Lo Starbooks, progetto ideato da quel geniaccio di Alessandra Gennaro per testare le ricette dei libri di cucina e vedere se sono veramente valide o se portano a un insuccesso sicuro, si è trasferito da due mesi a questa parte in uno spazio tutto suo.
lunedì 27 maggio 2013
Bisque di gamberi al brandy e basilico per lo Starbooks
Lo Starbooks, progetto ideato da quel geniaccio di Alessandra Gennaro per testare le ricette dei libri di cucina e vedere se sono veramente valide o se portano a un insuccesso sicuro, si è trasferito da due mesi a questa parte in uno spazio tutto suo.
venerdì 24 maggio 2013
Taieddhra di riso, patate, cozze e polpa di granchio alla paprika
E siamo arrivati al venerdì di una appassionante settimana tutta dedicata alla Taieddhra e all’MTC. Grazie a Cristian, vincitore della scorsa tornata e sfidante di questo mese, abbiamo imparato a conoscere la meravigliosa Taieddhra pugliese e a giocare con i suoi ingredienti, per inventarne nuove versioni. Riso, patate e cozze sono un’abbinata molto versatile infatti, che si presta a innumerevoli accostamenti. A un certo punto
giovedì 23 maggio 2013
Taieddhra di riso basmati, daikon, cozze e gamberi al curry
Se alla mia prima Taieddhra avevo un po’ premura e dopo aver provato ad
aprire a crudo le prime 3 o 4 cozze mi sono stufata e sono passata alle maniere
spicce (la padella), dalla seconda ho voluto mettermi d’impegno per
padroneggiare la tecnica insegnataci da Cristian per questa tornata dell'MTC.
La mia testardaggine mi ha portato a tre notevoli risultati: il primo è
stato quello di capire come si fa, e il
secondo è che l’espressione “ti apro come una cozza” si è illuminata di un nuovo significato. J Il terzo è stato un’autentica sorpresa: le cozze sgusciate a crudo liberano molta, ma molta più acqua di quelle aperte in padella, forse anche perché in questo modo viene meno il fenomeno della forte evaporazione dovuta al calore. Sia come sia, sgusciando 2 kg di cozze ho ricavato tanta di quell’acqua al sapore di mare da non rendere necessario l’aggiunta di altra acqua o brodo nelle mie Taieddhre.
secondo è che l’espressione “ti apro come una cozza” si è illuminata di un nuovo significato. J Il terzo è stato un’autentica sorpresa: le cozze sgusciate a crudo liberano molta, ma molta più acqua di quelle aperte in padella, forse anche perché in questo modo viene meno il fenomeno della forte evaporazione dovuta al calore. Sia come sia, sgusciando 2 kg di cozze ho ricavato tanta di quell’acqua al sapore di mare da non rendere necessario l’aggiunta di altra acqua o brodo nelle mie Taieddhre.
Dico “le” Taieddhre, perché con quei 2 kg di muscoli ho preparato diverse
monoporzioni, realizzando così tante idee senza per questo riempirmi il
frigorifero di roba che avrei poi dovuto consumare in tutta fretta.
Anche qui mi è stato utile l’espediente di portarne un po’ da mio papà per
il pranzo domenicale: abbiamo consumato un pasto gustosissimo e io ho fatto
fuori una teglietta.
La ricetta che vi presento oggi è particolare in quanto ho sostituito le
patate con il daikon, un tubero della famiglia dei ravanelli che si sposa benissimo con i sapori decisi.
Ho pertanto pensato di abbinarvi gamberi, riso basmati, latte di cocco e curry
e devo dire che l’abbinamento è stato particolarmente riuscito. Data la
presenza dei gamberi ho sfruttato ancora una volta il mio delizioso olio ai
crostacei, che ha dato un tocco in più alla preparazione.
Ripeto anche qui quanto ho già scritto sul latte di cocco: molti infatti lo
scambiano erroneamente per l’acqua che spesso si trova all’interno delle noci
di cocco,molto rinfrescante e la cui presenza indica che probabilmente la polpa
non è fermentata, ma tende a inacidire in fretta, perciò nella cucina Thai
viene impiegata per far fermentare le verdure o preparare l’aceto.
Il latte di cocco invece si ottiene frullando la polpa di 1 noce di cocco pelata
insieme a 500 ml di acqua tiepida. Questo composto viene poi messo su 2 strati
di mussola oppure un canovaccio molto pulito e spremuto molto bene in una
ciotola che NON sia di metallo (che tende a macchiarlo). Ne risulta una
preparazione molto cremosa, dal sapore pieno. Vi sarebbe un procedimento
successivo per separare la crema dal latte vero e proprio, ma ve ne parlerò in
un apposito post: quello che a noi serve per questa ricetta è il prodotto della
spremitura della polpa di noce di cocco fresca e acqua. Se non avete tempo di
prepararlo o non trovate le noci di cocco, acquistate una lattina di latte di
cocco nei negozi di prodotti etnici.
Anche qui come per le Taieddhre da buffet le dosi sono molto a occhio, se
volete fare una Taieddhra unica attenetevi alla ricetta di Cristian per quanto
riguarda il peso di daikon, cozze e riso, e andate a gusto e a buon senso per i
restanti ingredienti.
