lunedì 24 marzo 2014

Soufflé alle cozze e tartufo con salsa tartufata di mare


Di lei tutto si sarebbe potuto dire, tranne che era avvenente. "E' una cozza!", bisbigliavano i monelli spintonandosi, quando la incrociavano per strada.
Lui era bruttino ma molto raffinato, però lo accusavano - e a ragione - di avere l'alito pesante.
Lei non si staccava mai dal mare, lui si seppelliva nel folto dei boschi.
Sembrava fossero destinati a non incontrarsi mai, ma galeotto fu quel soufflé...


...e galeotta fu Fabiana, che sul soufflé ha sfidato noi MTChallengers!!!! :-D

Non so dirvi esattamente quando e come mi sia venuta l'ispirazione per questo soufflé; in parte mi hanno influenzata Arianna, col suo raffinatissimo soufflé di foie gras, in parte da Corrado con i picchi di sapore del suo soufflé afrodisiaco, in parte Loredana, che ha inserito i gamberi a metà cottura del suo soufflé ai gamberi e poi... poi mi sono messa a pensare alle sfide che mi hanno "presa" di più, e la Taieddha di riso, patate e cozze di Cristian mi ha fatta sorridere di nostalgia. Pensi a Cristian e ti viene in mente Leo, alias Cozzaman, perché ai primi di marzo abbiamo trascorso un'allegra domenica di sole tutti insieme e loro due si sono fatti fotografare mentre mangiavano una cozza... Insomma l'ispirazione mi è nata pensando a un gruppo di amici conosciuti grazie alla blogsfera, e ringrazio tutti loro e soprattutto Alessandra, che ha ideato l'MTChallenge quasi 4 anni fa!!!!

Ho voluto sperimentare tre cose con questo soufflé: la prima è stata quella di non usare interamente tutte le uova, ma di unire solo 2 tuorli alla massa, per alleggerirla e al contempo esaltare al massimo i due sapori principali.
La seconda è stata quella di unire l'elemento pesante (le cozze) dopo avere inserito gli albumi montati a neve.
La terza è stata la cottura al vapore nel forno, iniziando da una temperatura moderata e alzandola verso la fine. Fino all'MTChallenge di questo mese infatti cuocevo i soufflé a bagnomaria, il che rendeva alquanto scomodo e difficoltoso estrarli dal forno. Volevo un metodo di cottura più delicato, con il vapore del bagnomaria ma senza l'acqua bollente che mi inzuppava il guanto da forno, da qui l'idea della teglia con acqua, per creare vapore interno.
 Ho ottenuto un soufflé molto più stabile, che si è sgonfiato meno rispetto al metodo di cottura a temperatura elevata.

SOUFFLE' ALLE COZZE E TARTUFO CON SALSA TARTUFATA DI MARE

Per 6 soufflé monoporzione:

1 kg di cozze freschissime
300 ml di panna fresca da montare
30 g di Maizena
30 g di burro al tartufo
6 albumi
2 tuorli
Sale
qualche goccia di succo di limone

Per il brodo vegetale:

200 g di carote
125 ml di vino bianco secco
1 porro (parte bianca)
1 gambo di sedano
75 g di scalogni
50 g di cuore di finocchio
50 g di cipolle dorate
15 ml di aceto bianco
1 spicchio d'aglio in camicia
1 bouquet garni (foglia verde di porro, 1 foglia di alloro, 1 rametto di timo, 10 gambi di prezzemolo)
5 grani di pepe bianco leggermente pestati
1 kg di ghiaccio

Per la salsa:

20 g di tartufo + 6 scagliette per decorare (ho dimenticato le scagliette al momento di fare la foto, sob)
1 acciuga sott'olio scolata
1 spicchio d'aglio rosso di Nubia
acqua delle cozze
150 ml di brodo vegetale
1 cucchiaino di Maizena
Olio extravergine di oliva
Prezzemolo tritato

Per i ramequins da soufflé:

15-20 g di burro fuso
100 g di pangrattato
1 spicchio d'aglio
1 ciuffetto di foglie di prezzemolo


La sera prima pulire e raschiare le cozze e togliere loro il bisso. Metterle in una ciotola capiente piena di acqua fredda e conservarle in frigorifero per 12 ore, per farle spurgare.

