lunedì 3 giugno 2019

Pralina Crock e la prima lezione alla Scuola Tessieri con Noalya

Foto Fabio Latini - Noalya
Immaginate che a metà gennaio vi venga detto che in primavera comincerà un corso sul cioccolato presso la Scuola Tessieri, e vi venga chiesto se siete interessate. Esclamate “Sì, lo voglio” automaticamente, con l’entusiasmo di una mamma pancina a cui sia stata proposta procreazione eterna scevra da rapporti sessuali, perché a parlare non siete voi ma l’amore per il cioccolato che avete da quando avete scoperto luiPaul A. Young, e le sue meravigliose creazioni di cioccolato. 

Il momento tanto agognato finalmente arriva ai primi di marzo: sono aperte le iscrizioni al corso e voi, che per un mese e mezzo avete vissuto nel terrore di arrivare troppo tardi per esservi perse il post su FB, avete invece l’inaspettata botta di fortuna di essere collegate proprio nel momento in cui l’annuncio viene pubblicato, e rispondete tra le prime. Ricevuto l’OK prenotate il treno e l’agriturismo e attendete serenamente l’arrivo del grande giorno. Il pomeriggio prima della partenza vi telefona Elisa della Scuola Tessieri, per farvi sapere che verrà a prendervi in stazione (a 30 km di distanza) anche se arrivate tardi. Vi avevano già preannunciato la chiamata, ma qui parte la domanda inaspettata: “vuole fermarsi a cenare lungo il percorso?”. Rispondete di no, che vi arrangerete mangiando qualcosa in treno, e non ci pensate più: siete maggiorenni e vaccinate, abituate a viaggiare, e una cena in treno non vi fa né caldo, né freddo. Arrivate in stazione puntuale, trovate Elisa e il marito ad attendervi insieme ad Angelika, un’amica con cui frequenterete il corso e che parimenti aveva declinato l’offerta di cenare a ora tarda, e vi avviate. Giunte a destinazione vi viene consegnato un sacchetto con due panini (squisiti), un frutto e una bevanda: “visto che non vi fermavate a mangiare, abbiamo pensato che avreste gradito”. A quel punto siete letteralmente senza parole, perché un’accoglienza così affettuosa – non riesco a trovare un altro termine per descriverla – non ve la sareste mai aspettata. 

Ecco, questa è stata la cifra dell’accoglienza che ci è stata riservata alla Scuola di cucina Tessieri per tutto il tempo che siamo rimaste: affettuosità. Ci siamo sentite come persone di famiglia, l’impressione era che noi stessimo dando un grandissimo piacere alla famiglia Tessieri e al loro affiatatissimo team, con la nostra sola presenza. 


Noi chi? Sto parlando di una parte della Community di MTChallenge (la Community più longeva del web a livello mondiale, sapevatelo 😊) che, grazie all’instancabile opera di diffusione della cultura alimentare della nostra Sabrina Fattorini, ha avuto la straordinaria possibilità di accedere a una formazione di livello come questa.

Scuola Tessieri: l'ennesima scuola di cucina? Non proprio.
Il progetto parte da lontano, dall'amore che Alessio Tessieri ha per la sua terra di origine, la campagna pisana. Alessio è uno dei massimi esperti mondiali di cioccolato, ma è anche consapevole che per diffondere la cultura del buon cioccolato occorre formare adeguatamente il Personale. D'altra parte si rende conto che la grave crisi economica che sta attraversando il Paese, fa sì che i giovani emigrino altrove a cercare lavoro e da qui parte l'intuizione: radunare attorno a se' le eccellenze in campo di ristorazione per formare i giovani del territorio e immetterli successivamente nel mondo del lavoro del territorio stesso: un circolo virtuoso che si rivela una carta vincente nelle sue mani.
Il Corpo Docenti della Scuola Tessieri annovera Chef stellati di altissimo livello, maestri pasticceri riconosciuti a livello nazionale e internazionale, campioni mondiali e nazionali che hanno solcato le più importanti cucine e pasticcerie del mondo. E ancora titolari di pasticcerie pluripremiate, esperti e profondi conoscitori degli alimenti, delle conservazioni e delle materie prime. Personalità che hanno fatto della cucina la propria vita, con passione e dedizione, continuando a cercare stimoli, a esplorare nuove concezioni e a mettersi continuamente in gioco, plasmando e credendo in nuovi talenti, che potrebbero diventare il futuro della pasticceria e della cucina italiana e internazionale.

E' in questo clima fervido di attività e sperimentazione che si è svolto il nostro primo corso sul cioccolato: abbiamo ripercorso insieme allo Chef Raffaele Musacco la storia del cioccolato e studiato le fasi di coltivazione e trattamento del cacao prima di trasformarsi nelle deliziose tavolette che tutti conosciamo. Il pomeriggio ci ha sorprese con le dita nella cioccolata con la lezione di pralineria, durante la quale abbiamo realizzato 3 tipi di cioccolatini farciti con le ganache più golose.

