a temperatura ambiente? Bene, tiriamoli fuori dal frigo la sera prima. Il giorno dopo mi sono detta: posso forse mettermi a fare un dolce se prima non ho pulito il frigo? Certamente no! Detto fatto, puliamo a fondo il frigo. Terminata la pulizia ho cominciato a preparare gli ingredienti e mi sono sfuggiti di mano il barattolo dello zucchero e la confezione di cacao. Recupera il recuperabile, poi pulisci la cucina (il cacao è terribile!): non stupisce che quando ho finito fossi stanca, così ho rimandato la preparazione al giorno successivo. Il terzo giorno ero finalmente pronta, ma tutto ciò non ha fatto che rafforzare la mia convinzione che preparare dolci sia un lavoraccio. O forse dovrei ragionare al contrario: ogni volta che ho bisogno di pulire a fondo qualche cosa, l'incoraggiamento ideale è decidere di fare un dolce. 😅

Ho accompagnato questa torta con una classica crema americana a base di burro e Philadelphia, ma con il mio tocco europeo: ho dimezzato il burro e lo zucchero a velo e ho ulteriormente diluito il tutto con il latte di cocco. Il sapore di burro è rimasto molto percettibile: se non vi piace, sostituite burro e Philadelphia con altrettanto mascarpone.

Il risultato è stata una torta godibilissima, in cui gli aromi del cocco e del cioccolato si fondono alla perfezione. Se avete qualche variante da suggerire io sono qui, pronta a testarla (dopo aver pulito gli stipetti della cucina, s'intende!).

lunedì 5 gennaio 2026

Tiramisù speziato alla zucca


Oggi sarebbe stato il compleanno di Nonna Sara, che era golosissima di dolci. Sono 11 anni che non c'è più, ma io penso a lei e ai suoi insegnamenti molto spesso. Quest'anno voglio dedicarle un tiramisù molto particolare, che ho scoperto in ottobre mentre ricercavo la composizione del Pumpkin Pie Spice Mix

Tra i vari post proposti dalla ricerca di Google mi sono imbattuta nel Pumpkin Tiramisù, il tiramisù alla zucca, che ovviamente mi ha intrigata. La cosa buffa è che praticamente tutti i siti americani che ho visitato esordivano con la frase "Gli Italiani inorridiranno, ma questo tiramisù è buonissimo". Io non sono affatto inorridita, anzi! Come al solito ho guardato 5 o 6 ricette per farmi un'idea, e poi ho elaborato la mia versione. Negli USA ad esempio usano tantissimo zucchero e mettono pure tanta panna montata quanto mascarpone; inoltre fanno due strati di savoiardi e crema mentre io ho preferito farne uno solo, complice il fatto che la mia teglia non aveva i bordi altissimi.

Da quando ne ho scoperto l'esistenza, questo tiramisù è diventato un'ossessione. In pratica, la testa mi diceva "dieta" e il cuore mi diceva "dolci", e io ho deciso di andare dove mi porta il cuore. 💖 Alla linea tornerò a pensare dopo l'Epifania. 😆

Buon Compleanno, Nonna Sara.  💖

lunedì 1 dicembre 2025

Torta di zucca (Pumpkin Pie) con pasta semintegrale speziata


Come scrivevo la scorsa settimana, mi sono talmente innamorata del Pumpkin Spice Mix, che ho cominciato a usarlo quotidianamente. E' stato mentre macinavo le spezie del secondo vasetto, che mi sono detta: perché non provi a fare la Pumpkin Pie americana, una bella torta di zucca speziata? L'idea non ha fatto in tempo a nascere, che ha messo radici profondissime ed è diventata un'ossessione. Quando ho capito che non avrei avuto pace se non l'avessi preparata, mi sono data da fare.

Per mitigare i sensi di colpa della dietomane che è in me, ho sostituito i due zuccheri con altrettanta stevia + 1 cucchiaino di melassa e cercato la ricetta di un guscio di impasto semi integrale (il 100% integrale è molto più difficile da gestire, a meno di non trovare farine integrali da pasticceria che si possono acquistare on line, ad esempio qui, ma che non avevo voglia di mandare a prendere). L'impasto è stato preso dal libro di Erin Jeanne McDowell, The Book on Pie, una vera e propria miniera di informazioni, trucchi e suggerimenti, scoperto grazie a Starbooks.

