mercoledì 27 marzo 2013

VELLUTATA DI TOPINAMBUR CON CIALDE DI CIOCCOLATO E PECORINO - Starbooks!



Lo Starbooks di questo mese è giunto alla sua puntata conclusiva, ed è ora di tirare le somme sul libro esaminato.
Chiunque segua il mio blog già da un po’ sa che io adoro Paul: lo ritengo un genio assoluto e concordo pienamente con Alessandra, quando dice che questo libro dovrebbe avere un’esposizione preferenziale nelle librerie tra i libri di cucina, al posto delle emerite
boiate che impazzano in questo periodo (e non parlo solo dei libri di Benedetta Parodi…).

Un appunto da fare ce l’ho però, e riguarda l’edizione italiana del libro, che io possiedo oramai da due anni. Confesso che quando lo abbiamo scelto per lo Starbooks mi è venuta la tentazione di acquistarlo in lingua originale, perché la traduzione lascia davvero a desiderare e lo dico con cognizione di causa, essendomi laureata alla Scuola Superiore per Interpreti e Traduttori un bel po’ di anni fa. Se c’era una cosa su cui i nostri docenti insistevano, era quella di specializzarci in un dato linguaggio tecnico e accettare lavori solo e unicamente per quel settore. Le traduzioni giuridica, chimica, medica e culinaria differiscono enormemente tra loro proprio per il linguaggio utilizzato, che non è fungibile. A mano a mano che si traducono manuali, contratti o altro, si acquisisce anche una certa competenza in materia, che aiuta moltissimo.

Ecco, la traduttrice di questo meraviglioso libro non ha alcuna cognizione di cucina, e lo si capisce dal modo stesso in cui traduce.
Prendiamo la mia ricetta di oggi: per le cialde di pecorino parla di chicchi di cacao. Ma che chicchi? Intende dire fave di cacao frantumate, o gocce di cioccolato? La foto non mi ha chiarito molto le idee, quello che vedo sul libro è un misto delle due cose. Io ho usato gocce di cioccolato saltando la copertura successiva, ma la cosa non mi ha fatto piacere.
Ma più grave ancora è stato l’errore che ho trovato mentre realizzavo una crostata: occorreva fare una frolla e la traduzione italiana diceva “lavorare a crema la panna con il burro e lo zucchero”. Solo che la panna non figurava tra gli ingredienti. Ho chiesto a un’amica che aveva il libro originale e neanche lì c’era la panna; folgorata da un’illuminazione le ho chiesto di leggermi la prima frase del procedimento: “cream the butter with the sugar”. Cioè montare burro e zucchero … ma la panna proprio non c’entrava nulla!!!!
Certo, non è la prima volta che mi capita di vedere svarioni del genere; in un libro (peraltro favoloso) che ho da anni, la traduttrice chiama erroneamente “crema pasticcera” la crema inglese, altro errore grossolano. Anche nello Starbooks in passato abbiamo esaminato libri con grossolani errori di traduzione. Approfitto quindi dell’occasione per sollecitare gli editori a impiegare solo ed esclusivamente traduttori che abbiano competenze nel settore trattato dal libro. Per la cucina mi offro io, dall’inglese e dal francese… ;-)

E adesso, prima di passare alla ricetta, vediamo che cosa hanno fatto le mie colleghe Starbookers:

Cristina - Vissi d'arte e di cucina: Crostata al cioccolato salato e noci pecan caramellate
Roberta - Le chat égoiste: Sandwich stilton, bacon e cioccolato
Emanuela - Arricciaspiccia: 
Stefania - Araba felice in cucina: Sorbetto al cioccolato fondente
Gaia - La Gaia celiaca

Un’ultima raccomandazione: mercoledì prossimo vi aspettiamo tutti con lo Starbooks– Redone! e da aprile ci saranno grandi novità! Stay tuned!



