lunedì 6 febbraio 2017

Crostata di mele Annurca alla crema per celebrare il secondo Raduno dell'MTC


L'MTChallenge, a cui ho cominciato a partecipare prima di aprire questo blog, è stato e rimane la ragione della sopravvivenza di questo mio spazio, che diversamente avrebbe chiuso i battenti già da diversi anni. Questione di amicizia, quella autentica che mi lega ad Alessandra Van Pelt Gennaro, Flavia Galasso, Fabio D'Amore e Anna Luisa Vingiani; ma anche voglia di imparare e mettersi in gioco, cucinare e divertirsi insieme alla Community più bella della blogsfera, che è nata e si è andata arricchendo negli anni. 

Perché MTChallenge è molto più di una sfida culinaria, o di una scuola di cucina: è una vita, che ruota attorno a una Community eterogenea di persone  molto ben consolidata, grazie alla guida carismatica di Alessandra (la cosiddetta Dittatura Illuminata della Van Pelt 😄).
In un mondo legato al fuoco fatuo della visibilità quale è la blogsfera, questa è una Community unica nel suo genere, perché fatta di persone vere. La finzione qui non trova posto, chi entra nel gruppo sperando di ottenere solo visibilità finisce con l'abbandonarlo, perché non è questo lo scopo del nostro stare insieme. Ogni singolo componente è così unico e speciale, che la Community non sarebbe la stessa senza di lui. Questo vale anche per le new entries, che arricchiscono e allargano il gruppo, tanto che non riuscirei a pensare la nostra Community senza di loro. Persone arrivate da poco come Giuliana, Elisa e Katia e Silvia, (una no blogger che guarda caso ha appena vinto) sono indispensabili al gruppo tanto quanto gli altri, e sono diventate così intrinsecamente parte del tessuto della Community, che mi sembra ne facciano parte da sempre.

E' questo il retroterra su cui si è innestato il Secondo Raduno dell'MTChallenge: al di là della sempre più appassionante sfida di cucina, che come Alessandra ci ha ricordato ancora in questi giorni rimane sempre fondamentalmente un gioco, la voglia di rivederci e di conoscere altre persone era troppo forte. La location scelta è stata la splendida città di Napoli, di cui mi innamoro ogni volta che ci vado, e la perfetta organizzazione di Fabio ha fatto sì che tutto filasse liscio, nonostante fossimo in 72. Ognuno di noi si è sentito coccolato e a casa, ogni minimo dettaglio era stato pianificato e ho il sospetto che fosse stato approntato anche un manuale degli imprevisti.


Attendevo da mesi il 13 gennaio per riabbracciare gli amici della Community che già conoscevo e conoscere e abbracciare quelli che ancora non avevo incontrato di persona; pazienza se ho perso il treno per un soffio, e saltando su quello seguente ho pagato un'enormità (avevo un biglietto promozionale e non rimborsabile), la gioia di rivedere tutti era tale che ho fatto spallucce e mi sono detta che andava bene così.
Arrivo a ora di pranzo all'Hotel Renaissance, vicino alla centralissima Piazza Municipio, e cominciano saluti, baci e abbracci entusiastici a mano a mano che le persone arrivavano. Siamo usciti tutti insieme per un pranzo con cibo di strada (un cuoppo di fritti), poi ci siamo divisi in due gruppi, per due visite guidate della città. Sono stata nella splendida Napoli diverse volte, e il tour che ho scelto è stato quello del Museo Presepiale alla Certosa di San Martino, accanto a Castel Sant'Elmo.

Foto Cuocicucidici
Guidati dalla bravissima Ludovica abbiamo scoperto i segreti e la storia del Presepe, e ammirato presepi antichissimi e stupendi, vere opere d'arte. La cena tradizionale napoletana del venerdì sera, inizio ufficiale del Raduno, ci ha riuniti nel ristorante dell'Hotel, all'ultimo piano del palazzo, con una magnifica veduta del Vesuvio (ok, di notte non si vedeva, ma il mattino dopo a colazione sì! 😉).