Ho proposto questa torta per una cena in famiglia (festeggiavamo il mio compleanno 💝) ed è stata accolta da un'ovazione e dalla richiesta di farla di nuovo e di pubblicarne la ricetta al più presto, per poterla preparare autonomamente. Eccovi accontentati, curuzzi me'. 💖💕💞 Vero che mi inviterete, quando la farete?

lunedì 22 settembre 2025

Oum Ali (pudding egiziano)


Avevo fatto questi pudding nel lontano 2016 per Starbooks e me ne ero completamente scordata, finché il commento tardivo di una utente non me li ha riportati alla mente. E sì che mi ero ispirata a loro per preparare una crostata di mele annurche, qualche mese dopo! Approfitto del reminder e pubblico la ricetta anche qui, sfruttando le foto che avevo già fatto: poca spesa e tanta resa! 😆

Oum Ali significa "la mamma di Alì" e designa un dessert molto diffuso in Egitto e in tutto il Nord Africa, a base di pasta sfoglia, noci e semi oleosi e latte aromatizzato. Ne esiste tuttavia anche una versione fatta con i croissants, ed è questa quella scelta da Bernard Laurance nel suo libro Baklava to Tarte Tatin. Laurance spiega che preferisce questa versione perché assorbe meglio il latte e il dolce assume una consistenza più cremosa.

E' una ricetta facile e veloce, purché si abbiano a disposizione dei croissants raffermi.

lunedì 1 settembre 2025

Brioches al formaggio spalmabile e lamponi

 


A dire il vero queste brioches avrebbero dovuto chiamarsi Brioches al formaggio spalmabile e rabarbaro, senonché io e il rabarbaro abbiamo un rapporto tormentato: non lo trovo nei punti vendita vicino a casa o all'ufficio, cosicché cinque anni fa, andando in serra, ne ho comprate tre piantine. Dicevano che sarebbero state pronte per il raccolto dopo un paio di anni e io le ho coltivate assiduamente con cura; il terzo anno però erano ancora piccoline e i gambi erano sottili e verdi. Il quarto anno le piante si sono ridotte a due: una non aveva superato l'inverno, ed erano ancora troppo piccole per poter essere usate. Quest'anno è rimasta una pianta sola e finalmente i gambi erano delle dimensioni giuste, ma rimanevano verdi e troppo aspri. Ne ho raccolti due, ma ho ritenuto che fossero inutilizzabili per questa o per qualsiasi altra ricetta. E a quel punto ho deciso di mollare la spugna e usare i lamponi al posto del rabarbaro. Ho preparato queste brioches a fine giugno, e la pianta di rabarbaro rimasta ha cominciato a dare segni di sofferenza (o insofferenza?). A questo punto, credo che sia stata messa la parola fine alle mie speranze di avere del rabarbaro a disposizione. 😅

Dissertazioni rabarbaresche a parte, questa ricetta aveva lo scopo di svuotarmi la dispensa prima della partenza per le ferie, facendomi consumare la farina manitoba che mi era rimasta. La base di queste brioches è simile a quella dei famosi panini al latte giapponesi e richiede il Tang Zhong o Water Roux (Milk Roux sarebbe più appropriato, in questo caso). Il ripieno è una crema a base di formaggio spalmabile (il Philadelphia, per intenderci) e il rabarbaro o i lamponi danno quella nota acidula che pulisce il palato e valorizza la dolcezza e la cremosità del tutto.

Come tutti i lievitati non sono certo veloci, ma regalano una grande soddisfazione. E poi è davvero piacevole accendere il forno quando le temperature cominciano a rinfrescare.

lunedì 21 luglio 2025

Torta invisibile alle mele, lamponi e burro di arachidi

 

I gateaux invisibles o torte invisibili, sono tipici della tradizione dolciaria popolare francese; mentre non è possibile dare un nome al suo inventore, non è difficile capire il motivo del nome: la quantità di frutta è tale, da nascondere l'impasto della torta che la tiene insieme. Si tratta in sostanza di mele o altra frutta a polpa soda, tagliata a lamelle sottilissime e immersa in una pastella da clafoutis, che tiene insieme il dolce. 

