martedì 22 gennaio 2013

Pici con ragù di creste di pollo di Cristina P.

Quando Cristina P. mi ha detto che intendeva accompagnare i pici con un ragù di creste di pollo, ho avuto un sobbalzo: era l'idea che avrei voluto io, tanto era centrata sul tema: piatto povero, di terra, condito da un ragù che fa del "qui non si butta via niente" la sua
prima regola di vita, ma che pure è squisito. E' un recupero dei sapori di una volta questo, che mi è piaciuto davvero tantissimo.
Anche il post di Cristina è tutto legato al filo dei ricordi, che si intreccia con i suoi pici casalinghi; e mentre le mani vanno, la mente torna ai ricordi d'infanzia... ma non vi dirò nulla di più: lascio la parola a Cristina e ai suoi Pi-chicken.


* * * 

Mi ha colpito molto la proposta di questa ricetta, soprattutto per il legame alla tradizione, alla cucina povera e ai sapori del territorio.
MI piace questo orgoglio territoriale non solo perchè viene condiviso e non tenuto arroccato nel proprio orticello, ma proprio perchè spiegandolo al resto dell'Italia (e oltre) fa sì che si trovino tante e tante varianti simili alla ricetta di base. Come dire che forse la varietà culinaria italiana ha radici comuni molto più vicine di quello che si pensa.....
Il richiamo, alla cucina povera, contadina, invece, insieme al sugo all'aglione, mi ha subito fatto tornare alla mia infanzia. Sono (quasi) nata e cresciuta nel retrobottega di una rosticceria-macelleria gestita dai miei genitori in quello che ora è il quartiere cinese di Milano. Ho tante foto di quando ero bambina, tutte con lo sfondo del negozio e tutte con un grande grembiule che mi copriva fino ai piedi, in una pelo le patate con la zia, nell'altra sgrano i piselli con la mamma, in un'altra ancora infarino i pesciolini per la frittura del venerdì. Ricordo ancora molto bene la disposizione dei barattoli sugli scaffali nonostante papà abbia cambiato attività da molti anni. Nella mia infanzia collezionavo le carte del Lievito Bertolini con la filastrocca di turno sull'utilizzo del lievito e su Maria Rosa che andava al mercato e tenevo anche pulita la vetrina verso la strada, quella che doveva essere immacolata per attirare i clienti: ogni vaschetta aveva il suo posto ben definito ed è stato proprio ripensando a quella disposizione che ho avuto l'idea per questo ragù. In alto a sinistra, infatti, c'era la vaschetta con le creste del pollo, che allora si trovavano con molta più facilità dei giorni nostri. Ricordo il loro colore rosso vivo e come ero dispiaciuta al vederlo svanire a contatto con l'acqua calda, mi sembrava quasi un tradimento. Invece ricordo come venivano poi preparate. O almeno credo. Ai tempi, in cucina, lavorava una zia che ora non c'è più, quindi tanti segreti non li ho potuti imparare direttamente ma devo fidarmi di quello che i miei occhi di bambina riuscivano a percepire, quindi vi passo la ricetta come (credo) la facesse la mia adorata zia Lucia e come l'ho rifatta per condire i pici.

PICI CON RAGU' DI CRESTE DI POLLO

Di Cristina P.


Per i pici ho seguito le dosi indicate da Patty, rispetto ai suoi ho avuto una differenza di uniformità, nel senso che, sempre ricordando la mia infanzia, mi hanno fatto venire in mente la vecchia canzone dello Zecchin d'Oro: Il lungo, il corto e il pacioccone.....
Però sono venute lo stesso le dosi per 4 persone, quindi i vari pici più magri e più cicciotti si compensano tra loro.



Per il ragù:
2 etti di creste di pollo
3/4 pomodori da sugo o conserva di pomodoro
1 cipolla rossa piccola
1 carota
1 gamba di sedano piccola
1 foglia di alloro
il succo di mezzo limone
olio
sale

Scottare sul fuoco le creste una ad una per bruciare eventuali residui di piume
Lavare con acqua fredda 
Preparare una pentola d'acqua con l'aggiunta di una foglia di alloro e del succo di mezzo limone
Quando l'acqua bolle, immergere le creste e far cuocere 20 minuti a fuoco basso
Nel frattempo preparare un soffritto con olio, cipolla, carota e sedano
Aggiungere il pomodoro e successivamente le creste scolate
Far cuocere per 15 minuti circa avendo cura che rimanga un po' liquido
Passare con il minipimer, tutto tranne qualche cresta che servirà per la decorazione del piatto
A parte cuocere i pici in acqua leggermente salata e, quando saranno ancora molto al dente, aggiungerli al ragù per finire la cottura.
Servire ben caldi.