Sempre la sera prima, preparare il brodo vegetale: lavare e mondare le verdure, tagliare le carote e il porro a rondelle, tritare finemente cipolla, scalogni, sedano e finocchio. Metterle in una pentola insieme al bouquet garni, coprirle con il ghiaccio e versare il vino e l'aceto. Accendere il fuoco e portare lentamente a ebollizione, abbassare la fiamma e far cuocere per 35 minuti, schiumando ogni tanto se necessario. Aggiungere a questo punto i grani di pepe bianco e proseguire la cottura per altri 10 minuti. Filtrare allo chinois per spremere bene i succhi (le verdure possono essere frullate, salate e mangiate a parte), poi  abbattere la temperatura mettendo la ciotola in una bacinella con acqua e ghiaccio e conservare in frigorifero.

Il mattino dopo sgusciare 15 cozze a crudo, raccogliendo la loro acqua in una ciotola e mettendocele dentro. Riporre in frigorifero.
Fare aprire le restanti cozze in padella a fiamma alta, per 2 o 3 minuti: le cozze devono aprirsi ma non cuocere troppo a lungo. Togliere dal fuoco e sgusciarle. Filtrare il loro sugo e conservarlo (anche congelandolo) per un'altra preparazione.

Preparare la salsa: Tritare finissimamente l'aglio dopo averlo sbucciato e privato del germoglio interno. Per "finissimamente" intendo dire a pezzetti di 1 mm quadrato o meno. ;-)
Grattugiare il tartufo.
Versare un filo d'olio extravergine di oliva in una padella e mettervi l'aglio e l'acciuga. Porre sul fornello più piccolo, accendere il fuoco e regolare sulla fiamma bassa. Portare lentamente a temperatura l'olio, mescolando continuamente col cucchiaio di legno e spezzettando l'acciuga per farla sciogliere. Quando l'acciuga si sarà sciolta aggiungere il tartufo e fare andare per qualche minuto, indi versare l'acqua delle cozze sgusciate a crudo, tenendo le cozze da parte. Alzare la fiamma e far sobbollire fino a quando il liquido non si sarà ristretto della metà. Aggiungere a questo punto il brodo vegetale in cui sarà stato sciolto un cucchiaino di maizena, e cuocere ancora la salsa fino a quando non si sarà addensata.
La funzione del brodo vegetale è quella di diluire l'elevata salinità della salsa, dovuta all'acqua delle cozze. Per lo stesso motivo ho optato per un brodo vegetale, anziché un fumetto di pesce: il pesce di mare ha sempre una certa dose di salinità, e io volevo un fondo che fosse il più "sciapo" possibile. Ho pensato solo il giorno dopo che avrei potuto, per smorzare la salinità, aggiungerci una piccola patata tagliata a tocchetti di circa 1 cm: si sarebbe così assorbito il sale in eccesso e non avrei avuto bisogno di addensare la salsa con la Maizena. Sarà per la prossima volta.
Frullare la salsa in modo da ottenere una crema fine e omogenea e metterla da parte (io non l'ho filtrata perché non volevo perdere nemmeno un microgrammo del prezioso tartufo).

Mettere sul fondo del forno una teglia larga e piatta piena d'acqua e preriscaldare il forno a 180 °C.

Preparare gli stampi: versare il pangrattato in una ciotola, grattugiarvi dentro uno spicchio di aglio (Microplane, mon amour!) e mettervi un ciuffetto di foglie di prezzemolo finemente tritate. Mescolare per amalgamare bene il tutto.
Sciogliere 15-20 g di burro e aiutandosi con un pennello ungere 6 ramequins da soufflé monoporzione (i miei hanno la capacità di 200 ml cad.). Versarvi dentro un po' di pangrattato e "infarinarli" bene. Scuotere via l'eccesso e riporli in frigo fino al momento di utilizzarli (Faby, ho dimenticato di imburrare di nuovo gli stampi col burro in pomata, ma i soufflé si sono lasciati sformare molto facilmente lo stesso: buono a sapersi ;-) ).

Preparare il soufflé: innanzi tutto togliere le cozze sgusciate a crudo dalla ciotola con la loro acqua e disporle in un piatto coperto con carta da cucina, separandole tra loro. Prendere le cozze parzialmente cotte in padella e tenere da parte le 12 più belle per la decorazione.