Il 14 mattina tutti in pullman, alla volta di Caserta! Erano in programma infatti una visita al Caseificio Il Casolare, dove abbiamo assistito alla preparazione della mozzarella di bufala (e dove abbiamo messo mano al portafogli per acquistare i loro squisiti formaggi) e una visita da Franco Pepe per il pranzo (la pizza migliore che abbia assaggiato in tutta la mia vita) e dove era previsto un workshop sulla pizza che purtroppo non ha potuto avere luogo, perché abbiamo tardato con la visita al caseificio.
Foto Cuocicucidici
L'appuntamento culturale del pomeriggio è stato fantastico: abbiamo visitato la magnifica Reggia di Caserta, e a ogni sala dicevo tra me e me che Versailles in confronto è la dimora di campagna.

Cena tipica napoletana in trattoria alla sera e poi tutti a nanna, perché il mattino dopo avrebbe avuto luogo il mercatino di beneficienza.
Noi di MTChallenge infatti sosteniamo da anni, con i proventi dei nostri libri, Piazza dei Mestieri, un progetto di recupero dei ragazzi che hanno abbandonato la scuola, insegnando loro un mestiere e inserendoli nel tessuto sociale. Animato da Flavia e dalla sua valletta Cinzia, il mercatino è un momento di grande divertimento e allegria, ma anche di profonda generosità: noi partecipanti abbiamo portato attrezzi di cucina, ingredienti particolari, libri e riviste; il pittore Alessandro Colonnetta ha donato un quadro, che è stato messo all'asta e aggiudicato da Vittoria. Tutto il ricavato del mercatino è stato devoluto a Piazza dei Mestieri, per pagare borse di studio ai ragazzi.

Al termine di una tre giorni piena di affetto, abbracci e risate, abbiamo ricevuto un gradito omaggio dal Pastificio Gentile di Gragnano, un pastificio artigianale che usa grani altamente selezionati, trafilatura al bronzo ed essiccazione naturale, ottenendo un prodotto di altissima qualità.

Affetto, abbracci e risate dicevo, in compagnia della Redazione dell'MTChallenge (oltre ai sopra menzionati Alessandra, Fabio, Anna Luisa e Flavia c'erano Cristiana, Mai, Francesca, Giulietta, Giulia, Alice, Ilaria e Dani) e di tanti amici vecchi e nuovi: Valentina, Lucia, Rossella e suo marito Giovanni (con cui ci dicevamo che, pur abitando vicini, ci tocca andare a Napoli per vederci), Sara (con cui abbiamo rievocato la prima volta che ci siamo conosciute, anni fa, perché avevamo entrambe vinto un contest tra blogger), la carissima Manuela, Sandra, amica di vecchia data, Sabrina (idem), Chiara, Giuliana, Elisa, Marianna, AntoniettaPaola, PattyPatty, Annarita e il suo delizioso frugoletto Dario, la deliziosa Francesca-Acquolina e la dolcissima mamma Francesca "la nuova", Ambra e l'amica Starbooker Patrizia (che ha festeggiato con noi il suo compleanno), Chiara, Flaminia, Maria Teresa, Rosaria, Gaia, Corrado, Juri, Marina, Susy, Pasqualina, Marica, Silvia, Fabio, Cristina, Anna Laura e Mario.

Ho citato Mario per ultimo, last but not least, perché è stato uno dei primi blogger che ho conosciuto quando ho aperto questo spazio; mi aveva regalato un cornino napoletano portafortuna quando aveva saputo che avevo aperto il blog, facendomi commuovere; questa volta si è presentato da Franco Pepe, e quando è andato via mi ha consegnato un pacchettino: mezzo kg di mele Annurca e un vasetto di confettura di fichi. Ecco, per me questo dono è stato un po' l'emblema dell'MTChallenge: un luogo dove le amicizie vere nascono e si consolidano attraverso la comune passione per la cucina. Un luogo arricchente di scambi e consigli. Un luogo che ti permette di essere insieme a tanti amici, anche quando stai spignattando da sola nella tua cucina.