Tipicamente, le torte invisibili sono fatte con le mele, ma non è raro trovare torte invisibili di pere, mango e ananas; anzi, negli ultimi anni sono state sviluppate pure delle versioni salate facendo uso di zucchine, patate, etc. L'importante è che l'ingrediente principale sia sufficientemente sodo da poter essere tagliato in fettine sottili un millimetro o poco più, senza sfaldarsi mentre viene mescolato (molto delicatamente) con la pastella.

La versione che ho deciso di realizzare oggi contempla, oltre alle mele, i lamponi; e siccome uno dei complementi ideali dei lamponi è il burro di arachidi, questo sostituisce il burro fuso nell'impasto.

E' una torta che si gusta praticamente senza sensi di colpa: pochissimo zucchero rispetto alle torte tradizionali e tanta, tanta buona frutta. Non per niente, il sottotitolo del libro è "maxi fruits, mini sucre": tanta frutta e poco zucchero.

lunedì 4 novembre 2024

Scones

 


Preparare la clotted cream e ripensare ai miei soggiorni a Cambridge da ragazza, è stato un tutt'uno. Il tè da Auntie's con Sidonie, la mia compagna di stanza, era un rito di fine giornata irrinunciabile: eravamo due studentelle squattrinate e quel tè era una soluzione economica che riempiva lo stomaco a sufficienza, risolvendo la cena. E poi adoravamo l'atmosfera del Tea Shop, i suoi dolci, le teiere colme di tè fragrante e soprattutto loro, gli scones, che spalmavamo generosamente di clotted cream su cui stendevamo un altro generoso strato di confettura alle fragole o ai lamponi. 

Era il momento in cui ci si rilassava, si godeva di buon cibo e buona compagnia, e ci si ripercorrevano i passi della giornata, commentandoli e discutendoli.

Ancora una volta, è stata Sarah di Curious Cuisinière a fornirmi la ricetta perfetta, insieme a un paio di trucchi e a un post estremamente informativo su cosa sono e cosa non sono gli scones, e quando si consumano in Gran Bretagna (non a colazione, bensì con il cream tea a metà mattina o con l'afternoon tea - e di regola non con l'high tea, che prevede più canapè salati).

E' bastato il primo boccone a riportarmi ai miei vent'anni e all'atmosfera di allora, ai miei sogni e alle mie aspettative sulla vita: mi sono sentita come Proust quando ha addentato quella madeleine

lunedì 28 ottobre 2024

Muffin ai lamponi per il Club del 27


Il Club del 27 ha riaperto i battenti e questo mese tratta il libro Petits Gâteaux di Frédéric Anton e Christelle Brua, una deliziosa collezione di dolcetti da servire a tutte le ore del giorno e, perché no, da sgranocchiare anche come piccolo peccato di gola notturno.


Le proposte erano tante e, manco a dirlo, una più golosa dell'altra. Io ho scelto dei semplici muffin ai lamponi perché cercavo qualcosa da mangiare a colazione. Adoro i lamponi, i miei frutti rossi preferiti, quindi la scelta è stata facile. Certo, mi hanno tentata anche quelli alla mela col crumble e c'erano dei biscottini con la banana e il burro di arachidi che mi chiamavano a gran voce. E poi c'erano le madeleine al pistacchio, e... insomma, se volete dare un'occhiata alle altre golosità preparate dai colleghi del Club, che prima o poi saranno mie, guardate qui. Io declino ogni responsabilità sulla modifica del vostro giro vita. 😆


Insomma, il Club del 27 ha colpito ancora!

lunedì 22 gennaio 2024

Bundt Cake al limone e basilico

 


Ci sto prendendo gusto con i Bundt Cake, anche troppo: ho giurato a me stessa che questo è l'ultimo dolce che preparo fino all'estate (ma non so se riuscirò a mantenere questo impegno con me stessa), perché altrimenti rischio di lievitare come un panettone.

