lunedì 7 gennaio 2013

Calzoncelli al salmone e aneto


Una vecchia superstizione di Capodanno vuole che la prima persona che una donna debba incontrare il primo giorno dell'anno al di fuori dalle mura domestiche sia un uomo.
Non essendo superstiziosa non ci ho mai fatto caso, ma un'amica con cui quest'anno ho trascorso l'ultimo dell'anno ha ricordato la cosa a tutte le donne presenti, facendomi
riflettere sul fatto che nel mio pianerottolo - 4 appartamenti - abitano, oltre a me: una vedova, una signora separata e sua figlia e una famigliola composta da mamma, papà e due bambine. Ho quindi ben 6 probabilità su 7 di incontrare per prima una donna il giorno di Capodanno, e a rifletterci bene, la mamma delle due bambine ha 0 possibilità, visto che il marito non conta. Scherzando ho quindi detto alle amiche che il mattino dopo sarei uscita di casa con gli occhi chiusi per non correre il rischio di vedere le vicine, ma naturalmente il giorno dopo me ne ero già completamente scordata.

Il 1 gennaio dovevo andare da mia sorella. Scendo giù in garage con la pattumiera in una mano e un sacchetto di cose da caricare in macchina nell'altra. Apro la porta che conduce ai garage, che di solito, una volta aperta, rimane spalancata provocando interminabili discussioni condominiali, faccio 3 passi avanti per uscire, sento un tramestìo dietro di me e mi volto: è il signore del terzo piano. "Buongiorno, buon anno!" esclamo con un sorriso da un orecchio all'altro, e in quel momento la porta gli si chiude in faccia, con un suono secco che alle mie orecchie ha un che di definitivo. 
Quella porta bastarda si è chiusa in faccia all'uomo che ho incontrato per primo a Capodanno, senza che io potessi farci nulla perché avevo entrambe le mani impegnate. 
É allora che mi è tornata in mente la vecchia superstizione.


CALZONCELLI AL SALMONE E ANETO
Da: Sarah Busch - Focacce, tartine e pizze - Mondadori

Per circa 10 pezzi

Per la pasta
500 g farina 0
280 ml acqua
20 ml olio extravergine di oliva + altro per la ciotola
10 g sale
6 g di lievito di birra fresco (1/4 di cubetto)

Per la farcia
250 g salmone affumicato
125 g Philadelphia
1/2 limone (succo)
1 cucchiaio di punte di aneto tritate (oppure di erba cipollina)
pepe di mulinello
sale
1 uovo + 1 cucchiaio di latte (entrambi a temperatura ambiente) per spennellare


Preparare la pasta: setacciare la farina un paio di volte, fare la fontana sulla spianatoia, sbriciolare al centro il lievito di birra e versare acqua e olio. Impastare, aggiungere il sale e proseguire fino ad ottenere un impasto tenero ed elastico, che non si appiccichi al piano di lavoro. Ungere d'olio una ciotola e porvi la palla di impasto a lievitare, coprendola con un panno umido e tenendola al riparo da correnti d'aria (va bene anche il forno spento).

Preparare la farcia: lavorare in una terrina il Philadelphia con una generosa macinata di pepe, l'aneto (o erba cipollina) e il succo di mezzo limone, riducendolo in crema. Tritare il salmone e aggiungerlo alla crema, mescolando per amalgamare bene il tutto. Assaggiare e regolare di sale (di solito non ce n'è bisogno).

Quando l'impasto ha raddoppiato di volume rilavorarlo brevemente, farlo riposare per 5 minuti, poi stenderlo sul piano leggermente infarinato prima con le mani e poi aiutandosi con il mattarello, fino a raggiungere lo spessore di 3 mm. 
In questa fase l'impasto tenderà a tornare indietro: quando succede non insistete, ma fatelo riposare per 5 minuti prima di ricominciare a stenderlo, per evitare di strappare le maglie del glutine, compromettendo l'ultima lievitazione.
Ricavare dall'impasto dei dischi di 7-10 cm di diametro e farcirli con una cucchiaiata di composto. Inumidire leggermente i bordi e chiudere i calzoncelli, sigillandoli bene con i polpastrelli e poi con i rebbi di una forchetta, per creare un motivo decorativo.

Disporli sulla placca da forno distanziandoli un poco e farli rilievitare per una ventina di minuti. Spennellarli quindi con l'uovo sbattuto insieme al latte (mi raccomando, entrambi a temperatura ambiente!) e farli cuocere nel forno preriscaldato a 180-190 °C per 20-23 minuti.
Al termine della cottura sollevarli e "bussare" sul fondo con le nocche: se suona vuoto sono cotti, se suona pieno trasferirli sulla griglia del forno, spostarli all'ultima tacca in basso, abbassare la temperatura di 10 °C (coprendoli con un foglio di alluminio se fossero già ben dorati) e farli cuocere per altri 5 minuti o finché bussando con le nocche sul fondo, questo non suoni vuoto.

Farli raffreddare su una gratella e servire.

9 commenti:

  1. Non conoscevo questa superstizione, sto cercando di ricordare chi ho incontrato fuori casa il primo Gennaio e mi sembra sia proprio stata una collega antipatica :-(

    I calzoni sembrano deliziosi!

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  2. bè, pazienza la porta, almeno il primo è stato un uomo. Questo se ci credi eh? Che a pensarci bene una superstizione tanto sessista può essere stata inventata solo da un uomo o da una donna di quelle che lasciamo perdere....Calzoncelli favolosi

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  3. L'ho scoperto anche io quest'anno a capodanno... vedi, pur non essendo insieme, siamo state unite nelle informazioni :D
    I tuoi calzoncelli sono extra!

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  4. Questa ricetta è la prima che salvo nel 2013 :D Strepitosa! Da rifare subitissimo. Da me si dice che è fondamentale fare gli auguri a un uomo a Capodanno... direi che è più facile così :P

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  5. Ciao Mapi son passata a salutarti e a ringraziarti ancora per il glogg del quale ho visto il post. Spero che ci sarà l'occasione di rivederci e magari prima che passi un anno, ancora auguri e un abbraccio
    Carla Emilia

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  6. Neanch'io conoscevo questa superstizione, e non ricordo neppure chi sia stata la prima persona incontrata quest'anno!
    I calzoncelli sono uno spettacolo Mapi :-)

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  7. Ciao,
    complimenti per le ricette e le splendide immagini,
    è nata una nuova community di food bloggers italiani, foodbloggermania.it
    Ci piacerebbe che tu entrassi a far parte.
    Se ti va inserisci il tuo blog sul nostro portale e registrati a questo link
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    Grazie e scusa il disturbo!!

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  8. Mai sentita, ma mi hai fatto ridere un monte al pensiero della sindone dell'omino stampata sulla porta! Ed in ogni caso la maledizione si è rivoltata contro il tipo e non te.
    Questi calzoncini non hanno nulla di maledetto, semmai proprio il contrario. Perfetti per il mio prossimo aperitivino.
    Sempre bellissimo leggerti. Un bacione, Pat

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  9. Ciao, ho appena trovato il tuo blog e volevo solo lasciarti un salutino. Sò che hai un post più nuovo di questo ma questi calzoncelli mi hanno proprio "chiamata", sembrano davvero buoni.

    Un saluto cordiale, se ti va passa a visitarmi, io intanto ti metto nei miei RSS's per non perderti di vista :)

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NO VITALBIOS!!!