CROSTATA DI MELE ANNURCA ALLA CREMA


Per uno stampo di 28 cm di diametro dal fondo amovibile

Per la frolla:

300 g di farina 00
150 g di burro freddo
80 g di zucchero semolato
1 uovo
1 limone non trattato (scorza grattugiata)
1 pizzico di sale

Per il ripieno:

500 g di mele Annurca
1 limone (succo)
200 ml di latte intero
200 ml di panna fresca
70 g di zucchero
2 tuorli
2 croissants raffermi
3 cucchiai di confettura di mele cotogne (l'ho preparata in ottobre seguendo questa ricetta, ma dimezzando le dosi di zucchero; in alternativa usate confettura di mele o di albicocche)

Per completare:

2 cucchiai di zucchero di canna chiaro
1 cucchiaino raso di cannella in polvere
¼ di cucchiaino di chiodi di garofano pestati
200 g circa di Gelatina di albicocche


La sera prima preparare la pasta frolla: mettere nella ciotola della planetaria la farina setacciata 2 volte, il sale, la scorza di limone grattugiata e il burro freddissimo tagliato a dadini. Montare la frusta a foglia e avviare l'apparecchio a bassa velocità, fino a ottenere un composto bricioloso. Aggiungere lo zucchero e l'uovo e fare andare l'apparecchio fino a quando l'impasto risulti appena ammassato. Non lavorarlo troppo, o si rischia di ottenere una frolla troppo dura. Avvolgere in pellicola trasparente e far riposare in frigo tutta la notte.

Il giorno dopo stendere la pasta tra due fogli di carta forno a 5 mm di spessore (io uso degli anelli di gomma che applico alle estremità del mattarello, per ottenere un impasto dallo spessore omogeneo), avvolgerla per intero sul mattarello e srotolarla sulla teglia. Sistemarla per bene, quindi rifilare i bordi con un coltello, punzecchiare il fondo con i rebbi di una forchetta e farla riposare in freezer per mezz'ora.

Nel frattempo sbucciare le mele, togliere il torsolo e tagliarle a fettine di 5 mm di spessore, mettendole via via in una terrina in cui avrete messo il succo di limone e rigirandole, perché non si ossidino.

Preriscaldare il forno a 180 °C in modalità statica e posizionare la griglia nella parte più bassa del forno.

Togliere la teglia dal freezer e spalmare sul fondo la confettura di mele cotogne (oppure di albicocche, se non l'avete). Spezzettare i croissant raffermi e distribuirli nel guscio di frolla, sopra alla confettura.  Passare la teglia in frigorifero, mentre si prepara la crema inglese.

Preparare la crema inglese: mettere in un pentolino il latte e la panna e farli scaldare, portandoli quasi al bollore. Nel frattempo montare i tuorli con lo zucchero, ottenendo un composto chiaro e spumoso. Versarvi a filo il latte e la panna bollenti mescolando con una frusta, poi rimettere tutto nel pentolino e sul fuoco, e cuocere mescolando continuamente con una frusta finché la crema non avrà raggiunto gli 85 °C e si sarà addensata quel tanto che basta da velare un cucchiaio. Spegnere il fuoco e abbattere la temperatura ponendo la pentola in un bagno maria di acqua e ghiaccio, mescolando per 5 minuti circa.

Mescolare in una ciotolina 2 cucchiai di zucchero di canna chiaro (o zucchero semolato, se non lo avete), la cannella e i chiodi di garofano macinati.

Togliere il guscio di frolla dal frigo e versarvi la crema in modo uniforme, così che i pezzetti di croissant la assorbano in parte. Disporvi sopra le fettine di mela, cospargerle con il mix di zucchero e spezie, quindi rivestire esternamente lo stampo con un foglio di alluminio (serve a trattenere il burro che inevitabilmente si scioglierà e che diversamente colerebbe sul fondo del forno, bruciandosi e appestando casa) e infornare, facendo cuocere la crostata per 45 minuti. Trascorso questo tempo togliere dal forno e far raffreddare la crostata nello stampo.