Cristina P.




11 commenti:

  1. Ricetta incredibile!!!
    E' una vita che giro intorno alle creste di pollo !!
    Bella davvero!!

    RispondiElimina
  2. LE CRESTE DI POLLO MI RIPORTANO INDIETRO DI ALMENO 35 ANNI, VEDO ANCORA LA MIA NONNA...

    RispondiElimina
  3. Ho la fortuna di avere un padre e una suocera che non solo hanno l'orto, ma anche i polli!!! Ma le creste si utilizzano solo nella mia famiglia...in quella di mio marito si buttano, SACRILEGIO!!! Ho provato a dissuaderli ma niente, loro non le mangiano. Però, prima di risalire, oltre ai tre polli che ci siamo riportati mi sono fatta dare anche le zampe e le creste degli altri...non riuscivo a pensarle nella pattumiera! Loro non le mangeranno, ma io sì... :D

    Complimentissimi a Cristina che ha centrato il tema e ha preparato uno dei miei sughetti preferiti!!! Hai tutta la mia stima!

    RispondiElimina
  4. Non ci credo...ripasso. C'ho ancora da riprendermi!

    RispondiElimina
  5. Ciao! Innanzitutto passo per ringraziarti del commento che mi hai lasciato... uno dei motivi per cui ho deciso di partecipare all'MTC è proprio questo: ne fanno parte persone in gamba e che hanno tanto da insegnare!!!!
    E poi, complimenti davvero sia per il tuo racconto di vita, che mi ha emozionata, che per la scelta di questo condimento originale e rappresentativo senza dubbio del territorio e della cucina d'altri tempi! Sei meravigliosa!!!!
    Un abbraccio,
    More

    RispondiElimina
  6. Ma che post straordinario Cristina: bello, sentito, pieno di ricordi .. quasi una coperta di Linus contro il freddo di oggi e non solo quello climatico!
    La ricetta si sposa perfettamente con il tema, come sottolineava Mapi. In una parola GRANDE!
    Grazie davvero

    RispondiElimina
  7. Un grazie di cuore a chi, come me, condivide il calore dei ricordi e il sapore di questo ragù. Cristina P.

    RispondiElimina
  8. Cara Cristina ottima ricetta! Mi hai fatto tornare in mente quando insieme alla nonna preparavo la settimana prima di Natale quei meravigliosi tortellini (dei quali assaggiavo spesso, volentieri e soprattutto TROPPO il ripieno....e mi nonna si arrabbiava!) chissà se riuscirò mai ad eguagliarla.
    In ogni caso proverò a proporre ai miei cari la tua ricetta....ma ...all'Esselunga le trovo le "creste" sai non ci sono più i macellai di una volta, senza offesa naturalmente!! Grazie Donika

    RispondiElimina
  9. Donika, è proprio all'Esselunga che sono riuscita a trovarle, ma solo su ordinazione. Cristina P.

    RispondiElimina
  10. Cara Cristina, arrivo anche a te, ma ti dico che avevo già visto la tua ricetta grazie all'anteprima della Mapi. Che dire: ammutolita. Non ho molte parole se non che mi hai molto commossa con il tuo racconto di vita e la scelta di questa ricetta. Che realmente sintetizza lo sforzo delle generazioni passate di non sprecare, di recuperare e di trasformare anche la più modesta parte commestibile in qualcosa di più oltre che il semplice piatto per sfamare. E' un post splendido ed una ricetta grandiosa a cui non avrei mai potuto pensare. Grazie per avercela proposta con questo bellissimo ricordo. Ti abbraccio cara Cristina, Pat

    RispondiElimina
  11. Grazie Patty, grazie di cuore.
    Cristina P.

    RispondiElimina

NO VITALBIOS!!!