Il fatto è che sfogliando il libro di Chrysta Wilson mi sono imbattuta in una serie di abbinamenti veramente intriganti, anche se non del tutto nuovi, e ho deciso di lasciarmi tentare da questo. L'occasione è stato un ritrovo tra amici, e non lo vuoi portare un dolcetto da condividere insieme? 😇

Ecco, questa è stata a un tempo la scusa e il mio limite: perché la ricetta originale prevedeva di tritare il basilico, lasciarlo in infusione nel latte e poi metterlo nell'impasto; io ho temuto il lato più "tradizionalista" del gruppo e ho deciso di eliminare il basilico con un colino, dopo l'infusione (che è durata un pochino di più dei 10 minuti previsti in ricetta: circa mezz'ora), però ne ho riportato l'aroma nella ghiaccia, cosa che la ricetta non prevedeva.

"Questo è l'ultimo della stagione, poi fino a giugno non se ne parla", mi sono detta. Se riuscirò a trattenermi, lo scopriremo solo vivendo.

lunedì 15 gennaio 2024

Cornetti alla confettura di rose (Cornulete cu dulceata de trandafiri)

 


Proseguo con lo Sweet Tooth January, segno evidente che non ne voglio sapere di tornare a dieta, dopo gli stravizi delle feste da poco trascorse. 😆 

Avevo in casa un vasetto di confettura di petali di rose - rigorosamente comprata - e mi sono detta che era giunto il momento di farlo fuori, capite bene che per amore di un doveroso svuota-dispensa è davvero necessario rimandare la dieta per un altro po'. 

Ho preparato questa ricetta per Starbooks nel marzo dello scorso anno e mi era piaciuta così tanto che ho voluto replicarla, aumentando però le dosi dello zucchero e aggiungendo un pizzico di sale. 

Se provate questi biscotti fatemi sapere che cosa ne pensate!

lunedì 8 gennaio 2024

Bundt Cake alla vaniglia

 


Buon 2024 a tutti!

Per il nuovo anno ho deciso di uscire dalla mia Comfort Zone, quella dei fondi e dei piatti salati, e aprire le pubblicazioni con un dolce. "Tutto qui? Un dolce semplice, per giunta!", diranno alcuni di voi, e avrebbero ragione: i Bundt Cake sono ormai dei classici in tantissime cucine, eppure a casa mia approdano oggi per la prima volta. Cucino raramente i dolci, meno che mai le torte (sono più un tipo da pasta frolla) e credetemi, valutare l'equilibrio di una ricetta di torta non è facile per me. Però avevo acquistato un paio di anni fa due stampi da Bundt, e ho deciso che era giunta l'ora di inaugurarli. 

Insieme allo stampo ho voluto acquistare un libro di ricette, e ho optato per quello di Chrysta Wilson, fondatrice e proprietaria di Kiss My Bundt (un nome geniale!), che dà il nome al libro. 

I Bundt Cake vengono rifiniti con una semplice ghiaccia reale o con le sontuose creme al burro e formaggio cremoso, aromatizzate e arricchite in vario modo. Io ho voluto tenermi sulla strada della semplicità e ho optato per la ghiaccia, ma in futuro conto di sperimentare anche le creme.

Una curiosità: il nome Bundt deriva dal tedesco Bund, comunità: la t finale è stata aggiunta dalla Nordic Ware, prima produttrice di tali stampi, per poter registrare il marchio. Mi piace molto pensare a questi dolci come a qualcosa da condividere con tanti altri, per l'appunto con una comunità.

martedì 2 maggio 2023

Poale-n-brau - grembiuli sollevati (brioche moldave farcite con crema di formaggio)

 


Ho preparato per la prima volta queste brioche farcite a metà febbraio per lo Starbooks di marzo, quando abbiamo recensito Tava, l'ultimo libro di Irina Georgescu. Da allora le ho rifatte molte volte, da tanto mi sono piaciute. Le rare volte che mi concedo una brioche, la scelgo sempre alla crema: sono in assoluto le mie preferite, adoro la consistenza vellutata della crema pasticciera che contrasta con la sfoglia del croissant; queste brioche hanno un ripieno cremoso, anche se molto più asciutto: quanto bastava per attirare la mia attenzione.