Versare in una ciotolina tutta la Maizena e 50 ml di panna prelevata dal totale. Sciogliere bene aiutandosi con una piccola frusta. Portare a bollore la restante panna, indi aggiungervi il mix panna-Maizena e fare addensare mescolando continuamente con una frusta, fino a ottenere una crema spessa. Togliere dal fuoco e incorporarvi il burro al tartufo, dopo di che inserire i 2 tuorli, uno alla volta, incorporando alla perfezione il primo prima di unire il secondo. Salare.
Montare a neve gli albumi con qualche goccia di succo di limone (l'acidità conferisce struttura), fermandosi allo stadio dei picchi morbidi: in questo modo gli albumi avranno spazio per espandersi in forno, durante la cottura.
Unire alla massa prima un cucchiaio di albumi montati, incorporandoli delicatamente con una spatola facendo il classico movimento dall'alto in basso e ruotando la pentola di 1/4 di giro a mano a mano che si procede: in questo modo la massa si alleggerisce ed è pronta ad accogliere i restanti albumi, che saranno incorporati alla stessa maniera ma non correranno il rischio di smontarsi. Quando la massa sarà bene amalgamata unire le cozze, poche per volta e distribuendole un po' in tutto il composto.
Versare il composto nei ramequins preparati riempiendoli fino a 2/3 della loro altezza e infornarli per 20 minuti.
Trascorsi circa 7-10 minuti ho fatto come Loredana: ho aperto il forno e messo velocemente una cozza di quelle tenute da parte al centro di ogni soufflé, poi ho chiuso lo sportello. I soufflé, forse presi di sorpresa, se ne sono accorti a malapena e hanno continuato a gonfiarsi, dopo qualche attimo di esitazione.
Dopo 20 minuti i soufflé cominceranno a dorarsi appena: alzare la temperatura a 190 °C e proseguire la cottura per altri 7-10 minuti, finché saranno gonfi e ben dorati, sorvegliandoli perché non si brucino.

Spegnere il forno, estrarre i soufflé e servirli accompagnati dalla salsa, su cui si disporranno 1 cozza sgusciata e una  scaglietta di tartufo. Spolverare con prezzemolo tritato e servire in tavola.

Erano sublimi, e scusate se me lo dico da sola: il tartufo ha un odore forte ma un sapore molto delicato, che si sposa benissimo con le cozze. Ogni tanto in mezzo alla delicatezza di nuvola del soufflé si incontra una sapida cozza, che regala quei picchi di sapore di cui parla Corrado... insomma, personalmente l'ho giudicato il miglior soufflé che io abbia mai fatto. Avevo tenuto da parte delle scaglie di tartufo per decorare la salsa, ma le ho dimenticate e me ne sono accorta troppo tardi... voi non fatelo. :-)

Nota della Apple Pie:

Riponete il pangrattato aromatizzato in un barattolo a chiusura ermetica. La prossima volta che fate le cotolette aggiungetevi un paio di cucchiai di Pecorino grattugiato (o Parmigiano Reggiano, se preferite i sapori più delicati) e mescolate bene. Impanatevi le fettine di carne precedentemente passate nell'uovo e sgocciolate... e vedrete che non tornerete più indietro! :-)

Dopo aver fatto la foto ho riposto un attimo il soufflé nello stampo e l'ho rimesso nel forno spento, insieme ai suoi fratelli. Si è sgonfiato parecchio, sì, ma ha retto bene il colpo, restando sofficissimo! :-)

37 commenti:

  1. I soufflè presi di sorpresa è troppo divertente!
    Grandissima Mapi e stupenda questa ricetta che ha sicuramente sapori e abbinamenti da far girare la testa.
    Avevo pensato anche io alle cozze, ma non al tartufo da abbinarci e questi soufflè, stanne certa, verranno preparati!

    buona settimana

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    1. Grazie Lory, soprattutto per il suggerimento dell'inserimento dell'ingrediente a metà cottura! ;-)

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  2. ciao mary, la ricetta è bellissima e la foto nel forno è davvero geniale :D li hai presi di sorpresa!!!

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  3. devo dire che le ispirazioni hanno avuto veramente una felicissima conclusione !!! bravissima Mapi.
    Livello tecnico altissimo come sempre ;))

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  4. Nutro delle fantasie sul tuo freezer che tu nemmeno hai idea! Me lo immagino pieno di cubetti di fumetto di pesce, ciotoline di fondo bruno, vasetti di brodo vegetale. Adesso ci metto pure il succo delle cozze e le mie elucubrazioni mentali prendono il volo .... se mai un giorno dovessi venire a casa tua, lo posso vedere???? ti prego!!!!

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  5. Uff!!! sono solo le dieci di mattina e mi hai messo una fame famelica, complimenti per l'idea tu non hai un condominio in testa ma una serie di villette a schiera.