VELLUTATA DI TOPINAMBUR CON CIALDE DI CIOCCOLATO E PECORINO
(da Paul A. Young – Avventure al cioccolato – De Agostini)

Per la vellutata di topinambur e cioccolato bianco: 

800 g topinambur

1,2 litri brodo vegetale
150 g panna fresca
75 g cioccolato bianco
1 cipolla
1 porro
1 piccola patata farinosa
1 manciata di foglie di sedano
2 spicchi d'aglio
2 cucchiaini di sale
1 cucchiaino di pepe nero appena macinato
1 cucchiaio di olio d'oliva
1 cucchiaio di foglie di timo

Per le cialde di cioccolato e pecorino:

100 g pecorino grattugiato
25 g di chicchi di cacao (io ho usato gocce di cioccolato fondente)
100 g di cioccolato fondente del Venezuela al 72%, spezzettato

Preparare le cialde: foderare la leccarda con carta da forno e preriscaldare il forno a 180 °C. Mescolare il pecorino con i chicchi di cacao. Distribuirlo a cucchiaiate sulla leccarda formando triangoli o cerchi, con l’aiuto di una spatola. Mettere in forno per 6-8 minuti, fino ad ottenere delle cialde dorate. Lasciarle raffreddare, poi staccarle delicatamente aiutandosi con una spatola.
Far fondere il cioccolato a bagnomaria, spennellarlo su un lato delle cialde e riporle sulla leccarda ad asciugare (io ho saltato questa ultima operazione e ho lasciato le cialde senza copertura di cioccolato fondente).

Preparare la vellutata di topinambur: pelare e sciacquare i topinambur e ridurli a dadini. Tritare finemente la cipolla e l'aglio, affettare finemente il porro. Ridurre in dadolata anche la patata.
Fare appassire nell'olio d'oliva, a tegame coperto, la cipolla, il porro, le foglie di sedano, l'aglio e i topinambur. Aggiustare di sale e pepe, unire la patata e il brodo caldo e far sobbollire per 20 minuti. 
Frullare fino ad ottenere un composto liscio, passarlo al setaccio per eliminare fibre e grumi e passare la vellutata in una pentola pulita. Amalgamarvi il cioccolato bianco spezzettato, la panna e le foglie di timo. 

Servire la vellutata, calda ma non bollente, accompagnandola con le cialde.


16 commenti:

  1. mi piace l'uso del cioccolato nei piatti salati, questo è veramente curioso e stimolante
    Grazie per la condivisione
    Baci
    Cris

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  2. Effettivamente se uno non ne capisce molto di cucina è impossibile che riesca a tradurre decentemente una ricetta da una lingua all'altra e gli esempi che hai fatto tu sono lampanti. Se ci si pensa, anche nel leggere una ricetta nella propria lingua se non si è esperti di cucina si possono riscontrare difficoltà, così come nella lettura di qualsiasi linguaggio che utilizza termini tecnici e non comuni.
    Per quanto riguarda la vellutata di topinambur è un mio pallino, mi piace troppo, e queste cialde d'accompagnamento ne costituiscono un'ottima variante.
    Ciao Mapi, buona giornata!

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  3. Ciao,non ho ancora questo libro,anche se,leggendo I vostri post,mi rendo conto che e' solo questione di tempo...C'e' senz'altro del geniale nelle sue ricette e mi sembrano anche eminentemente appetibili.Concordo sul problema delle traduzioni,quando posso tento sempre di comprare I libri in lingua originale.
    In una traduzione dell'Artusi,l'ammoniaca per dolci veniva tradotta come "baking powder".Certo,i biscotti vengono comunque,ma,per esempio,l'ammoniaca da senz'altro risultati diversi..
    Chiedo venia per la logorrea,ciaooo!

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  4. Che accostamento insolito. Da provare sicuramente. Già ero intenzionata a prendere il libro, ma a leggere la tua recensione direi che forse è meglio quello in lingua originale ;)

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  5. Però...sembrerebbe una figata....sicuramente stuzzica la fantasia. Da provare.....il libro è già mio!