Il formaggio che ho utilizzato è stata una delicata scamorza bianca e me ne
sono pentita: alla prova assaggio ho deciso che un misto di parmigiano e
pecorino ci sarebbe stato decisamente meglio. L’insieme però mi è piaciuto e,
salvo per il formaggio, lo ripeterò pari, pari.
mercoledì 22 maggio 2013
Taieddhra di riso, patate, cozze, peperoni e olive
Stavo girellando per il web alla ricerca di notizie sul
Salento, tanto per collocare meglio la ricetta dell’MTC di questo mese vinta da
Cristian, quando sono incappata in questo sito, in cui ho letto parole
illuminanti: La
TIELLA (tegame) è il segno, nella cucina, della dominazione spagnola del 1600.
Essa è una minestra
di vari ingredienti, sovrapposti a crudo in strati distinti, in un tegame mandato in forno. La composizione delle tielle non segue regole fisse ma dà spazio alla propria creatività, si può aggiungere o levare ciò che si vuole. Le patate, però, non devono mancare mai!
di vari ingredienti, sovrapposti a crudo in strati distinti, in un tegame mandato in forno. La composizione delle tielle non segue regole fisse ma dà spazio alla propria creatività, si può aggiungere o levare ciò che si vuole. Le patate, però, non devono mancare mai!
Non che avessi bisogno di legittimazioni di alcun genere,
sia chiaro: l’MTC è un gioco nel corso del quale abbiamo sviscerato e
reinterpretato numerose ricette di tradizione, dai Risi e Bisi alle Arancine,
passando per la Pasqualina, la Fideuà e perfino il Pane dolce dello Shabbat
ebraico, sempre nel massimo rispetto di tutti. Ed è con il medesimo rispetto
che tutti noi concorrenti ci siamo accinti ad affrontare la ricetta di questo
mese: la Taieddhra, o Tiella pugliese.
La ricetta che vi presento oggi è particolarmente
saporita per via dei peperoni, che ci stanno a meraviglia. La paprika in
abbinamento ai piatti di pesce l’ho scoperta in marzo grazie alla sfida sulla
Fideuà, e da allora non la lascio più!
martedì 21 maggio 2013
Tiella di riso, patate e vongole veraci al timo
L’avevo detto,
no, che questa ricetta mi sta ispirando un sacco di rivisitazioni? Il merito è
tutto di Cristian, vincitore a sorpresa dell’MTC di maggio, che non solo ci ha
regalato la meravigliosa ricetta della sua famiglia, ma l’ha anche arricchita
con note e ricordi personali che mi hanno fatto letteralmente sognare.
Quella che
presento oggi è la terza idea in ordine di tempo che mi è venuta in mente. Mentre la realizzavo me
ne sono venute in mente un sacco di altre, ma maggio è un mese molto pieno con
il lavoro e non so se riuscirò a realizzarle tutte.
Sono già
dispiaciuta per le idee che rimarranno tali (ma non è escluso che le realizzi
più avanti, al di fuori della gara), ma intanto comincio a proporvi questa
interpretazione. Ricordiamo tutti, vero, che il termine Tiella designa la teglia di coccio e non una ricetta specifica? Abbiamo notato, vero, che in ogni ricetta di Tiella si specifica il contenuto del coccio, grazie alla preposizione semplice "di"? Ecco, questa è una ricetta in teglia di coccio. Quindi è
una Tiella. Tiella di.
lunedì 20 maggio 2013
Un-due-tre Tiella! Tre Taieddhre da buffet per l'MTC di maggio
Se nel primo week-end dopo l’annuncio della ricetta della sfida di questo
mese all’MTC ho preparato solo 4 Taieddhre – quella originale di Cristian, il
vincitore della scorsa edizione, più 3 varianti, tanto per scaldare il neurone – nella settimana
successiva, grazie ai 4 assaggi, hanno cominciato a venirmi in mente un sacco
di combinazioni di sapori.
La Taieddhra infatti è un piatto estremamente versatile, perfetto per un
gioco come l’Emmeti Challenge: se la ricetta tradizionale pugliese contempla
pochi ingredienti ben precisi, le combinazioni di sapori sono invece infinite.
Una delle prime domande che mi sono posta è stata: può la Taieddhra entrare
a pieno titolo in un buffet, per un Matrimonio, una Prima Comunione, un
Battesimo, una Cresima o qualunque altra ricorrenza? Una volta che la domanda
mi si era affacciata alla mente, il neurone si è messo al lavoro quasi a mia
insaputa. Dapprima ha cercato una versione finger
food, subito bocciata perché per quanto versatile, la Taieddhra non può
essere presa direttamente in mano e mangiata (questo è il concetto di finger food). Ma in un buffet non c’è
solo finger
food, vi sono anche bicchierini, ciotoline… ed è stato da qui che sono
partita con le mie idee.
Quelle che vi presento oggi sono tre idee per un buffet, tre combinazioni
di sapori diverse con cui mi sono divertita a giocare.
Le dosi che riporto sono per ogni singola ciotolina di piccole dimensioni; se
volete prepararle nelle teglie in coccio tradizionali, attenetevi alle dosi
date da Cristian e per gli aromi al vostro gusto personale.
In ogni caso non resterete delusi.
Un’avvertenza molto importante,
valida per tutte le ciotoline: per evitare che il riso delle prime si gonfi a contatto
con il liquido e risulti poi scotto, non versatevi sopra il liquido subito, ma
attendete di averle preparate tutte. Solo a questo punto versate in ognuna la
giusta quantità di liquido, spolverate lo strato finale con il formaggio,
irrorate con l’olio e infornate.
Date le dimensioni ridotte delle ciotoline, ho ridotto i tempi di cottura. Attenzione al riso Venere però, i cui tempi di cottura sono più lunghi. Sacrificate una ciotolina per l'assaggio, in modo da calibrarli bene.
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