Sciogliere la gelatina di albicocche in un pentolino e versarla sopra alla crostata aiutandosi con un cucchiaio, per lucidarla. Far raffreddare completamente e servire.

Sì, lo so, le mele della foto sono delle Gala. Le Annurca sono tutte sulla crostata. 😊

Note della Apple Pie

E' sempre meglio preparare la frolla il giorno prima, perché i sapori si amalgamano meglio e la pasta diventa più "frolla", risultando tenera in cottura.
Tutte le crostate inoltre sono più buone il giorno dopo essere state cotte, quindi l'ideale sarebbe programmarne la preparazione.

Per mettere la pasta frolla stesa nello stampo, è necessario avvolgerla completamente attorno al mattarello, prima di sollevarla: la frolla infatti è al contempo pesante e fragile, e se si fa diversamente si rompe. Avvolgendola completamente invece, può essere srotolata con calma e con cura nello stampo.

Il riposo in freezer serve a stabilizzare la frolla e a impedire che il guscio si ritiri durante la cottura.

Cuocere le crostate con ripieno umido posizionando la griglia nella parte più bassa del forno, fa sì che il fondo si cuocia perfettamente e non si abbia all'assaggio quella sgradevole sensazione "di crudo" data dalla frolla bagnata.

12 commenti:

  1. Eccomi! Ho letto tutto. Come al solito sei maestra e io mi godo ogni parola dei tuoi post. È uno spettacolo questa che faccio al più presto per celebrare la nostra amicizia, nata virtualmente ma che conservo cara nel cuore! Che Dio ti benedica sempre cara Mapi! Un abbraccio!

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    1. Maestra de che? ^_^ Sono io che ti ringrazio per la tua amicizia: è uno dei doni più preziosi che mi abbia fatto l'MTC!!!

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  2. Splendido questo tuo racconto dettagliato e pieno d'emozione di quei meravigliosi tre giorni. Rivedendoti ho provato la stessa emozione dell'abbraccio a Campo di Marte quando ci siamo conosciute, perchè è proprio questo lo spirito del gruppo la grande gioia di ritrovarsi.
    La mela annurca l'ho assaggiata proprio a Napoli la domenica sera in una piccola trattoria dove offrendoci il loro distillato di mele, chiacchierando e chiedendo le caratteristiche della mela ce ne hanno offerta una, ecco anche questa è Napoli.
    La tua crostata è sicuramente meravigliosa e con un profumo particolare.
    Grazie un abbraccio

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    1. Gioia di ritrovarsi e di condividere nella vita reale un affetto nato in quella virtuale.
      Che bella la nostra Community, che fa stringere amicizie vere in un mondo che sembra dominato solo dall'apparire e non dall'essere! Che bello trovare persone che sono, e non hanno bisogno di fingere!

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  3. Ho conosciuti Mapi un pò di anni fa che ancora non avevo i quadrupli menti. Una persona speciale con lo sguardo di una ragazzina e da allora tra alti e bassi del nostro quotidiano non ci siamo mai persi di vista anche senza la necessità di uno scambio "pubblico". La stima e l'affetto sono anche così, la forma è importante ma non è essenziale.
    Sono contento che ti siano piaciute le annurche e spero anche la confettura. Sono cose piccolissime ma spero che siano state portatrici di un bel messaggio, ripeto, di stima e di affetto.
    E poi...ma quanti spunti interessanti dalla sua cucina :)
    Un super abbraccio e grazie :)

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    1. Anch'io quando ci siamo conosciuti avevo 10 kg di meno: il tempo passa, la gola cresce e la stima anche.
      E' stato un enorme piacere riabbracciarti, caro Mario!!! E grazie ancora per le mele e la confettura: delle prime ho già fatto buon uso, per la seconda sto meditando una degna fine!
      Un abbraccio.

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  4. Oddìo non capisco la faccenda degli anelli sul mattarello. Vedo però che hai un serio mattarello, mica quei cosi coi manici decorativi e corti corti :).
    Le annurche sono le mie mele preferite. E in questa torta c'è quasi, dico quasi, lo zucchero che ci metterei io (diminuirei quello della crema, perché le mele cotte vengono già dolcissime di per sé :PPPP).

