lunedì 25 maggio 2015

Spaghetti al sugo di pomodoro e fragole Candonga


Quando dico che l'MTChallenge è una sfida con se stessi prima ancora che con gli altri, e che spinge a superare i propri limiti e pregiudizi, lo dico con cognizione di causa. :-)
Ad esempio ero convinta che del sugo di pomodoro mi desse fastidio perfino l'odore, ma ho scoperto che non è esattamente così: mi è capitato infatti in qualche periodo dell'anno, quando mia mamma andava da sua mamma ad assisterla, di preparare per mio padre dei vasetti di sugo di pomodoro perché potesse condirsi la pasta in settimana. Siccome capitava essenzialmente in inverno, preparavo il sugo con i barattoli di pomodori pelati, e sì, mi dava fastidio perfino l'odore di quei sughi.
Ma l'MTC di questo mese, in cui la bravissima Paola di Fairie's Kitchen ci ha sfidati su O' spaghetto ca' pummarola (con un post da incorniciare tanto è completo, preciso e ben fatto), mi ha fatto scoprire che il sugo fatto con pomodori freschissimi, maturi e di stagione è di una bontà incredibile. La voglio quindi ringraziare, perché senza questa sfida non sarei mai andata a fondo sul perché il sugo di pomodoro semplice non mi piace - da questo autunno mi faccio i pelati in casa! - e, last but not least, non avrei riscoperto un formato di pasta, gli spaghetti, che negli ultimi 18 anni hanno avuto poca e nulla cittadinanza a casa mia.

venerdì 22 maggio 2015

Spaghetti con sugo di pomodori e triglie



DRIIIIINNNN!!!

- Pronto?
- Ciao Pulcetta, come va? Tutto bene?
- Ciao Zia, tutto bene grazie.
- Senti, che ne diresti se Zia si autoinvitasse a pranzo da voi?
- Direi che posso darti i croccantini del gatto. Quelli che lui non vuole naturalmente, altrimenti chi lo    sente, se ti vede mangiare i suoi preferiti?
- Vabbè, allora passo. Preferisco gli spaghetti al pomodoro.

Quando l'MTChallenge chiama la Community risponde, e poco importa quanto sia difficile o poco consona al proprio gusto la ricetta: una via s'ha da trovare, perché la sfida più intrigante del Web è innanzi tutto una sfida a noi stessi e ai nostri limiti, e solo dopo diventa una sfida culinaria tra concorrenti.

Per me questo è stato chiarissimo fin da quando ho visto l'argomento di questo mese: O' spaghetto ca' pummarola proposto dalla bravissima Paola, vincitrice della scorsa edizione.

Una sfida nella sfida, sì, perché come ho già scritto altre volte in questo blog, causa overdose da piccola, se c'è un formato di pasta che detesto sono proprio gli spaghetti, e se c'è un sugo di cui mi dà fastidio perfino l'odore è proprio quello di pomodoro semplice.

lunedì 18 maggio 2015

White Asparagus Clam Chowder - Vellutata di asparagi bianchi e vongole


Poche cose allargano il cuore come guardare fuori dalla finestra e vedere un bel balcone fiorito.
E poche cose sono più rilassanti, dopo una lunga giornata in ufficio, dell'occuparsi delle piante, staccando fiori e foglie secche, badando che non si ammalino e innaffiandole.

L'anno scorso però le piante mi sono morte tutte, e in autunno avevo messo i vasi a riposo, ammassandoli in un angolo del balcone. Poi, intorno a fine marzo, ho trovato una bellissima pianta di gelsomino, che da allora certe sere spande il suo dolce profumo fino in strada, e siccome da cosa nasce cosa, mi è venuta voglia di rimettere in uso i vasi ammonticchiati lo scorso inverno. Per rimettere in uso intendo dire che li ho svuotati della terra che contenevano versandola in tre grossi secchi, poi ho sciolto i pani di radici secche che vi si intrecciavano buttando via i rami secchi e ho separato terra, pacciame di argilla e cocci da fondo vaso.
Poi ho spolverato e spazzolato i vasi, ne ho coperto il fondo con i cocci di drenaggio regolamentari e ho cosparso su tutti i primi 5 cm di terra asciutta. Immaginatevi le condizioni del mio balcone.

Lo stadio successivo è stato quello più divertente: acquistare nuove piante, metterle a dimora, riempire di terriccio gli interstizi, pressare la terra, pacciamarla e innaffiarla.
Ovvio che le condizioni del balcone, già discretamente pietose, a quel punto erano un disastro: terriccio ovunque, misto ad acqua vicino ai vasi che avevo innaffiato; secchio dell'umido con rametti secchi bene in vista e sacchetto della spazzatura con i vasi in cui avevo acquistato le piante in secondo piano.

E' esattamente a questo punto che la mia vicina ha deciso di uscire in balcone, e intravvedendomi dall'altra parte del vetro divisorio ha pensato bene di affacciarsi e salutarmi. Ed è stato esattamente in quel momento che, voltandomi a guardare il mio balcone con gli occhi di un estraneo, mi è venuta una gran voglia di scavalcare la ringhiera e buttarmi giù.