Il loro nome, dice l'Autrice nell'introduzione alla ricetta, significa grembiuli sollevati. Gli abiti tradizionali rumeni prevedono che si porti un ampio grembiule riccamente ricamato sopra una gonna semplice, e le donne spesso ne sollevano una cocca infilandola nella cintura, per potersi muovere più agevolmente. La piegatura di queste brioscine ricorda un po' l'angolo di tessuto infilato nella cintura.

La farcia è costituita da una crema poco dolce a base di un formaggio tipico rumeno, il Brânză de vaci, che è una via di mezzo tra i fiocchi di latte e una ricotta molto asciutta e leggermente fermentata. Io l'ho trovato nel minimarket rumeno vicino casa, ma può essere sostituito con della ricotta molto ben scolata e aumentando leggermente la quantità di semolino nel ripieno. Se cercate in rete, trovate le ricette per farlo in casa. Ha un aroma particolare e mi è piaciuto molto.


Ho preparato questo dolce anche in versione torta aumentando notevolmente le dosi della crema, perché quelle della ricetta sono appena sufficienti per farcire 16 brioche singole: è venuta davvero buona, anche se le monoporzioni sono molto più facili da gestire. Siccome dimezzare le dosi dell'impasto mi veniva più complicato, ho preferito ricavarne due torte del diametro di 20 cm. Nelle note scrivo le dosi che ho usato per la crema.

lunedì 27 marzo 2023

Dutch Baby alle doppie mele per Il Club del 27



Era da un po' di tempo che desideravo fare un Dutch Baby, più precisamente da quando la Patty lo ha fatto per Starbooks, perciò quando ho visto che tra le ricette proposte dal Club del 27 di questo mese c'era un Dutch Baby, mi ci sono fiondata al volo senza pensarci. Questo poi prevedeva le mele, sia in forma di frutto, sia nella variante del burro (una ricetta che impazza negli USA da qualche anno e che ero pure curiosa di provare), e tante spezie: che cosa potevo desiderare di più?


Ma che cos'è il Dutch Baby? Si tratta di un grosso pancake senza agenti lievitanti, cotto in forno nella padella pesante di ghisa, la cui caratteristica è quella di gonfiarsi parecchio in cottura, al centro e ai lati, per poi sgonfiarsi; viene servito accompagnato con frutta, panna, sciroppo d'acero e tutto ciò che la fantasia suggerisce, ed è una colazione deliziosa, perfetta quando la giornata si prospetta molto impegnativa.

Il segreto per una perfetta riuscita del Dutch Baby è partire da ingredienti a temperatura ambiente: il mio consiglio è quello di tirare fuori dal frigo la sera prima le uova, il latte e il burro di mele, e di preparare gli ingredienti secchi nella ciotola in cui monterete la pastella. 
E' opportuno anche preparare il giorno prima il burro di mele (che è buonissimo!), altrimenti va a finire che servite il Dutch Baby per pranzo, anziché a colazione.

Siete curiosi di vedere quali altre ricette hanno realizzato i colleghi del Club del 27, tratte dal libro Half Baked Harvest Every Day di Tieghan Gerard? Cliccate qui e scoprirete una montagna di golosità! 


lunedì 27 febbraio 2023

Muffin al cioccolato, pistacchi e Philadelphia per il Club del 27

 


Per l'appuntamento di febbraio, il Club del 27 ha scelto di realizzare alcune ricette tratte da The Chocolate Addict's Baking Book di Sabine Venier. L'Autrice ha dedicato un intero libro agli amanti di quel nettare degli dei che è il cacao, con tante ricette sfiziose, dalle più semplici alle più complesse, per soddisfare tutti i palati.

Complice una cronica mancanza di tempo, ho scelto di fare questi muffin; da un lato avevo già la maggior parte degli ingredienti in casa, e dall'altra ero curiosa di provare una ricetta che contenesse, tra gli ingredienti dell'impasto, del formaggio cremoso.

Io ho dimezzato le dosi perché possiedo una sola teglia da muffin, ma se ne avete due procedete pure con la dose intera, e non ve ne pentirete!