    Il fagottino rosa è meraviglioso.

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  5. La storia degli anelli è facilissima in realtà: ci sono in commercio degli anelli in gomma di spessore differenziato, da 1 mm a 7 mm, che inserisci alle due estremità del mattarello (nella foto ho messo quelli che ho usato io). Il mattarello quindi non tocca il piano di lavoro, in quanto è tenuto su dagli anelli. La pasta frolla quindi viene stesa allo spessore degli anelli stessi. :-) Guarda il link che ho messo, è più facile a farsi che a dirsi.
    E sì, ho una passione per i mattarelli seconda solo a quella per i coltelli: quello che vedi in foto è il mio preferito, il mattarello da sfoglia emiliana lungo un metro; l'altro è lungo 60 cm, mentre quelli più corti li uso solo raramente (per non dire mai), perché quelli grandi sono più comodi.
    Anche mia sorella l'ha trovata un po' troppo dolce per i suoi gusti, mentre per me e per il resto della famiglia era perfetta. ;-)
    E quel fagottino rosa era una delizia, una bimba tranquilla e serena che è stata in braccio a tutti per un intero fine settimana, senza farsi praticamente sentire. <3
    Un abbraccio, carissima!

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  6. Deve essere buonissima come del resto tutto quello che esce dalla tua cucina...ma io non capisco perché devo avvolgere la teglia da fuori con la carta alluminio. Perché tu hai usato quella che si apre ? Dici che fuoriuscirebbe il burro sciolto? Scientificamente provato, empiricamente intendo ?
    Baciiii !

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    1. Ciao Marina, innanzi tutto grazie. :-)
      Ho usato una teglia per crostate dal fondo amovibile, che non è a tenuta stagna come lo stampo a cerniera. E' perfetto per sformare le crostate senza romperle, ma ha il difetto che il burro che inevitabilmente si scioglie in cottura, cola sul fondo del forno, bruciando e appestando la casa. Rivestendo lo stampo con l'alluminio, si raccoglie il burro e non si deve pulire il forno dopo. ;-) Se invece usi un classico stampo a cerniera, non hai bisogno di seguire questo accorgimento.
      Un abbraccio.

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  7. Carissima Mapi, ho il solito pc che si spegne di continuo e non riesco a scrivere questo commento. Ma ci riprovo per la terza volta, perché voglio proprio dirti che condivido ogni parola relativa al gruppo Mtc, e che mi sono emozionata leggendo il mio nome nel tuo post.Sono sempre più contenta di aver conosciuto, grazie a questo magico gioco, persone così vere da far sembrare non vera la realtà concreta.Ho aperto il blog soprattutto per Mtc e per l'entusiasmo di persone come Flavia e te. Non finirò mai di stupirmi e ringraziarvi. Spero solo di abbracciarvi davvero, prima o poi. Intanto, un abbraccio virtuale.

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    1. Katia carissima, quando dico che le new entries fanno parte integrante della Community tanto quanto "i vecchi", esprimo esattamente quello che penso e sento. All'MTChallenge il nonnismo è inammissibile perché non ha proprio senso. Ognuno dà il suo prezioso contributo ed è quindi indispensabile. Le uniche persone di cui non abbiamo bisogno (e che infatti nel tempo se ne sono andate) sono quelle che si pongono come "le più brave", "le migliori", "le maestrine". All'MTChallenge si valorizzano le competenze di ognuno, e quindi si insegna e si impara allo stesso tempo, con umiltà. Il secondo giudice lanciando la sfida mette a disposizione di tutti le sue competenze; quando però nelle altre sfide è un semplice concorrente, impara. Tu ti sei inserita alla perfezione chez nous proprio perché hai il tranquillo atteggiamento umile di una persona normale, che sa di aver tanto da imparare, ma che può anche dare tanto. E quindi è naturale che, avendolo avvertito, ti abbia nominata. Semplice, no? ;-)
      Grazie di esserci!
      Un abbraccio.

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