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  6. Sono d'accordissimo, è il motivo per cui per quanto possibile cerco di comprare testi in lingua originale.
    Tu come al solito sei troppo avanti con questa ricetta...e grazie di averci fatto conoscere tuo marito :-)

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  7. Domanda...
    Premesso che avevo già provato a fare una vellutata di topinambur (semplice semplice: topinambur, patata e cipolla)e non mi era piaciuto molto il sapore (un po'...ospedaliero per i miei gusti)...
    Con il cioccolato bianco e la panna come cambia il sapore?
    E' solo una questione di consistenze o diventa più gustosa??
    mi piacerebbe molto far pace con questo povero tubero..
    un abbraccio
    sara

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  8. E per foprtuna che tu sai come muoverti con questi svarioni, pensa a chi invece si ritrova a voler provare una ricetta e a prendersela con l'autore, pensando sia sbagliata.
    Ho già provato una di queste proposte dello Starbooks di marzo, certo che anche questa ricetta mi mette una curiosità incredibile, topinambur e cioccolato bianco, pecorino e cioccolato fondente...un modo originale di intendere il cioccolato.
    Grazie a voi e allo Starbooks :)

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  9. E io ti sponsorizzo come traduttrice, perché ci vuole competenza linguistica, è ovvio, ma la competenza in cucina è basilare e tu sei imbattibile!

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  10. Ammetto che l'idea di utilizzare il cioccolato per un piatto salato non mi ispira tantissimo, ma questo non vuol dire che la ricetta originale e la tua riproduzione non siano buone ^_^!
    Per la traduzione...beh...tocchi un nervo scoperto, soprattutto dopo aver visto su FB il link di una mia ex prof di simultanea francese: TF1 che si scusava per gli errori commessi dall'interprete durante il primo discorso ai fedeli di Papa Francesco. Si cerca di risparmiare e questi sono i risultati, purtroppo.
    E da eterna "scantata" dagli errori (soprattutto quando non conosco un prodotto), preferisco prendere la versione originale, sia per esercitarmi sia perchè non mi va di pagare quasi il doppio per un testo che posso tradurre da sola.

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  11. Mapi hai fatto benissimo a sottolineare la mancanza di professionalità di tanti editori che prendono alla leggera le traduzioni...concordo pienamente con te. Questa vellutata è stata una delle prime ricette che mi avevano colpita quando avevo preso il libro ( anni fa) ...e dopo il tuo test ;-) la faro con più tranquillità!!! Paul è un mito anche per me, mi spiace, ma ti sono amica e quindi...cedo il passo :-) bacio grande

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  12. Io mi offro dal tedesco ;)

    Questo libro mi ha conquistata, ma sicuramente lo comprerò in inglese!

    Mi unisco all'Araba: tu sei troppo avanti!

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  13. I topinambur che fanno capolino dal frigo ti ringraziano.
    Per quanto riguarda la traduttrice sembra un'ignorante patentata: come si fa a parlare di "chicchi" di cacao? Anche senza essere specializzata, ce ne vuole!
    Approfitterei invece della tua specializzazione per chiederti una cosa: come si traduce "manitoba" in francese? Qui cadono tutti dalle nuvole...
    Grazie!

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    1. Ciao, scusa se ti rispondo solo ora ma sono stata in riunione tutta la settimana e avevo programmato i post domenica scorsa. :-)

      La traduzione francese di farina manitoba è farine de gruau. Letteralmente significa "fior di farina", ma tecnicamente indica la manitoba. In mancanza di farine de gruau, le "next best things" sono la T55 e in seconda battuta la T45.

      Baciotti! :-)

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  14. ussignur, stavo scrivendo un commento quando il gatto leo mi ha camminato sulla tastiera... mi sa che ha cancellato tutto! bè dicevo che se fossi un editore ti assumerei subito :)
    questa ricetta la volevo fare io, lo sai??
    bravissima!

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  15. Cara Mapi, come sai, sono stata "vittima" anch'io di grossolani errori di traduzione in questo libro... E un po' sfortunata. Ma sul fatto che Paul sia un genio del cioccolato non ho dubbi, come sulla tua competenza!
    Grazie Mapi :-)

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NO VITALBIOS!!!