Per vedere le altre meraviglie realizzate dai colleghi del Club del 27, cliccate qui: sono una più golosa dell'altra!

lunedì 20 febbraio 2023

Ebelskivers alla confettura di rose

 


Gli ebelskivers (o aebleskivers) sono dei pancakes danesi di forma tondeggiante, che vengono cotti in un'apposita padella dotata di incavi. Ho comperato la padella tanti anni fa durante un viaggio negli USA, ma non l'ho usata molto spesso; eppure gli ebelskivers non sono difficili da fare, e si prestano sia alle versioni dolci, sia a quelle salate.

L'occasione, a questo giro, è venuta da una telefonata improvvisa di mia madre, venerdì sera: domenica (ieri) sarebbero venuti a pranzo da lei uno dei miei fratelli e sua moglie. Ovviamente questo significava una "chiamata alle armi" di tutta la famiglia, visto che li vediamo pochissimo e siamo molto legati. Mamma, a differenza del solito, non aveva scorte in freezer e mi ha chiesto aiuto per un dolce. Non ero messa benissimo neppure io, a causa di una serie di impegni presi per sabato che non mi avrebbero permesso di preparare un dolce canonico in anticipo, così ho deciso di andare di "finger sweet": di recente mi era capitata sott'occhio la succitata padella, così ho pensato di preparare degli ebelskiver e di farcirli con una confettura di rose che avevo trovato in un mini market etnico vicino casa mia.

Sono particolari, molto buoni e delicati, e anche al resto della famiglia sono piaciuti parecchio: i pochi che sono avanzati, sono stati portati via dai commensali per gustarli a merenda, o il mattino dopo a colazione.

lunedì 13 febbraio 2023

Khameer (Muqasqas)


I Khameer o Muqasqas sono dolci tradizionale yemeniti, il cui nome cambia a seconda delle regioni. Muqasqas deriva dal verbo arabo qassa (tagliare), perché la pasta si taglia a piccoli pezzi e in diverse forme, prima di friggerla. Khameer invece deriva da khameera (lievito), poiché la quantità di questo è la chiave della buona riuscita del dolce. In Yemen vengono serviti a colazione, insieme al tè (rosso o nero) di Aden, infuso anche con cardamomo e/o chiodi di garofano, ma si mangiano anche durante l'iftar (pasto della rottura del digiuno) durante il mese di Ramadan.

Esiste anche un pane (flatbread) tipico degli Emirati Arabi Uniti chiamato Khobz Al Khameer, che prevede l'uso di semi di nigella e zafferano, il cui impasto è molto simile a quello di questi dolcetti fritti yemeniti: segno evidente che le contaminazioni culinarie sono tali in tutto il mondo, a maggior ragione quando gli Stati sono limitrofi.

Li avevo fatti nel 2019 per un articolo comparso su MagAboutFood e mi sono tornati in mente in questi giorni, mentre cercavo una proposta un po' diversa dalle  frittelle di Carnevale  nostrane. Se amate il cardamomo, questa è la ricetta che fa per voi!

 

giovedì 27 ottobre 2022

Torta blondie con cioccolato bianco, burro di arachidi e confettura di lamponi per il Club del 27

 


Dopo la lunga pausa estiva, anche il Club del 27 è finalmente tornato operativo, e lo fa con ricette tratte dall'ultima fatica letteraria dell'inossidabile Jamie Oliver: One - Simple One-Pan Wonders (Uno: semplici meraviglie in una pentola). 


Proprio qualche giorno fa, tornando da un tè a casa di carissimi amici dove ho portato proprio questa torta, discutevamo sul piacere di cucinare. Una di noi diceva che per lei cucinare è una tale seccatura, che preferisce dedicarsi a preparazioni semplici e no-stress, anche se banali. Ecco, senza saperlo aveva messo il dito nella piaga: lei in particolare non ama cucinare, ma anche chi come me è appassionato di cucina ha dei momenti in cui preferirebbe trovare tutto pronto, o amerebbe avere un repertorio di ricette semplici, veloci, che sporchino meno utensili e pentole possibile, ma che siano anche belle alla vista e buone al palato.

Ecco, l'ultimo libro di Jamie Oliver si propone proprio questo: ricette facili, veloci, con pochi ingredienti di facile reperibilità e tecniche alla portata di tutti, dallo studente fuori sede all'impiegata che torna stanca la sera dopo una giornata di lavoro, e deve mettere insieme una cena appetitosa per la famiglia.


