martedì 28 maggio 2013

Taieddhra mediterranea con pomodori, capperi e senape al dragoncello


Il bello di una ricetta come quella della Taieddhra, proposta dal grandissimo Cristian per questo MTChallenge, è la sua incredibile versatilità.
Prendete tre ingredienti fissi – il riso, le patate e le cozze – aggiungeteci le verdure, spezie ed erbe aromatiche che preferite e giocateci all’infinito, tante sono le variazioni sul tema che si possono fare.
Ho costruito il piatto intorno alla senape al dragoncello, che ho trovato in Francia durante un recente viaggio e che mi ha aperto un mondo di profumi e sapori.  

Quella che vi presento oggi è forse la Taieddhra che mi ha soddisfatto di più, forse perché rispetto ad altri abbinamenti più stravaganti non ha tradito la mediterraneità del piatto, ma l’ha caso mai completata. In pratica dopo tante divagazioni sul tema sono tornata quasi alla ricetta originale, utilizzando ingredienti tipici della Terra in cui la Taieddhra è nata. Perché la sfida dell’MTC è anche questo: divagare sul tema originale spaziando con la fantasia, per poi magari accorgersi che le versioni più vicine a quelle della tradizione sono quelle il cui gusto ci appaga di più. Resta da capire se questo maggiore appagamento del gusto sia dovuto al rassicurante ritorno a ciò che è conosciuto – un po’ come quando si torna da un viaggio all’estero dove si è apprezzato tutto quello che si è visto e gustato ma si prova sollievo nel tornare a casa – o se invece davvero i sapori che si sposano meglio con riso, patate e cozze sono quelli del territorio dove la Tiella è nata. Sia come sia, vi presento la mia undicesima e ultima Taieddhra:

TAIEDDHRA MEDITERRANEA CON POMODORI, CAPPERI E SENAPE AL DRAGONCELLO


Per una persona:

Patata tagliata a fettine sottilissime di 1 o 2 mm di spessore
Cipolla rossa di Tropea tagliata a fettine sottilissime di 1 o 2 mm di spessore
15-20 cozze sgusciate a crudo
12 pomodorini ciliegini di Pachino
2 o 3 cucchiai di riso Roma
10-12 foglie di basilico
Origano secco
2 cucchiaini da the di capperi dissalati
1 cucchiaino da the colmo di senape al dragoncello
Parmigiano Reggiano delle Vacche Rosse grattugiato
Pecorino Romano D.O.P. grattugiato
Olio extravergine di oliva

Mescolare bene le fettine di patata con 1 cucchiaio di olio extravergine di oliva e 1 cucchiaino colmo di senape al dragoncello, in modo che tutte si insaporiscano bene.
Versare sul fondo della teglia in coccio un filo d’olio extravergine di oliva e ricoprirlo con uno strato di fettine di patata al dragoncello. Adagiare sopra di esse metà della cipolla e metà dei pomodorini tagliati in quarti, insaporire con un pizzicone di origano e spezzettarvi sopra metà delle foglie di basilico. Cospargere qui e là con un cucchiaino di capperi.
Formare sopra alle verdure un sottile strato di riso Roma precedentemente sciacquato fino a quando l’acqua non risulti limpida, e poi ben scolato.
Disporre sopra al riso le cozze e spolverare con abbondante Parmigiano e Pecorino mischiati. Procedere con un secondo strato di verdure cominciando con la cipolla, i restanti pomodorini, i capperi, origano e basilico. Ricoprire con uno strato di patate al dragoncello e spolverare abbondantemente con il restante mix di formaggi grattugiati.
Versare l’acqua delle cozze filtrata fino ad arrivare a filo delle verdure (se non dovesse bastare aggiungere acqua) e non salare: l’acqua delle cozze è sufficientemente sapida. Irrorare con un filino d’olio, infornare a 160 °C in modalità statica per un’ora, fino a quando si sarà formata una crosticina dorata in superficie.
Servire tiepida o a temperatura ambiente.



15 commenti:

  1. Wow! Adoro la senape al dragoncello e adoro questa taieddhra una bella forchettata (anche a quest'ora!) ci sta tutta!
    Concordo con te questa è una ricetta versatilissima. Sono riuscita a farne solo 2, ma penso che continuerò a sperimentare... Bravissima!

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  2. non conosco questa senape, quindi non posso immaginare il gusto, però devo dire che mi hai ammagliato.
    baci.

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  3. Cara Mapi, io la senape al dragoncello non la conoscevo fino adesso, qui da te. Ma d'altronde e sempre qui da te che imparo cose, ma conosco la tua senape alla rosa! Ed è stupenda, come questa tua tahieddra e tutte le altre che hai preparato!

    besitos!
    Ed hai ragione, Cristian ha proprio setto una grande ricetta!

