lunedì 17 luglio 2017

Sgombri in scapece


Immagine tratta dal libro Tapas Revolution
Ci sono ricette che fai spessissimo, senza che ti venga mai la voglia di fotografarle. 
Un po' perché non sono facili da ritrarre, un po' perché la tua abilità fotografica è decisamente scarsa, e un po' per pigrizia. Devo dire che la pigrizia qui è motivata dalle altre due motivazioni: già gli sgombri in scapece sono difficili da rendere bene, io non sono una grande fotografa e in più, sì, mi manca un prop importante: il piatto di servizio arancione e rosso fuego usato dal fotografo del libro: perché diciamocelo, senza quel piatto di servizio, anche la foto del libro tutto sommato non sarebbe stata un granché. 😉

Sabato mattina, andando al mercato dal mio banco del pesce di fiducia intenzionata a comprare solo cozze, non ho saputo resistere alla tentazione degli sgombretti che mi facevano l'occhiolino dal loro letto di ghiaccio. "Chissà che non mi venga la voglia di fotografarli, questa volta?", mi sono detta, mentre infrangevo la mia ferrea determinazione e aggiungevo alle cozze dei tranci di tonno e, appunto, gli sgombretti. Solo quattro, mi sono detta; dieci, ne ho portati via, e li ho cucinati tutti in scapece, triplicando le dosi della ricetta di quel bel figliuolo di Omar Allibhoy, che tanto mi era piaciuta fin dalla prima volta che l'avevo provata.
E no, non li fotografo neppure questa volta. Me li mangio e basta, però la ricetta questa volta la pubblico. 😁

SGOMBRI IN SCAPECE (CABALLA EN ESCABECHE)
Da: Omar Allibhoy - Tapas Revolution - Ebury Press

Immagine tratta dal libro Tapas Revolution

Per 4 persone
Tempo di preparazione: 10 minuti + 2 ore di marinatura

4 sgombri piccoli, eviscerati, senza testa e sfilettati (fatelo fare dal pescivendolo)
3 cucchiai di olio extravergine di oliva + altro per friggere
1/2 cipolla dorata affettata sottilmente
1 piccola carota tagliata a julienne
4 spicchi d'aglio in camicia
1 foglia di alloro
3 grani di pepe nero schiacciati
1 rametto di timo fresco
1 cucchiaino di paprika dolce
2 cucchiai di aceto di sherry o altro aceto di vino
200 ml di vino bianco secco
Sale marino
Pepe nero macinato al momento


Sciacquare gli sgombri sotto l'acqua corrente e tamponarli con carta da cucina.
Scaldare l'olio in una padella a fuoco medio e cuocervi cipolla e carote per 5 minuti circa, finché la cipolla diventi morbida e traslucida.
Schiacciare gli spicchi d'aglio, lasciando loro la pelle, e metterli in padella insieme alla foglia di alloro. Cuocere un paio di minuti, quindi aggiungere i grani di pepe schiacciati, il timo e la paprika dolce (Allibhoy dice che volendo si può usare anche quella forte, ma che lui preferisce quella dolce). Dopo qualche secondo versare l'aceto e il vino: occorre farlo in fretta, per evitare che la paprika bruci. Tenere da parte.

Scaldare poco olio in un'altra padella, condire i filetti di sgombro con sale e pepe e friggerli su fiamma alta dal lato della pelle per un minuto: non devono cuocere del tutto, a questo stadio.
Toglierli dalla padella e accomodarli in una teglietta dove stiano stretti, con la pelle verso il basso.

Portare a ebollizione lo scapece tenuto da parte e versarlo sugli sgombri. Coprire con un foglio di carta forno e sigillarlo con un foglio di alluminio, quindi lasciar marinare il pesce per 2 ore, prima di servirlo.

Gli sgombri in scapece possono essere serviti tiepidi subito dopo la marinatura, o freddi il giorno dopo. Possono anche essere scaldati al microonde per 30 secondi, ma non scaldateli più di una volta.

Note della Apple Pie

Sono davvero buoni, semplici e veloci da fare.
Avendone fatti molti, ho porzionato quelli che non ho mangiato entro il giorno dopo, mettendoli nei sacchettini da freezer insieme a due cucchiaiate di verdure dello scapece, e li ho congelati per consumarli nei giorni successivi: risolvono felicemente una cena, basta passarli dal freezer al frigo al mattino, et voilà.

4 commenti:

  1. Mamma che buoni! Da quel libro continuano ad uscire meraviglie! In freezer ho due sgombri e mi sa che presto li faró così! Grazie mille e buona giornata!

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  2. Sorrido leggendo il tuo post perchè succede anche a me di preparar dei piatti che ormai fanno parte della mia routine culinaria (direi buonissimi visto che i miei commensali lasciano il piatto vuoto) ma che fotograficamente non rendo non sono accattivanti e quindi rinuncio allo scatto. Hai fatto bene a pubblicare la ricetta anche se gli scatti non sono tuoi perchè in questo modo posso provare anch'io gli sgombri in scapece grazie 😊

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    1. E' la politica che ho adottato, da un paio di anni a questa parte: se le mie foto sono particolarmente brutte o se semplicemente non ho voglia di fotografare, uso la foto del libro citando la fonte. E' un peccato non condividere un'ottima ricetta solo per le foto!
      Grazie e un abbraccio.

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