lunedì 18 febbraio 2013

Anitra all'arancia per festeggiare Cristina P.!


Nel giorno anniversario della scoperta dell'America dell'Anno Domini 2011 avevo annunciato una lieta novella: le mie amiche Cristina P. (che qualche volta scrive in questo blog) ed Elena avevano passato l'esame di Guida Turistica a Milano dopo due intensi anni di studio.

Da allora le ragazze non si sono mica fermate: hanno aperto il sito Milano Con Voi insieme a un'altra amica che aveva studiato con loro, Jolanda, e hanno cominciato a proporre con successo una serie di visite turistiche guidate a Milano e provincia, zona per la quale sono abilitate. La loro piccola associazione sta portando grandi frutti, cominciano a essere conosciute e sono naturalmente molto apprezzate tutte e tre per la bravura, la competenza e soprattutto la passione che mettono in quello che fanno e che inevitabilmente si trasmette a quanti le ascoltano.

Per molti questo sarebbe stato un punto di arrivo; per la vulcanica Cristina invece è stato solo un punto di partenza. Cristina da sempre è un vulcano di idee: già 11 anni fa aveva  preso il diploma di Sommelier presso A.I.S. di Milano, ad esempio... e subito dopo aver passato l'esame di Guida Turistica aveva cominciato ad accarezzare un altro sogno: quello di passare l'esame di Accompagnatore Turistico, valido in tutto il mondo e che le avrebbe aperto altre porte nel mondo del turismo. Non che lei lavori a tempo pieno in quel mondo, intendiamoci: siamo colleghe da 20 anni e per campare svolge diligentemente un lavoro impiegatizio di 8 ore, ma il tempo libero è tutto per le sue passioni... e così, quasi subito dopo aver passato un esame, lei si è messa a studiare con impegno per un altro.

Il 13 dicembre aveva dato lo scritto, due settimane dopo le hanno comunicato che lo aveva passato e che era convocata per l'orale, così giovedì 14 febbraio Cristina ha preso ferie. San Valentino, ha pensato qualche collega, e invece no: giovedì aveva l'orale dell'esame di Accompagnatore Turistico, da lei brillantemente superato in italiano, inglese e spagnolo. Ero stata in ansia tutto il giorno (manco fossi stata io l'esaminanda) e quando finalmente alle 17 mi è arrivato l'sms ho esultato e ho tirato un sospiro di sollievo: CE L'HA FATTA!!!!

Come al solito ho sfogato la tensione cucinando qualcosa, e stavolta ho optato per un piatto da gran festa: era da tempo che tenevo d'occhio questa ricetta del Pellaprat, e quale migliore occasione di prepararla, se non questa?



ANITRA ALL’ARANCIA
Da: Henri-Paul Pellaprat – L’arte della cucina moderna – Rizzoli


Per 6 persone:
1 anitra di 1,8 kg circa
8 grosse arance non trattate
500 ml di salsa demi-glace
2 zollette di zucchero
500 ml di aceto
60 g burro
Sale
Pepe


Pulire l’anitra, togliere con una pinzetta le piume rimaste e strinarla (=fiammeggiarla). Imbrigliarla, salarla e peparla dentro e fuori e farla rosolare nel burro spumeggiante in una casseruola dai bordi alti per 10-12 minuti. Quando sarà dorata uniformemente bagnarla con la salsa demi-glace, coprire il recipiente e passarla in forno a 180 °C facendola lentamente brasare per 45 minuti circa. A cottura ultimata toglierla dalla casseruola e metterla da parte in caldo (io l’ho avvolta in un foglio di alluminio).

Sgrassare intanto il fondo di cottura e passarlo al setaccio. Aggiungervi il succo di 2 arance e la scorza grattugiata di 1 arancia, poi unirvi 1 cucchiaiata di uno sciroppo ottenuto facendo caramellare lo zucchero e poi sciogliendolo al fuoco con l’aceto in una piccola casseruola a parte (mi raccomando, aggiungete l’aceto pochissimo per volta e fuori dal fuoco, se non volete schizzarvi). Mescolare la salsa senza più portare a ebollizione e regolare di sale.

Trinciare l’anitra e disporne i pezzi su un piatto di portata molto caldo. Coprire con la salsa e decorare con spicchi di arance pelati al vivo e privati dei semi. Quanto avanza della salsa verrà servito a parte in una salsiera. 

Che resti tra noi: questa è la migliore anitra all'arancia che abbia mai mangiato in vita mia. Adoro il Pellaprat, è ufficiale. :-)


4 commenti:

  1. E' ufficiale:per via del tuo post il libro del Pellaprat e' nella mia wish list...
    Buona giornata.

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  2. Mapi, grazie.
    Ma non devi fare queste cose. Mi commuovo facilmente, io!
    Grazie davvero.
    Cristina P.

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  3. Questo è un piatto che mi ispira molto ma che non ho mai fatto e che probabilmente mai farò. Perché mio marito, nonostante sia un divoratore di carne di cavallo, si commuove davanti a un'anatra, che per lui costituisce un tabù al pari del cavallo per gli inglesi e questa cosa mi fa sempre tanto ridere ma intanto l'anatra non la posso cucinare (questa tua deve essere speciale). Ciao cara!

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  4. Intanto complimenti a Cristina, che fa sempre cose da grandi!
    secondo, complimenti a te, perché se è vero che la ricetta è buona, sta all'esecutore cogliere lo spirito e rifarla come l'originale... e tu fai cose da grandi!

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