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    1. Ma sai che il primo di questi soufflé l'ho assaggiato proprio alle 10.30 di mattina di sabato, dopo aver finito di fotografarlo, a mo' di spuntino? ;-)

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  6. Mapi....ho rischiato lo svenimento più volte durante la lettura!
    Già il soufflé con le cozze e il burro al tartufo è una cosa meravigliosamente buona ma...quella salsa!!!!
    E' cremosa, bella e fa venire di quelle voglie di "scarpetta" che non immagini!

    Ah...non dimentichiamo il colpo finale con cui mi hai affondata: il pangrattato aromatizzato per le cotolette, che ricordi e che sapori! Io ti adoro cara mia!!!!! :*

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    1. E io adoro te cara Fede, quindi... siamo pari! ;-)

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  7. Bellissima la tua introduzione!!!
    Ma perchè ti sei fermata....sembrava l'incipit di un romanzo a dir poco coinvolgente:)))

    La ricetta, invece è sorprendente!!!
    Devo dire che aspettavo( meglio speravo) che qualcuno proponesse un soufflé con le cozze perchè molti anni fa me ne venne offerto uno squisito proprio con i mitili tritati dentro ed integri fuori, era delizioso!

    L'abbinamento con il tartufo bianchetto secondo me è centratissimo, non solo per ragioni di stagionalità, ma se si fa attenzione questo tartufo ha realmente qualcosa che richiama il mare, meglio, ha qualcosa che ben si abbina ad un piatto di mare, parlo di un aroma che ricorda quello dell'aglio e si orienta nella direzione della piccantezza.

    Un brodo vegetale ricco, profondo, aromatico e con una bella acidità.
    L'acqua dei mitili aggiunge profumo, ma anche sapidità e poi arriva la magia del tartufo con tutta la sua intensità........mica roba da ridere!!!

    Hai sfruttato ogni elemento, anche la copertura dei ramequins è stata caratterizzata, davvero una bella idea unire aromi al pangrattato!!

    Mi piaccioni i "trucchetti" per la cottura e mi piace che il soufflè già bello gonfio abbia accolto e sostenuto il peso della cozza senza cedimenti, anzi, crescendo ancora!

    Aspettavo questa tua prova perchè ero folle di curiosità nel vedere come avresti modificato il quantitativo delle uova e come avresti gestito la cottura.

    Adesso lo so.....magnificamente!

    Condivido totalmente il fatto che da un gruppo di amici possano nascere non solo bellissime relazioni e scambi, ma anche una crescita "professionale" che aggiunge moltissimo al percorso di ognuno di noi e certamente lo rende mille volte più interessante e pure più divertente.

    Mapi, grazie di cuore!!!:)))

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    1. Ma grazie di cuore a te, Fabiana: giuro che mi confondi e mi commuovi. :*)
      In effetti è vero, tartufo bianco e frutti di mare hanno un aroma in comune, il bis-metiltio-metano, che conferisce loro un'affinità di sapore.
      Era questa affinità che cercavo per il mio soufflé, perché i due ingredienti si esaltano a vicenda.
      Ed è solo grazie a te e a questa entusiasmante sfida che ho fatto questa ricerca e questa scoperta, perché diversamente mai avrei pensato a un abbinamento del genere! ;-)
      E' per questo che sono sempre così contenta di partecipare all'MTC: perché indipendentemente dagli esiti della gara imparo sempre qualcosa, e ogni sfida è quindi occasione di crescita personale.
      Un abbraccio e grazie ancora.

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  8. maremma Mapi.......sei stata super. super!!!!!!!!
    le cozze, il tartufo, quella salsa.... qui sei tu quella raffinata ed anche incredibilmente innovativa.chiudo gli occhi e sento il profumo da qui.... da qui.
    : )

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    1. Grazie Serena, davvero.
      Detto da te mi fa un immenso piacere. :-)))

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  9. veramente sono senza parole! Saporito e delicato, semplice e di classe. Mapi, davvero tanti complimenti.

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    1. Grazie Cri! Capisci perché non potevo venire ad Amsterdam? In gennaio non sapevamo ancora la ricetta di marzo, ma dentro di me qualcosa mi diceva di non assentarmi lo scorso week-end... ^_^
      Un abbraccione fortissimo... e grazie per la tua amicizia.

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  10. Un vero spettacolo, questo soufflé! hai veramente pensato a tutto, a partire dal pangrattato aromatizzato per finire con la cozza inserita a sorpresa durante la cottura! il metodo marito di Loredana ha conquistato alla grande e devo dire che regala un tocco in più all'aspetto del piatto finale. La salsa tartufata è un vero capolavoro.. e leggendo questo post mi hai fatto venir voglia di sgusciare delle cozze come per la sfida della Taieddhra! sei super, Mapi!