Noi all'opera, foto Fabio Latini - Noalya
Golose perché la materia prima di partenza era di qualità eccezionale: Alessio Tessieri è uno dei massimi esperti mondiali di cioccolato e già nel 1989 aveva aperto con la sorella Cecilia una fabbrica di cioccolato, sempre nella sua amata Toscana, recuperando vecchi macchinari e combattendo sul mercato. Strappa la famosa varietà Chuao ai francesi, che pagavano ai Campesinos, poverissimi, solo $ 1,40 per ogni kg di cacao coltivato: lui ha offerto loro 4 dollari al kg, con un adeguamento al rialzo basato sull'andamento della Borsa di New York, per garantire loro condizioni di vita dignitose.
Lasciata la storica azienda di famiglia, finita nel frattempo nelle mani di un gruppo di investitori cinesi, fonda la scuola di alta cucina a Ponsacco, e piano piano matura l'idea di tornare al suo primo amore, il cioccolato.

Acquista in Venezuela una piantagione di cacao Criollo, la varietà più pregiata ma dalla resa più bassa per ettaro, consapevole che la qualità del prodotto finito è strettamente correlata a quella della materia prima, e paga ai Campesinos 10 dollari per ogni kg di cacao coltivato, assicurandone buone condizioni di vita. Di più: porta loro il prodotto finito, il cioccolato, dal momento che questi ignoravano totalmente a che cosa servisse l'oro nero che coltivavano. Quindi fonda Noalya, che significa Pace, e che produce un cioccolato semplicemente divino. Ovviamente non si limita alla piantagione in Venezuela, ma continua a girare instancabilmente il mondo per selezionare le piantagioni migliori e ottenere i migliori cacao per i suoi prodotti, di qualità elevatissima.

E' questa la cioccolata che abbiamo usato per realizzare, sotto l'egida di Raffaele Musacco, le nostre praline, e non vi dico il mio entusiasmo quando ho constatato che io - sì, io, quella che coi dolci ha poco a che spartire - sono riuscita a realizzare dei cioccolatini farciti bellissimi, oltre che squisiti!!!

Ma le sorprese non sono finite qui: mentre le praline si rassodavano nell'abbattitore Marianna, la moglie di Alessio e grande conoscitrice, ci ha fatto fare una degustazione guidata di cioccolati: un viaggio tra gli aromi e i profumi di una quindicina di tavolette di cioccolato fondente al 70%, alla scoperta dei molteplici profumi, aromi e sapori che ognuna di queste racchiude.

Foto Fabio Latini - Noalya
Insomma, io mi sono ri-innamorata del cioccolato, e mi sono innamorata della Famiglia Tessieri... e l'avventura continua! Sì, perché questo articolo è uscito con notevole ritardo rispetto alla prima lezione, avvenuta il 23 marzo, ma proprio la scorsa settimana si è svolta la seconda lezione, di cui vi parlerò a breve.
Foto Fabio Latini - Noalya
Nel frattempo volete provare a fare una pralina anche voi?


PRALINA CROCK
Ricetta dello Chef Raffaele Musacco
Foto Fabio Latini - Noalya
Per circa 20 praline

250 g di cioccolato extra fondente 67% Noalya 305

Per il ripieno:
250 g di pasta di nocciole pralinate
250 g di pasta di nocciole tostate
60 g di riso soffiato caramellato

Temperare il cioccolato e versarlo nello stampo. Il cioccolato prende l'aspetto del contenitore, quindi se useremo uno stampo lucido (in policarbonato) otterremo delle praline lucide, se ne useremo uno opaco (silicone), opaca sarà la finitura. Il risultato in ogni caso sarà squisito.

Foto Fabio Latini - Noalya
Attendere un paio di minuti battendolo energicamente sul piano di lavoro, per eliminare eventuali bolle: deve formarsi un guscio di cioccolato di 2 mm. Capovolgere lo stampo e far sgocciolare il cioccolato in eccesso su un foglio di carta forno, per poterlo poi recuperare. Passare una raschia sullo stampo mentre è capovolto, per eliminare il cioccolato in eccesso. Raddrizzare nuovamente lo stampo e passarlo in abbattitore, per solidificare il guscio.

Foto Fabio Latini - Noalya

Nel frattempo preparare la farcia mescolando insieme tutti gli ingredienti, e metterli in una sac-à-poche. Trascorso il tempo di riposo del guscio, riprendere gli stampi e riempirli con la farcia lasciando uno spazio di 2 mm.

Foto Fabio Latini - Noalya

Sbattere energicamente lo stampo sul piano di lavoro per appianare la farcia ed eliminare eventuali bolle. Ritemperare il cioccolato recuperato in precedenza e versarlo sullo stampo, per chiudere le praline. Batterlo ancora per eliminare le bolle, passare una raschia per eliminare il cioccolato in eccesso (che sarà sempre raccolto su carta forno: è troppo buono per sprecarlo!) e ripassare in abbattitore.

Foto Fabio Latini - Noalya

Sformare le praline e resistere alla tentazione di divorarle tutte! Raffaele le ha ulteriormente decorate immergendole in cioccolato fuso e aggiungendo della foglia d'oro, ma erano bellissime anche appena uscite dallo stampo!

Foto Sabrina Fattorini


1 commento:

Nella Apple Pie c'è posto per tutti, tranne i maleducati. :-)