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  4. Questa mi piace (anche senza Vacche speciali) e risolve in modo intelligente, tra il tradizionale e l'innovativo, il problema di aromatizzare le patate.
    La farò quando sarà davvero tempo di pomodoretti, essendo un'integralista della stagionalità.

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  5. quando ho letto Mapi ho detto No, questa volta non ho più nulla da dirle , dopo tutte 'ste meraviglie! Poi ho latto la magica parola "senape" ed eccomi qui: sei fantastica, accidenti e pure troppo brava!
    Dani

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  6. Ciao Mapi!
    Siamo sicuri che sia l'ultima? :-)
    Ah sì, è vero, è scaduto il termine...
    Bellissima versione, come giustamente hai detto, più vicina a quella tradizionale rispetto alle altre che comunque ho apprezzato lo stesso moltissimo. Originalissima l'idea della senape al dragoncello.
    Grazie undicimila!
    Cristian

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  7. ...ho espresso più o meno lo stesso concetto....ne ho fatte solo tre, ma in effetti quella che mi ha appagato di più è stata quella tradizionale..evidentemente non tutto nasce dal caso!! La tua piccola variazione mi sembra si sposi benissimo e complimenti per la tenacia!! baci cri

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  8. mapi e wowwww che buon deveessere pure questa tiella complimenti

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  9. Mapi io davvero non ho parole. Hai praticamente creato un nuovo modo di dire e agire: UNA TAIEDDHRA AL GIORNO LEVA IL MEDICO DI TORNO!
    Sei unica, altro che speciale.
    E, come sempre, concordo su ogni singola parola.
    Ma quanto adoro il tuo spirito creativo!
    B-R-A-V-I-S-S-I-M-A!!!

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  10. la semplicita'con cui descrivi le tue ricette e'disarmante....in pratica e come se dicessi "DO IT"
    grazie Patrizia

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  11. La ricetta è bella, ma prima di provare a eseguirla, mi viene quialche dubbio: davvero pèer una sola persona 15-20 cozze? Qunidi se siamo in 5 bisogna aprire 100 cozze? Non sono troppo pesanti 20 cozze a testa? ( Più tutto il resto ). Credo ci sia un errore

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    1. Ciao Vincenzo, nessun errore. :-)
      Io nella mia tiella ho messo una ventina di cozze.
      Nelle mie varie sperimentazioni ho visto che le cozze si ritirano molto in cottura e siccome a me piacciono molto ho voluto fare un bello strato uniforme di cozze crude. Le ho contate e questa era la quantità. Poi ognuno può fare come vuole, metterne di più o di meno, non credo sia questo a fare la differenza.

      Ciao. :-)

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  12. Ricetta sperimentata con successo! In particolare l'equilibrio fra le diverse erbe e spezie, e gli strati ripetuti in maniera simmetrica sono squisiti. Ottima anche il giorno dopo con i sapori più amalgamati, del resto fa parte di quei piatti che nascono per quello.

    Una gara è una gara e il suo regolamento è il regolamento, tuttavia se posso osare un parere totalmente personale, un'ora di cottura per le cozze, anche a 160°, non mi convince proprio del tutto. Sarà che tutto ciò che vien dall'acqua salata lo preferisco cotto pochino o meglio ancora crudo (frutti di mare esclusi per motivi sanitari). Per cui, confesso, approfittando dell'aspetto rustico del piatto ho tenuto alcune cozze aperte da parte e dieci minuti prima di spegnere ho praticato dei fori negli strati superiori e le ho adagiate vicino alle altre, poi ho ricoperto passabilmente e rimesso in forno. Di sicuro più saporite rispetto alle prime. Non è una soluzione elegante, lo so, ed è pure brigosa, ma è l'unica che mi sia venuta in mente :-/.

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    1. Ti dirò che pure io il pesce lo preferisco poco cotto, o meglio: la cottura a puntino del pesce richiede tempi brevissimi. Avevo sperimentato anche una tiella con le capesante, che però erano risultate gommose e quindi non l'ho pubblicata.
      In questa ricetta, al di là delle regole della sfida, quello che "frega" è il riso, che richiede tempi di cottura lunghi. Mi piace quindi moltissimo la tua soluzione di tenere da parte un po' di cozze e di aggiungerle al piatto 10 minuti prima della fine della cottura. Hai ragione, sconvolge aspetto e simmetria, ma di sicuro il sapore ci guadagna.
      Penso di provarci anch'io, sai? E grazie del prezioso suggerimento!!!!

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    2. Mi lasci a bocca aperta, spero la soluzione funzioni.
      Concordo, a partire dalla formulazione sulla cottura del pesce!

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NO VITALBIOS!!!