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    1. Io a sgusciar cozze sono sempre pronta, ma devo confessare che era da un po' che non lo facevo. Meno male che mentre la mente vagava ho ripensato a Cristian e alla sua Taieddhra... :-D

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  11. una preparazione particolarissima,e chissa'che buona!!

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    1. Era davvero buona, confermo: ho mangiato l'ultimo stasera a cena, ma gli altri li ho portati a casa dei miei genitori... che hanno apprezzato enormemente! ;-)

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  12. Mapi, prima o poi ci troveremo a pranzo o a cena? Vero??? è una minaccia ;) Non sai cosa darei per gustare questa piccola opera d'arte!

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    1. Meglio prima che poi Ale, anche perché pure tu quanto a bravura non scherzi! ;-)

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  13. Purtroppo non amo il tartufo ma ti giuro che avrei volentieri ingurgitato uno dei tuoi soufflè...magari prima che lo prendessi di sorpresa!

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    1. Ho scoperto il tartufo solo in anni recenti, purtroppo per me, e a una cena di lavoro per giunta, quando non potevo sottrarmi. Mai prima di allora avrei ordinato un piatto che emanava quell'odore così pungente, ma quando ho assaggiato quella cremina così delicata me ne sono innamorata. E' trascorso del tempo da quel primo risotto al tartufo, ed è un aroma che mi conquista sempre più. ;-)
      Un abbraccio.

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  14. Non ho parole! Veramente, mi lasci sempre più basita.
    La cosa bella dell'MTC, oltre quello che hai detto tu, che è un aspetto assolutamente fondamentale, è il fatto che si impara davvero e non solo perché c'è una scuola che ci informa e perché poi sperimentiamo acquisendo nuove tecniche, ma anche perché leggendo le ricette che vengono pubblicate ogni mese, si imparano nuove cose, abbinamenti, ecc. ecc. e ogni volta che passo da qui non posso che rimanere affascinata dalle tue preparazioni, sempre così perfette, nuove, ma dove si vede la tradizione e soprattutto la tua preparazione.
    Ancora complimenti e grazie perché condividi il tutto con noi tutti! <3

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    1. Concordo con te, cara Stefy, sul fatto che leggendo le proposte dei partecipanti si imparano sempre cose nuove: non c'è sfida in cui io non abbia imparato qualcosa, attingendo alle conoscenze dei colleghi blogger.
      Le tue parole sono carinissime come sempre, ma sappi che io il tuo fondo al nero di seppia non me lo scordo e lo devo replicare!!!
      Un abbraccio.

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  15. Un mito di souffle che vorrei veramente assaggiare perché amo le cozze ed il tartufo mi da la certezza di incontrare anche l'eleganza

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    1. Grazie Giulietta, di quelli che ho fatto finora (e per finora intendo in tutta la mia vita) questo è in assoluto quello che mi è piaciuto di più e che mi ha riempita di orgoglio per averlo pensato! :-)
      Un bacione.

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  16. e be... che dire di questo incontro?
    Un soufflè pensato e realizzato al meglio, come sempre,ma come hai pensato di unirli? un'idea davvero geniale, va assolutamente provato... complimenti!!!

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    1. Come ci abbia pensato esattamente non lo so, è stato un concorso di circostanze e una serie di ispirazioni nate leggendo le proposte degli altri partecipanti.
      Quello che so con certezza è che era favoloso e che lo rifarò senz'altro!