Il libro contiene ricette di tutti i tipi, dall'antipasto al dolce, tutti accomunati dalle caratteristiche elencate sopra. Io questa volta ho scelto di fare un dolce, ma vi invito caldamente a guardare tutte le ricette realizzate dai colleghi di Club, i cui link sono riportati qui.

Due parole sul dolce che ho scelto: conosciamo tutti i brownies, dolcetti che nell'impasto contengono  cioccolato fondente fuso, spesso aromatizzati con qualche altro elemento, come lamponi, frutta secca, e chi più ne ha, ne metta. Accanto ai brownies ci sono i meno noti blondies, caratterizzati dalla presenza di cioccolato bianco fuso e che possono contenere gli stessi elementi caratterizzanti dei brownies. Nella presente ricetta Jamie Oliver ha trasformato i blondies, dalla consistenza compatta, in una torta, perfetta per accompagnare una tazza di tè o di caffè. Qui il cioccolato bianco viene aggiunto a pezzetti nell'impasto anziché fuso, e gli elementi caratterizzanti sono dati dal binomio burro di arachidi-confettura di frutti rossi, che è stato sdoganato da tempo nel mondo anglosassone e che auspico diventi popolare anche da noi, da tanto è buono.
 
Io ho apportato qualche modifica di procedimento alla ricetta originale. Nel testo riporto il mio procedimento, e nelle note riporto quello di Jamie e i motivi per cui ho ritenuto di modificarlo.

martedì 11 gennaio 2022

Crème Caramel alle nocciole

 


Il Crème Caramel è da sempre uno dei dolci che amo di più, fin da quando ero bambina; al contempo, fino a poco tempo fa ero convintissima che non fosse possibile farne uno decente partendo da zero, e che qualunque tentativo casalingo sarebbe stato di molto inferiore all'equivalente ottenuto, con molta meno fatica, grazie alle polverine in vendita in tutti i supermercati del mondo.

Il motivo di questa mia radicata convinzione è presto detto: ho una zia, ottima cuoca, che ogni tanto ci ha proposto il Crème Caramel casalingo, ed è sempre stato una cocente delusione: asciutto, gommoso e butterato da fastidiosi buchini, che ne esaltano la consistenza sgradevole. E se quella zia, così brava a cucinare, non riusciva a fare un Crème Caramel decente, che cosa potevo mai sperare di fare io?

Questa certezza granitica ha cominciato a sgretolarsi qualche anno fa, quando abbiamo recensito Sweet di Ottolenghi allo Starbooks e Alessandra ha provato il Crème Caramel allo zenzero: lei illustrava procedimenti a caldo e a freddo con la disinvoltura di chi ha questa preparazione sulla punta delle dita, e per la prima volta ha fatto timidamente capolino in me l'idea che forse avrei potuto farcela pure io. La capitolazione finale però è avvenuta l'anno scorso, quando è stato recensito The Flavor Equation di Nik Sharma: quel Crème Caramel alla nocciola ha acceso tutte le mie fantasie più ardite, e soprattutto mi ha convinta che davvero avrei potuto farcela pure io.

Dal dire al fare è trascorso un anno, motivato dal fatto che sono stata a dieta strettissima per tutto il 2021 (e con ottimi risultati: ho perso 22 kg!), ma avevo giurato a me stessa che quando fosse venuto il momento avrei preparato quel dolce, e alla vigilia dell'Epifania mi sono messa all'opera. 

Il risultato è stato fantastico e mi ha riempita di entusiasmo: consistenza cremosa e vellutata, totale assenza di buchini, sapore divino. Benché lo abbia trovato un po' troppo dolce per i miei gusti, ho capito i fondamenti di un buon Crème Caramel, e anzi mi sono venuti in mente un paio di trucchetti per scongiurare il rischio degli sciagurati buchini, che non vedo l'ora di mettere in pratica. Soprattutto, ho capito l'errore della zia: una cottura troppo aggressiva e lo stampo che poggiava direttamente sulla teglia del bagnomaria. Ma non è colpa sua: dopotutto lei non aveva Nik Sharma a tenerla per mano e a guidarla passo passo. 💖