Ho salutato debolmente la vicina e le ho spiegato che avevo quasi finito di trapiantare i nuovi fiori e che di lì a poco avrei cominciato a pulire. Certo, certo, ha osservato lei, prima di mettere ordine si crea disordine, dopodiché si è messa a ciarlare, garrula, mentre io rispondevo, fiacca.
Terminata la conversazione ho finito gli ultimi trapianti e iniziato le operazioni di pulizia, che a dire il vero non hanno richiesto più di mezz'ora.
Solo che da allora la vicina non si è più affacciata.
Invano ho trascorso il resto del fine settimana uscendo in balcone più spesso che potevo; invano ho preso a canticchiare ogni volta che esco in balcone: ora che è tutto pulito e in ordine, ora che le piante hanno attecchito e i fiori stanno sbocciando rallegrando la vista e il cuore, la signora non esce più.
Qualcosa mi dice che dovrò attendere i prossimi grandi lavori, per vederla di nuovo.

mercoledì 13 maggio 2015

Lemon Chicken with Tomato Salad di Donna Hay per lo Starbooks


Nuovo mese, nuovo libro per noi Starbookers.
Questa volta abbiamo deciso di testare Donna Hay, un mostro sacro del food writing ed editing, per non parlare della food photography, che ha rivoluzionato il modo di presentare il cibo sulla carta stampata.

Oggi ho preparato per voi una semplice insalata di pomodori, arricchita dal petto di pollo "affogato" al limone.

Ricetta e responso si trovano qui.

lunedì 11 maggio 2015

Radiatori al ragù di polpo ubriaco per The Recipe-tionist


Due sono i contest della blogsfera culinaria a cui vale veramente la pena partecipare.
Uno è l'MTChallenge, che i miei lettori conoscono già, e l'altro è The Recipe-tionist, molto più impegnativo del primo ma anche molto più interessante, perché le regole impongono di andare a "frugare" tra le ricette del blog del vincitore, e replicarne qualcuna.


Proprio perché richiede il tempo di setacciare con attenzione un blog, ho sempre rimandato, causa cronica mancanza di tempo. Ogni mese mi prefiggevo di partecipare, ma regolarmente riuscivo a guardare le ricette solo a ridosso della scadenza, e senza il tempo di cucinare qualcosa.
Finché alla fine ho detto: basta, adesso non appena viene proclamato il vincitore mi metto a navigare nel suo blog! E così ho fatto.

La sfida di aprile è stata vinta da Giulietta, e mi sono messa d'impegno a cercare nel suo blog.
La mia scelta è caduta su una pasta al ragù di polpo, e giuro che è un puro caso che abbia scelto un primo piatto quando all'MTC la pasta secca è protagonista, questo mese: io questa pasta l'ho cucinata il 30 aprile, quando ancora non si sapeva la ricetta della sfida di maggio!!!


lunedì 4 maggio 2015

Torta di cavolfiore (Yotam Ottolenghi)


Ci sono ricette che ti piacciono talmente tanto, che le fai e le rifai quasi senza accorgertene; magari poi non le fotografi neanche, in fondo tu cucini per mangiare, non per il blog, giusto? Solo che se hai un blog di cucina e una ricetta è particolarmente riuscita, è molto più astuto vincere la tua proverbiale pigrizia e fotografare, anziché mangiare senza preoccuparti del web.

La prima volta che ho preparato questa torta avevo la Pulcetta a pranzo e un cavolfiore viola in frigo; avevo appena acquistato Plenty More di Ottolenghi e ne avevo già cominciato a sperimentare con successo alcune ricette: perché non provare anche questa?

mercoledì 22 aprile 2015

Pan di Spagna al pistacchio con mousse alle fragole e fragoline di bosco


Che l'MTChallenge sia una scuola di cucina in cui ogni mese il secondo Giudice mette umilmente a disposizione il suo sapere e la Redazione studia anche di notte per approfondire il tema e svelare trucchi e segreti, già lo sapevo. Negli anni ho sperimentato ricette, scoperto modi nuovi per preparare la stessa cosa, modificato le mie convinzioni sul "come si fa" questo o quello e cambiato la mia vecchia, fidata ricetta perché quella proposta dal secondo Giudice era migliore. Con l'MTC insomma, il vecchio adagio "non si finisce mai di imparare" ha acquistato un nuovo senso.

Quello che però non mi era mai capitato, era un MTChallenge che sovvertisse completamente le mie nozioni su una data ricetta. E' successo questo mese (immagino che prima o poi dovesse accadere), e del tutto inaspettatamente è accaduto con il Pan di Spagna.
Cioè, andiamo, il Pan di Spagna!!! La prima volta che l'ho preparato, sotto la stretta supervisione di mammà, avevo 7 anni e se c'è una base dolce che faccio anche a occhi chiusi, è esattamente quella. Ovviamente conoscevo la ricetta classica, che prevede di montare uova intere e zucchero insieme, ma non avendo trovato grandi differenze rispetto al metodo alternativo insegnatomi da mia madre, che a sua volta l'aveva appreso dalla sua, 9 volte su 10 lo preparo con la ricetta di famiglia.

E poi, a dirla tutta, il Pan di Spagna mi è perfino venuto a noia: non posso dire che non mi piaccia, ma siccome il 90% delle torte proposte da mia madre è a base di PdS, ho cominciato ben presto a ritenerli dei dolci scontati e banali.