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  17. parto con le domande
    1. perché spurgare i muscoli? non sei la prima che lo fa, sei la prima a cui lo chiedo. Perchè non crescono su fondali sabbiosi, come le vongole, quindi non trattengono la sabbia. e per tutto il resto la pulizia a cui son sottoposte sotto l'acqua corrente (pensa solo alle vigorose spazzolate per eliminare ogni residuo dai gusci...) è più che sufficiente. Quindi, perchè lo fai? :-)
    2. perchè il ghiaccio al posto dell'acqua nel brodo? per mantenere il colore?
    la terza riguardava il tipo di tartufo, ma mi ero persa io qualche cosa.
    considerazioni sparse
    1. convengo sul ridurre i tuorli, ma senza eliminarli. Ero rimasta anche a questa ipotesi, leggendo il filo diretto, ma credo che tu abbia fatto benissimo a mantenerli: è un piatto che ha bisogno di struttura e il tuorlo gliela dà. Nello stesso tempo, avendo tu scelto la via più difficile- e cioè quella di proporre sapori ben connotati nei toni della delicatezza- troppi tuorli avrebbero rovinato tutto questo gioco di sfumature. (sia chiaro che in questo momento mi sento come la depositaria unica della saggezza del poi: mi ci sarei voluta vedere, alle prese con la bilancia e con la creazione di un sapore che avevo solo in mente..)
    2. convengo sulla cottura: ho un forno che non dà grandi prestazioni, ad alte temperature e coi soufflè sono sempre costretta a partire bassa e poi alzare alla fine, per stabilizzare: ho abbandonato da un po' il bagnomaria (restan morbidi tanto quanto, se li si accompagna nella crescita- e ora mi sembro la pubblicità della mellin), non avevo mai pensato alla cottura al vapore in questo modo- ergo, prossima volta ci proviamo.
    Sul resto, ti confesso che avevo tante preclusioni: se sul pesce sono una "primitiva", lo sono ancor di più sulle cozze (fatico addirittura a mangiarle gratinate, pensa te): ma mi sono arresa, di fronte alla perfezione di questo soufflè. come dicevo all'inizio, hai scelto una interpretazione difficilissima, combinando ingredienti dal sapore inconfondibile e marcato, che da soli sarebbero sufficienti ad essere protagonisti esclusivi di un piatto. Il rischio di sovra/giustapposizioni era dietro l'angolo e non so quanti, anche fra i braverrrimi- sarebbero stati capaci di non caderci. Tu hai giocato sulle intersezioni, enfatizzando i punti di incontro e attenuando quelli peculiari. E questa, lasciatelo dire, è la parte alta dell'alta cucina. Altissima, direi..

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    1. Carissima Ale, parto dalle domande. :-)
      1) Perché spurgo i mitili, che a rigore non ne avrebbero bisogno? Per sadismo, of course: non paga di aver deciso di sgusciarne vivi metà e di ammazzare in padella i rimanenti, faccio patire loro la fame per essere certa che svuotino l'intestino prima di fare il loro ingresso trionfale nel mio stomaco. Avevo letto da qualche parte che qualcuno le faceva spurgare in acqua in cui versava circa un cucchiaio di farina "per dar loro da mangiare", e mi sono chiesta sempre il perché: in questo modo si riempie anche il loro intestino... ;-)
      2) Il ghiaccio per la cottura del brodo serve a estrarre il massimo dei succhi e del sapore dalle verdure, per "regalarlo" al brodo, che così risulta più sapido. Se non se ne ha 1 kg pronto in freezer, va bene anche metà acqua fredda e metà ghiaccio.

      E per le considerazioni sparse ti ringrazio commossa. :*)
      Un bacione!

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  18. Carissima Mapi, solo tu potevi ideare una simile ricetta. Pazzesca! Mi hai stordito con l'abbinamento cozze tartufo, assolutamente sorprendente, non ci sarei mai arrivata e devo dire che in effetti deve avere proprio un suo perché. E poi concordo sul fatto che spesso le ricette nascono traendo spunto da tante cose diverse, la combriccola dell'mtc poi è sempre fonte di ispirazione sfrenata, soprattutto alcuni soggetti :))) Mi hai fatto ripensare a quella domenica, che bella giornata è stata, la ricordo con tantissimo piacere. Un bacione cara Mapi e buon fine settimana.

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  19. Mapi il tuo soufflé è semplicemente poesia allo stato puro. È un moderno connubio mare-terra che se il passato potesse vederlo, impallidirebbe. Ma ti dirò di più, in questo tuo piatto traspare tutta la nostalgia di cui parli. Leggendo il post e guardando le foto, ho pensato ad un quadro autunnale, un paesaggio in cui i colori sono definiti in maniera tale da ottenere gli effetti giusti e la cozza è una figura quasi indefinita, sembra nascondersi offrendo un alone di mistero a tutta la scena.

    COMPLIMENTONI
    A presto


    p.s. Indovina cosa ho fatto ieri sera? Sì! Ho pulito cozze :-)

    p.p.s. da circa un anno mi fischiano spessissimo le orecchie, ora so il perchè, qualcuno mi pensa mentre apre delle cozze :-)))))))))))))))))

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  20. e tre!!!!!!!!!1 Beh questo pure è un capolavoro ;)

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Nella Apple Pie c'è posto per tutti, tranne i maleducati. :-)